L' Intervista: Protesi digitali il giusto rimedio all' “Ipoacusia”

pubblicato 16 dic 2014, 14:49 da Marco Barone   [ aggiornato in data 16 dic 2014, 14:49 ]
"C'è una scarsa accettazione di questa malattia. Un grave errore che impedisce il riconoscimento del problema e una terapia adeguata"

Non vedere ci separa dalle cose, non udire dalle persone: la frase del filosofo Immanuel Kant illustrava, già nell'800, le conseguenze sociali del cattivo funzionamento dell‟udito. Le patologie dell‟orecchio sono in vertiginoso aumento soprattutto per la crescita progressiva della vita media.

La dottoressa Ines Canciello, specialista otorinolaringoiatra dell'Asl Napoli 2 nord e della Napoli 1, spiega al nostro giornale le soluzioni ai problemi più diffusi, derivanti dalle malattie dell'udito.

Come si manifesta l‟ipoacusia? Partiamo da una necessaria premessa. Con-rariamente ad altre patologie, l'ipoacusia ha una specificità, legata anzitutto alla difficoltà del riconoscimento della menoma-zione. Si tratta di una patologia che si ma-nifesta in maniera graduale cosicché il paziente ci si abitua. L'ipoudente, in pratica, si adatta al non sentire bene. C'è anche una scarsa accettazione di questa malattia e molti abbinano i problemi di udito solo al "tappo di cerume". E' un grave errore che impedisce il riconoscimento del problema e, di conseguenza, una terapia adeguata.


Quali sono i modi per riconoscere l'insorgere della patologia? Non sentire la voce degli altri è il primo segnale. Anche il volume troppo alto della TV è un modo per rendersene conto. Quando si manifestano questi segnali, il paziente dovrebbe sottoporsi subito ad una visita dall'otorino.

Esistono terapie adeguate contro l'ipoacusia? Il primo passo è la visita da uno specialista. Basta un esame audiometrico e la diagnosi è fatta. Si tratta di un esame molto banale. Il paziente viene posto in una cabina silenziosa e gli si inviano dei suoni. Se non li riconosce, ci si rende conto subito della patologia. Gli apparecchi acustici rappresentano un metodo molto utile, soprattutto per le patologie legate all'invecchiamento dell'orecchio. Le protesi sono un mezzo utilissimo anche per il miglioramento della vita sociale del paziente.
Il fatto di non sentire porta le persone ad isolarsi dal contesto che le circonda. Oggi le protesi digitali hanno soppiantato quelle analogiche. Sono apparecchi regolati sulle caratteristiche uditive dei singoli pazienti. Ogni malato ha il suo tipo di protesi, a seconda della perdita uditiva.


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