Speciale Osteoporosi e Malattie delle Ossa

"L’osteoporosi è una osteopatia cronica, caratterizzata da una ridotta massa ossea e da un’alterata architettura dell’osso che predispone al rischio di fratture spontanee o causate da minimi traumi. Sono molti i fattori coinvolti nella patogenesi di questa malattia: l’invecchiamento, la menopausa, la scarsa assunzione di calcio e di vitamina D e altri fattori nutrizionali quali ad esempio carenza di proteine e malnutrizione che possono stimolare il riassorbimento osseo, alterarne la neoformazione e portare in tal modo ad osteoporosi nell’anziano"

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È da tempo riconosciuto il ruolo degli estrogeni nel mantenimento della massa ossea; quindi una loro carenza che si riscontra sia con l’età che con la menopausa, è associata ad una diminuita attività osteoblastica e ad un incremento e attivazione degli osteoclasti e ad un aumentato riassorbimento osseo

La perdita di osso avviene in due fasi: una rapida, che si verifica a partire dalla perimenopausa e che dura circa cinque anni con una perdita di osso a livello vertebrale di circa il 3% all’anno ed una fase di assestamento in cui la perdita di osso viene rallentata ed interessa anche altre aree dello scheletro.

Si è fatta anche l’ipotesi di una ereditarietà genetica che, accompagnata da fattori ambientali,può predisporre alla perdita ossea. 


Nell’osteoporosi il maggior rischio per la salute è rappresentato dalle fratture ossee, è pertanto importante,quando si valuta l’efficacia dei farmaci anti-osteoporotici determinare non solo gli affetti benefici sulla densità minerale ossea  (BMD) ma soprattutto l’effetto sulla qualità dell’osso neoformato che si accompagna ad un minor rischio di fratture.

Numerosi studi hanno dimostrato che fattori legati allo stile di vitacome un'alimentazione ricca di calcio ed una costante attività fisica sono elementi fondamentali nel promuovere la crescita della massa ossea e nel rallentarne la perdita che si verifica sia con l’età che dopo la menopausa. La sedentarietà, invece, è indicata come uno dei fattori principali di rischio per l'osteoporosi; difatti si è osservato che il grado di perdita ossea, prodotto dall'immobilità, è pari all'1% per ogni settimana.


             



Principali fattori di rischio per l’osteoporosi

Ridotto picco di massa ossea; - sesso femminile; - storia familiare di osteoporosi; - eccessiva magrezza; - età avanzata; - menopausa precoce o indotta chirurgicamente; periodi di amenorrea; - anoressia nervosa; - scarsa assunzione di calcio con la dieta; - uso di farmaci, quali i cortisonici e gli anticonvulsivanti; - bassi livelli di testosterone nei maschi; - stile di vita sedentario; - fumo di sigaretta, abuso di alcol.


Sintomi

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L'osteoporosi si manifesta con sintomi solo quando è abbastanza grave da determinare microfratture o schiacciamento dei corpi vertebrali, con comparsa di dolore alla colonna vertebrale. 


Nei soggetti anziani, specie di sesso femminile, la frattura del collo del femore può essere provocata semplicemente da un banale passo falso o dal sollevamento di un peso.



Diagnosi

La diagnosi si avvale di indagini radiografiche, della mineralografia ossea computerizzata (MOC), dalla ricerca di metaboliti ossei nel sangue e nelle urine (test di Nordin) e soprattutto, dall'anamnesi clinica del/della paziente. 


Terapia

La terapia si basa sulla somministrazione di calcio che in alcuni soggetti è in grado di rallentare il processo, ma non di curarlo. Altri farmaci usati sono gli estrogeni: nelle donne in menopausa, anche questi con effetti di prevenzione più che di cura della malattia. Usati anche gli androgeni, la calcitonina, i fluoruri. Di recente utilizzazione nella terapia dell’osteoporosi  è una nuova classe di farmaci, i bifosfonati, analoghi del pirofosfato, caratterizzati dal legame P-C-P, notevolmente stabile e resistente alla degradazione chimica; la loro azione consiste nella inibizione sia del riassorbimento sia del turn- over osseo attraverso l'interazione fisico-chimica con l'idrossiapatite e le modificazioni morfologiche, biochimiche e metaboliche degli osteoclasti (le cellule che degradano il tessuto osseo). Tra i bifosfonati,abbiamo:

  • Alendronato o acido alendronico (es. Fosamax, Alendros): il farmaco è reperibile anche in associazione con altri principi attivi (es. Fosavance, Alendronate Sodium and colecalciferol, Adrovance: Alendronato sodicao triidrato + vitamina D3). Per la prevenzione dell'osteoporosi postmenopausale, si raccomanda di assumere una dose di attivo pari a 5 mg al dì, per via orale. Anche gli uomini possono assumere questo farmaco. 
  • Acido Ibandronico (es. Bonviva, Bondenza): reperibile sia come compresse per assunzione orale (150 mg), sia come soluzione iniettabile (3 mg). Indicativamente, assumere 1 compressa al mese, alla mattina a digiuno, prima di colazione; in alternativa, iniettare una dose di farmaco ogni tre mesi. 
  • Ibandronato (es. Bonviva):  si raccomanda di assumere il farmaco per via orale, alla dose di 2,5 mg, una volta al giorno. È possibile assumere il principio attivo alla dose di 150 mg, una volta al mese. Ancora, in alternativa, si può somministrare una dose di 3 mg (iniezione e.v. in bolo di 15-30 secondi) ogni 3 mesi. Consultare il medico per eventuali chiarimenti. 
  • Acido zoledronico (es. Zometa, Aclasta): per la cura dell'osteoporosi, si raccomanda di assumere per infusione endovenosa una dose di attivo pari a 5 mg in 15 minuti una volta all'anno. Questa posologia, correlata a glucocorticoidi, è indicata sia per gli uomini che per le donne affetti da osteoporosi. Il farmaco è indicato anche per la prevenzione dell'osteoporosi: si raccomanda un'infusione endovenosa di 5 mg di attivo (in 15 minuti), ogni 2 anni. Qualora la dieta ne fosse carente, è consigliata una supplementazione di calcio e vitamina D.

 

Oltre ai bifosfonati,abbiamo altri farmaci:

 

Ormone paratiroideo e analoghi

  • Ormone paratiroideo (es. Preotact): indicato per trattare l'osteoporosi nelle donne in postmenopausa: il farmaco tende a ridurre le fratture a carico della colonna vertebrale. Si raccomanda di assumere 100 mcg di attivo una volta al giorno, tramite iniezione sottocutanea nell'addome. Protrarre la terapia per massimo 2 anni. È possibile completare la terapia con la supplementazione di calcio o vitamina D.
  • Teriparatide (es. Forsteo): è una sostanza in parte identica all'ormone paratiroideo, che agisce stimolando la formazione ossea direttamente sulle cellule adibite alla sintesi del tessuto osseo (osteoblasti). Si raccomanda di assumere 20 mcg di attivo, una volta al dì, per iniezione sottopelle nella pancia o nella coscia.

Nel caso non fosse possibile assumere uno dei farmaci di prima linea (bifosfonati o raloxifene), si possono assumere sostanze farmacologiche alternative:

  • Denosumab (es. Xgeva, Prolia): in genere, questo farmaco viene prescritto per la prevenzione dell'aterosclerosi in pazienti con tumore alle ossa. La posologia prevede una somministrazione di 120 mg, tramite iniezione nella coscia, nell'addome o nel braccio, una volta al mese. Si consiglia una contemporanea integrazione di calcio o vitamina D.
  • Calcitonina di Salmone(es. Calcitonina Sandoz Spray, Biocalcin): si tratta di una sostanza sintetizzata dalla ghiandola tiroide, in grado di diminuire il riassorbimento osseo, rallentando la disgregazione ossea. Somministrata generalmente come spray nasale, può provocare irritazione a carico della mucosa nasale. Il trattamento con calcitonina è, tra quelli elencati, il meno indicato per la cura dell'osteoporosi.

Sono utili anche gli integratori di calcio e vitamina D quali:

  • Calcio Carbonato (es. Idracal, Carbosint, Recal, Metocal, Cacit): per la cura dell'osteoporosi, assumere 2500-7500 mg/dì, frazionati in 2-4 dosi. È il preparato più comune in assoluto reperibile negli integratori di calcio
  • Calcio Citrato
  • Calcio fosfato
  • Vitamina D (es. Long Life Vitamin D, Ditervit K, Xarenel, Tridelta Norm, Dibase )
  • Ergo calciferolo (es. Vit.D2 Salf, Ostelin)

Prevenire l'Osteoporosi

La salute dell'osso è un processo che deve svilupparsi durante tutta la vita sia nei maschi che nelle femmine; a tal proposito, propongo una citazione delle "Linee guida per la prevenzione dell'osteoporosi" divulgate dal Ministero della Salute:

I passi chiave che si dovrebbero perseguire a tutte le età per ottenere una valida prevenzione dell'osteoporosi possono essere così riassunti:

1) seguire una dieta bilanciata ricca di calcio e vitamina D

2) praticare esercizio fisico in relazione al peso corporeo

3) seguire stili di vita sani (senza alcol né fumo né droghe)

4) e, quando appropriato, eseguire esami per definire la densità minerale ossea ed eventualmente sottoporsi alle terapie del caso.

Per la prevenzione dell'osteoporosi è altresì opportuno considerare che ad ogni età corrispondono raccomandazioni specifiche. Nei bambini e negli adolescenti è fondamentale garantire una dieta ricca di calcio, un'adeguata sintesi (ed apporto esogeno) di vitamina D, la pratica di attività fisica regolare ed il monitoraggio del bilancio ormonale.

Negli adulti e negli anziani invece, oltre ad assicurare calcio e vit. D, è fondamentale che non si verifichino abusi di: alcol, tabagismo e caffeina. L'attività fisica continua a rivestire un ruolo fondamentale, così come la prevenzione delle altre patologie che possono alterare l'integrità dello scheletro. Per le donne sarebbe opportuno valutare la possibilità di intraprendere una terapia ormonale sostitutiva al momento della menopausa.


Per la prevenzione dell'osteoporosi secondaria valgono gli stessi principi, con la differenza che spesso             è INDISPENSABILE intervenire sulla patologia correlata mediante una terapia farmacologica specifica.


Associazione Volontari "Farma e Benessere"

scrivici: farmaebenessere@libero.it   

 Parole Chiave: Osteoporosi, cura, sintomi, diagnosi, dieta, donna, ossa, menopausa   




Parole Chiave: Salute, Benessere, Volontariato, Medicina, Medico, Farma

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