Nicotina e dipendenza da fumo di tabacco

"La concentrazione di nicotina nel tabacco (1-8%) cambia in base alla varietà, alle tecniche colturali e all'andamento stagionale. In una normale sigaretta se ne ritrovano quantità variabili tra il milligrammo ed il milligrammo e mezzo, che vengono assorbite tramite il fumo in misura del 90% circa"

 La sigaretta è anche il mezzo più immediato per beneficiare a pieno dei suoi effetti, dal momento che la nicotina viene prontamente assorbita attraverso la mucosa del tratto gastrointestinale e respiratorio. Da qui, passa nel sangue e nel giro di pochissimi secondi raggiunge il cervello, dove espleta la sua azione, dapprima stimolante ed euforizzante, poi rilassante ed ansiolitica. Proprio per questa attività bifasica, la nicotina può essere assunta sia per alleviare la fatica, sia per beneficiare della sua azione tranquillizzante. 

Gli effetti della nicotina sono comunque complessi, legati al dosaggio di assunzione ed estesi a diversi organi ed apparati. Ad alte dosi è un potente veleno, tanto che 60 mg iniettati in vena sono generalmente sufficienti per passare a miglior vita; in passato è stata utilizzata come eccellente pesticida. 

La nicotina assunta attraverso il fumo di sigaretta viene metabolizzata con una certa rapidità, che risulta maggiore nel fumatore abituale rispetto al novizio.


Il rischio di overdose è scarso, in quanto l'utilizzatore tende inconsapevolmente ad adeguare il consumo di sigarette ai propri livelli plasmatici di nicotina. Qualche problema in più potrebbe esservi per i pazienti trattati con terapia sostitutiva a base di cerotti transdermici, soprattutto quando non vengono utilizzati secondo le istruzioni del medico o del farmacista. 


  Effetti della nicotina

          

A bassi dosaggi, la nicotina ha un effetto stimolante: aumenta leggermente il battito cardiaco e la pressione arteriosa, causa una leggera sudorazione, migliora la concentrazione, aumenta il metabolismo, sopprime la fame e riduce lo stress. 

La nicotina porta una sorta di “buonumore” nel fumatore ed ha anche un importante effetto rilassante sull’ organismo.




Tutto bene, insomma, se non fosse per un piccolo particolare:  dosi ripetute di nicotina fanno aumentare la concentrazione dei suoi recettori a livello cerebrale, generando dipendenza

E' proprio l'interazione con i recettori nicotinici dell'acetilcolina ad aumentare il rilascio di adrenalina, l'ormone a cui si devono le proprietà stimolanti appena descritte. 

Ad elevati dosaggi, invece, la nicotina blocca questi recettori, con effetti opposti rispetto a quelli elencati (ipotensione, vasodilatazione, diarrea, aritmie, sonnolenza, cefalea), fino a determinare una completa paralisi dei muscoli respiratori. 

I "fumatori accaniti" risentono di sensazioni spiacevoli quando entrano in astinenza. 

In questi casi, sintomi come depressione, stitichezza, ansia, nervosismo, crisi di bulimia, riduzione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, vengono prontamente corretti dall'assunzione della sostanza. 

Al di là della concentrazione in nicotina, che di per sé è tossica ma non cancerogena, gli effetti dannosi legati all'abitudine tabagica sono dovuti soprattutto alle sostanze che si sviluppano durante la combustione della sigaretta; tra le 4000 riscontrate nel fumo di  tabacco ve ne sono almeno un sessantina  di cancerogene (ricordiamo le nitrosamine, il benzopirene e vari composti aromatici), ed altre velenose, come l'arsenico ed il cianuro, o irritanti, vedi ammoniaca e formaldeide. 

 Quali sono le ripercussioni sulla salute? 

Per dirlo basta ricordare che, in media, un fumatore ha una speranza di vita di 8 anni inferiore rispetto a quella di un non fumatore.
Il fumo in gravidanza può causare un ritardo di crescita, di sviluppo mentale e polmonare del bambino.

La nicotina è escreta nel latte materno in quantità direttamente proporzionali al tabacco fumato, tanto che l'eccessivo consumo di sigarette da parte della nutrice può provocare tutta una serie di disturbi al neonato, come irrequietezza, inappetenza, tachicardia, vomito e diarrea.

La nicotina è particolarmente deleteria per determinate persone, in quanto:  aumenta l'acidità gastrica ed inibisce la secrezione di bicarbonati pancreatici: si tratta di un effetto pericoloso soprattutto per chi soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo ed ulcere gastriche o duodenali. 

Aumenta leggermente la pressione arteriosa e per tale ragione i pazienti ipertesi e cardiopatici non devono fumare; determina inoltre vasocostrizione periferica, un effetto piuttosto pericoloso per chi soffre di vasculopatie periferiche.

Tuttavia, come ricordato, la tossicità della nicotina alle dosi abituali è tutto sommato modesta; ben più gravi sono invece gli effetti collaterali imputabili alle migliaia di sostanze tossiche e cancerogene presenti nel fumo di tabacco.

    Danni del fumo

Cosa c'è nel fumo delle sigarette che viene inalato?



Il fumo che origina dalla combustione incompleta del tabacco e della carta che lo avvolge è costituito da almeno 4.000 sostanze. Tra queste vi sono sostanze irritanti tra cui il catrame, monossido di carbonio e nicotina, acido cianidrico, acroleina, formaldeide e ammoniaca. Tali sostanze causano danni immediati alla mucosa delle vie respiratorie e la loro azione irritante provoca inoltre tosse, eccesso di muco, bronchite cronica, enfisema.

Il catrame, facente parte della componente corpuscolata del fumo, comprende diverse sostanze, tra cui le più note sono benzopirene e idrocarburi aromatici ed è stato dimostrato che queste sostanze sono cancerogene.



Il catrame, inoltre, irrita le vie respiratorie, ingiallisce i denti, contribuisce all'alito cattivo e alla sensazione di amaro in bocca.

Il monossido di carbonio si lega all'emoglobina, riducendo la sua capacità di trasportare l'ossigeno. Questo comporta un minore nutrimento per i tessuti.

La nicotina è un alcaloide naturale, presente nel tabacco in una percentuale che va dal 2 all'8%. 

La nicotina contenuta in una sigaretta non è molto tossica ma dà dipendenza

Quando arriva ai polmoni essa passa nel sangue e arriva al cervello in pochi secondi e stimola la liberazione di dopamina nel SNC e di adrenalina nel surrene. L'effetto è eccitatorio sia a livello della mente che del corpo. Poco dopo, però, subentra un effetto deprimente che spinge a fumare ancora per provare di nuovo gli effetti positivi. Con ciò si spiega la dipendenza, il cui grado si misura valutando questi parametri: difficoltà di smetterne l'uso; frequenza delle recidive; percentuale di soggetti dipendenti; "valore" attribuito al fumo, malgrado l'evidenza dei danni.

Oltre alla dipendenza farmacologica da nicotina, nel fumatore si crea anche una dipendenza psicologica. 

Quando si smette di fumare si manifesta una vera e propria sindrome da astinenza, caratterizzata da:
  •   irritabilità, collera, ansia; 
  •   voglia irrefrenabile di fumare; 
  •   difficoltà di concentrazione; 
  •   insonnia. 

La nicotina è considerata una droga a tutti gli effetti e pertanto dall'inizio degli anni 90 il contenuto di nicotina delle sigarette è regolamentato e non può superare un certo numero di mg.






La gravità dei danni dipende da questi parametri: 

  •    Età di inizio e numero di anni di fumo; 
  •    Numero di sigarette giornaliere; 
  •    Modo di fumare (inalazioni più o meno profonde);
  •    Danni del fumo all'apparato respiratorio: irritazione, aumento del                      muco, bronchite acuta, poi cronica, enfisema polmonare;

Il fumo aumenta inoltre l'incidenza di infezioni delle vie respiratorie ed asma.

   Danni del fumo a cuore e circolo 

Il fumo fa aumentare la pressione arteriosa, accelera l'aterosclerosi, ostacolando la circolazione del sangue nei vasi e aumentando il rischio di infarto e di ictus.
I problemi circolatori causati dal fumo possono determinare:  impotenza nell'uomo; declino mentale; invecchiamento precoce della pelle.
Il fumo aumenta il rischio di molti tipi di tumore e a rischio sono prima di tutto le vie respiratorie in quanto direttamente esposte al fumo. Nei fumatori il carcinoma polmonare ha una frequenza 20 volte superiore a quella riscontrata nei non fumatori. Alto è anche il rischio di tumore al rene e alla vescica, in quanto le sostanze cancerogene del tabacco sono eliminate attraverso i reni e ristagnano con l'urina nella vescica. Associato all'alcol, il fumo aumenta il rischio di tumori dell'esofago, del colon e del fegato.
  
   Danni specifici del fumo nelle donne

Nelle donne è maggiore il rischio di tumori dell'utero. La menopausa è anticipata ed è più alto il rischio di osteoporosi. Il fumo diminuisce la fecondità ed aumenta il rischio di aborti, parti prematuri, neonati sottopeso e morti premature. La nicotina ha inoltre la capacità di nel latte materno. Il fumo in gravidanza può causare un ritardo di crescita, di sviluppo mentale e polmonare del bambino.

   Altri danni del fumo:

Il fumo riduce notevolmente le prestazioni atletiche, aumenta lo stress ossidativo, aumenta il rischio di gengiviti ed incrementa l'incidenza di ulcere gastro-duodenali. Il fumo passivo è quello inalato involontariamente dalle persone che vivono o lavorano a contatto con fumatori.

Inoltre il fumo di tabacco è uno dei più pericolosi fattori inquinanti dell'aria in ambienti confinati e costituisce un rischio concreto per la salute dei non fumatori. Causa riduzione della funzionalità respiratoria e una maggiore incidenza di tumore al polmone. Nei figli di fumatori si riscontra una più alta incidenza di bronchiti, polmoniti e crisi asmatiche.
E se non ti è ancora passata la voglia di fumare.

Un fumatore su due muore di una malattia attribuibile al tabagismo. La speranza di vita di un fumatore è comunque di 8 anni inferiore a quella dei non fumatori.  

Smettendo di fumare si hanno benefici immediati (nell'arco di ore) come una migliore respirazione, ed una maggiore capacità nella percezione di odori e sapori e benefici a lungo termine: 

  •    aumenta la speranza di vita; 
  •    si riduce il rischio di tumori; 
  •    scompaiono tosse e catarro;
  •    si riducono le affezioni delle vie respiratorie; 
  •    si evitano bronchiti croniche e enfisema; 
  •    migliora la circolazione e si riduce il rischio di infarto e di ictus; 
  •    migliora l'efficienza fisica e si previene l'impotenza; 
  •    migliorano i riflessi; 
  •    diminuiscono gli incidenti stradali e sul lavoro; 
  •    si riduce il rischio di osteoporosi; le fratture guariscono prima; 
  •    migliora la qualità del sonno; 
  •    aumenta la fecondità e migliora lo stato di salute del nascituro; 
  •    migliora lo stato della pelle e dei capelli; 
  •    l'alito e la persona perdono l'odore (sgradevole) di fumo.

La cronica esposizione al fumo produce una tolleranza agli effetti avversivi della nicotina ma non a quelli appetitivi.

I sintomi dell’astinenza nel fumatore sono caratterizzati da ricerca della sigaretta e desiderio di fumare (craving), irritabilità, ansia, umore depresso, irrequietezza, insonnia, iperfagia, diminuzione della frequenza cardiaca. 

Questi sintomi raggiungono il massimo nella prima settimana e poi la maggior parte di essi regredisce in 2-4 settimane, con l’eccezione del carving che può permanere per mesi e costituisce un fattore fondamentale delle ricadute. La dipendenza da tabacco è associata a varie condizioni di interesse psichiatrico ed è caratterizzata da un elevato contributo di fattori genetici alla sua varianza e due sono le ipotesi patogenetiche della comorbidità psichiatrica del fumo: l’esistenza di un fattore genetico comune a condizioni tra loro indipendenti oppure che il fumo costituisca una forma di automedicazione della condizione psichiatrica. 

Questa seconda proprietà è consistente con il fatto che la nicotina ha proprietà ansiolitiche,anti depressive e pro cognitive che potrebbero essere alla base degli effetti benefici nelle condizioni alle quali è associata l’esposizione cronica al fumo.

  Terapia della "dipendenza"

La dipendenza da tabacco è tra le varie forme di tossicodipendenza una delle più persistenti e difficili da curare e la terapia farmacologica può consistere nella somministrazione di nicotina (terapia sostitutiva) o di altri farmaci.

Per terapia sostitutiva con nicotina sono disponibili varie preparazioni che hanno un’efficacia equivalente tra le quali abbiamo:

1) Gomma da masticare: la nicotina dosata tra 2 e 4 mg, è inclusa in una base di poliacrilex da cui viene rilasciata dopo essere ciclicamente masticata e tenuta tra la guancia e la gengiva. La gomma produce un rapido assorbimento di nicotina, che raggiunge livelli da un terzo a due terzi rispetto a quelli osservati nei fumatori. Per questo motivo è preferita da soggetti con un elevato grado di craving e legati al rituale dell’autosomministrazione. Dosaggio: una gomma ogni ora per 8-12 settimane

2) Cerotto: esso,contenente, d 7 A 21 mg di nicotina, la rilascia costantemente per 16 o 24 ore a seconda delle preparazioni. La nicotina base viene assorbita attraverso il derma, si raccoglie in un serbatoio sub dermico e quindi entra nella circolazione generale e raggiunge i livelli massimo solo dopo 2.4 ore, cosa che rende sconsigliabile il cerotto in soggetti con craving elevato. La continua esposizione al cerotto può provocare una spiccata tolleranza con diminuzione dell’efficacia. Dosaggio: un cerotto da 16 a 24 ore ogni giorno per 8-12 settimane con riduzione del dosaggio dopo le prime 4 settimane.

3) Spray nasale: questo sistema produce il più rapido assorbimento della nicotina (10-15 minuti) e la maggiore somiglianza con il fumo viene quindi preferita da fumatori particolarmente dipendenti e che ricercano un surrogato al fumo. Per questo motivo lo spray nasale ha una tendenza ad essere utilizzato oltre il periodo previsto e a creare dipendenza. Lo spray deposita in ciascuna narice 0.5 mg di nicotina. Dosaggio: ogni ½ ora-1 ora per un totale di non più di 40 mg per 12-26 settimane.

4) Inalatore: la nicotina viene vaporizzata da un inalatore depositando ad ogni boccata 4 mg di nicotina che viene assorbita dalla cavità orale in circa 20 minuti. Dosaggio: 2 boccate ogni ora per un totale di 60-160 mg al giorno per 12 settimane e graduale diminuzione per altre 12 settimane.

5) Losanghe orali: queste preparazioni vengono tenute tra la gengiva e la guancia e consentono il lento rilascio della nicotina e il suo assorbimento dalla mucosa orale. Dosaggio: una losanga ogni 1-2 ore per 6 settimane quindi ogni 2-4 ore per 3 settimane e infine ogni 4-8 ore per 3 settimane.

6) Micro compresse sublinguali:  sono dosate a 2 mg e se ne assumono 1-2 all’ora,a  seconda del grado di dipendenza, per 12 settimane.


Altri trattamenti

I trattamenti non sostitutivi della dipendenza da tabacco sono costituiti da Bupropione, dalla Nortriptilina, dalla Vareniciclina e dalla Clonidina. 
Oltre ai trattamenti farmacologici, nella terapia da dipendenza è utile menzionare anche la sigaretta elettronica.

  La sigaretta elettronica

La sigaretta elettronica è nata come aiuto per i fumatori che hanno deciso di smettere con le sigarette o di calarne drasticamente il numero quotidiano.
L'obiettivo della sigaretta elettronica è quello di "imitare" una sigaretta dando al fumatore delle sensazioni simili a quelle che ha con le sigarette tradizionali, ma senza pericoli per la sua salute e a prezzo molto più contenuto. Sta poi a ciascuno di noi decidere se abbandonare gradualmente anche la sigaretta elettronica e smettere del tutto, oppure di "convertirsi" a qualcosa di più salutare senza togliersi il piacere di fumare. E' ovvio che la cosa migliore sarebbe quella di non inalare altro che aria pura, tuttavia per coloro che hanno dipendenza da nicotina, o che traggono piacere nel fumare, la sigaretta elettronica rappresenta un notevole miglioramento della qualità della vita. 

  Perché funziona? 

Funziona perché riproduce le sensazione che il fumatore cerca, vale a dire il colpo in gola, il gusto, il fumo, la nicotina (che può essere presente in quantità variabili da alta a nulla), ma senza combustione. La sigaretta elettronica è anche detta "vaporizzatore" perché altro non fa che scaldare un liquido, composto da glicole propilenico e glicerina vegetale, entrambi innocui e utilizzati da tempo nell'industria alimentare e cosmetica, che così fino a farlo diventare vapore. Il fumatore quindi ha una sigaretta che si comporta come una "tradizionale" ma non fa male, fa risparmiare, non ingiallisce i denti, non fa puzzare ambienti e vestiti e soprattutto non è cancerogena.

  Come funziona?

Il funzionamento della sigaretta elettronica è piuttosto semplice.
Innanzitutto, può essere ad attivazione manuale o automatica. Nel primo caso il funzionamento è innescato dalla pressione di un pulsante posto sul lato della batteria, nel secondo è automatico al momento del tiro.
La batteria, l'estremità finale della sigaretta, fornisce energia all'atomizzatore, posto tra la cartuccia e la batteria stessa. L'atomizzatore scalda il liquido che è contenuto nella cartuccia e questo si vaporizza ed esce dal buco posto sulla cartuccia finendo nella bocca del fumatore.
La sigaretta elettronica quindi non brucia e non si consuma, non contiene catrame né tabacco.

  Cosa non contiene?
 
La sigaretta elettronica, o meglio il liquido che viene vaporizzato e che inalate, contiene glicole propilenico (da non confondere con il glicole etilenico, quello dell'antigelo!), glicerina vegetale, acqua, aromi e nicotina (facoltativa).
Glicole propilenico e glicerina vegetale sono sostanze utilizzate da tempo nell'industria cosmetica come base di creme e pomate e nell'industria farmaceutica per assunzione orale. Entrambe sono considerate sicure.
L'effetto di tossicità acuta per l'uomo si raggiunge con 750g di glicerina e 1400g di glicole propilenico in un'unica assunzione. Una cartuccia contiene 0,4g. (fonte) Si pensi, in paragone, al caffè: una tazzina contiene 0,8g di caffeina e la tossicità si manifesta già con 5g. È inoltre molto importante dire cosa non contiene la sigaretta elettronica: non apporta infatti né catrame né monossido di carbonio, che sono le due sostanze più nocive prodotte dal fumo delle sigarette normali. Una persona che fuma una sigaretta elettronica non aumenta la quantità di monossido di carbonio nel proprio respiro, al contrario di quanto accade ad un fumatore di sigarette 'tradizionali'.

  Quanto dura? 

Ciò che spiazza di più il fumatore che prova per la prima volta la sigaretta elettronica è la sua durata. Una cartuccia permette di fare tanti tiri quanti quelli di tre o quattro sigarette tradizionali per cui sta al fumatore regolarsi e decidere quando ha fumato abbastanza. I primi tempi vi troverete a fumare molto ma dopo poco tempo vi regolerete e, anzi, spesso farete solo qualche tiro senza sentirvi obbligati a "finire la sigaretta" come capitava in precedenza.
A livello di componentistica, a meno che non usiate un modello usa e getta, una sigaretta elettronica dura da un minimo di qualche settimana a diversi mesi. Le batterie possono essere caricate e ricaricate e le cartucce possono essere ricaricate praticamente all'infinito. Il componente più delicato è l'atomizzatore, che costa da solo circa 15 euro e dura in genere almeno un paio di mesi.
Si stima che nel mondo vi siano più di un miliardo di fumatori e che il fumo sia un fattore causale nella morte di circa 5 milioni di persone all’anno. In Italia ogni anno, per il fumo, muore un numero di persone che corrisponde al numero di vittime che si avrebbe se ogni giorno cadesse un jumbo-jet pieno di passeggeri. 
Con un tale rischio nessuno accetterebbe più di volare. Perché allora si accetta di fumare?

 È ancora  difficile dare una risposta a questa domanda.


"la sigaretta è quella cosa che da una parte c'è il fumo e dall'altra un cretino" Oscar Wilde

A cura della Dott.ssa Elvira Contaldo

Associazione Volontari "Farma e Benessere"

scrivici: farmaebenessere@libero.it     

  


Parole Chiave: Salute, Benessere, Volontariato, Medicina, Medico, Farma

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