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Influenza 2014-15: l’AIFA Raccomanda la Vaccinazione

pubblicato 19 dic 2014, 15:44 da Marco Barone   [ aggiornato in data 19 dic 2014, 15:45 ]
Secondo gli ultimi dati sulla stagione influenzale 2014-15 forniti dal Rapporto Epidemiologico Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità, il numero di casi di sindrome influenzale stimati nella settimana 1-7 dicembre è pari a circa 77.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 387.000 casi.


L’attività dei virus influenzali è ai livelli di base.

L’incidenza totale è pari a 1,27 casi per mille assistiti. La fascia di età maggiormente colpita risulta quella dei bambini al di sotto dei cinque anni, in cui si osserva un’incidenza pari a circa 4,4 casi per mille assistiti.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ricorda che la vaccinazione è il principale strumento di prevenzione dall’influenza e dalle sue conseguenze, che, specie nelle popolazioni a rischio e negli anziani, possono essere anche gravi o letali. La campagna vaccinale, iniziata a metà ottobre, si concluderà a fine dicembre. Chi non si è ancora vaccinato dovrebbe farlo in questi giorni. 

Secondo quanto emerge da un recente rapporto dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Centers for Disease Control and Prevention, CDC) di Atlanta, i primi dati disponibili sui virus influenzali suggeriscono che l’influenza per la stagione 2014-15 potrebbe rivelarsi “potenzialmente severa”. Quest’anno, finora, il virus dell’influenza stagionale A H3N2 è stato il più comune – affermano i CDC – Nelle stagioni in cui questi virus predominano, spesso si verificano le malattie più gravi, più ricoveri e più decessi legati all’influenza. Ad esempio, i virus H3N2 sono stati predominanti nelle stagioni 2012-2013, 2007-2008 e 2003-2004, le tre stagioni con i livelli di mortalità più alti negli ultimi dieci anni. Tutte si sono caratterizzate come "moderatamente gravi". Ad aumentare il rischio di una stagione influenzale grave è la scoperta che circa la metà dei virus H3N2 finora analizzati sono varianti dell’H3N2, ossia hanno subito mutazioni che li differenziano dai ceppi virali utilizzati per il vaccino anti-influenza”.   
Ciò tuttavia rafforza l’esigenza di vaccinarsi, perché chi si vaccina – anche qualora venisse contagiato – manifesterebbe la malattia in forma più lieve.          
"La vaccinazione – afferma Bresee, MD, Chief of the Influenza Epidemiology and Prevention Branch presso i CDC – si è rivelata in grado negli anni passati di fornire una certa protezione anche contro i virus varianti. Inoltre, la vaccinazione offrirà una protezione contro altri virus influenzali che potranno diventare più comuni nel corso della stagione”.

L’AIFA ricorda che, sulla base della Circolare del Ministero della Salute “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2014/2015”, la vaccinazione è raccomandata per i soggetti di età pari o superiore a 65 anni; per i bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; per i bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; per le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; per gli Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; per i medici e personale sanitario di assistenza; per i familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; per i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori; per il personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani.

Per contrastare l’influenza stagionale e la sua diffusione tra la popolazione, sono raccomandate inoltre alcune misure di prevenzione sanitaria, come stare a casa quando si è malati, evitare il contatto con persone sane, lavarsi le mani di frequente, non condividere asciugamani, bere molti liquidi e assumere farmaci in grado di ridurre la temperatura e il dolore solo quando strettamente necessario. In ogni caso è necessario consultare il proprio medico curante.

L’AIFA ricorda che non è raccomandato l’uso di antibiotici nella sindrome influenzale senza complicanze di origine batterica. Ribadisce pertanto l’importanza di non usare antibiotici con leggerezza, ma di attenersi sempre alle indicazioni del proprio medico. È bene tenere presente che, quando si utilizzano antibiotici, è importante non interrompere la terapia prima del tempo indicato dal medico per contrastare lo sviluppo dell’antibioticoresistenza.

Anche quest’anno l’AIFA ha dedicato al tema un’apposita Campagna di Comunicazione (“Antibiotici. Senza regole non funzionano”).

Fonte: Aifa
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