Medicina rigenerativa: utilizzo di presidi biologici per il trattamento di lesioni osteoarticolari

L’artrosi è una delle principali patologie che colpisce le articolazioni causando la degenerazione del tessuto cartilagineo. Molto spesso questa patologia colpisce soggetti giovani che oltre all’utilizzo di antinfiammatori per brevi periodi sono costretti a ricorrere alla chirurgia protesica. Ad oggi sono stati fatti molti passi avanti nell’evoluzione delle tecniche chirurgiche.

In Italia grazie alle recenti ricerche, sono stati compiuti grandi passi in avanti nel campo della rigenerazione dei tessuti

La cartilagine può crescere e rigenerare le articolazioni senza dover utilizzare protesi metalliche. I pazienti che subiscono una lesione articolare o #lesionicartilaginee traggono significativi benefici dalle moderne tecniche. 

Con un intervento biologico-rigenerativo possono curarsi e posticipare di molti anni (o addirittura evitare) l’impianto di una protesi metallica.

I vantaggi di questa tecnica sono molteplici in particolar modo nei soggetti giovani, infatti la classica chirurgia protesica utilizza strutture in metallo che devono essere sostituite nel tempo (15-20 anni) e quando avviene in età avanzata, il re-intervento comporta alti rischi, sia per l’operazione che per la protesi da revisione.


Al contrario l’impiego di un presidio biologico nella lesione e di uno scaffold, composto da nanostrutture complesse, stimola la rigenerazione della cartilagine. In questo modo il tessuto viene rigenerato e la lesione guarisce naturalmente. Dopo l’intervento occorre chiaramente intraprendere un’idonea riabilitazione finalizzato alla rieducazione articolare.

Nel video inserito, tratto dalla trasmissione "E se domani" troverete maggiori informazioni relative a questa a questa tecnica chirurgica e la testimonianza di una paziente che ha solo in questo modo risolto il suo problema.


Dott. Marco Barone

Associazione "Farma e Benessere" 

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