Speciale patologie correlate alla Tiroide

Patologie della tiroide     a cura del Dott. Vincenzo Oliva

"La TIROIDE è una ghiandola endocrina situata nel collo in posizione mediana davanti alla laringe e alla trachea. E' costituita da due lobi con un istmo centrale che li collega"

Dal punto di vista istologico possiamo dividere la laringe in due parti: nella parte esterna troviamo le cellule follicolari preposte alla secrezione di ormoni tiroidei; la parte interna ha una matrice colloidale, infatti è detta "colloide", e si trova nella cavità interna dei follicoli. E' costituita da un pro-ormone che, per scissione proteolitica, verranno immessi direttamente nel torrente circolatorio. La Tiroide è una delle ghiandole maggiormente vascolarizzate e questo è molto importante in quanto i farmaci che agiscono sulla circolazione, come ad esempio il warfarin, possono alternarne il funzionamento e la vascolarizzazione. 
Studi recenti hanno rilevato che quest'organo contribuisce al metabolismo dell'ossigeno, quindi all'ossigenazione dei tessuti, che, nel caso di pazienti ipotiroidei, è molto scarsa, mentre risulta eccessiva nel caso di ipertiroidismo. 

La Tiroide secerne due ormoni: 

La TIREOCALCITONINA che controlla le concentrazioni di calcio nel sangue e le IODOTIRONINA

All'interno dei follicoli è contenuta una matrice colloidale costituita da una sostanza gelatinosa, la TIREOGLOBULINA (TG), sintetizzata nel REG o RER (reticolo endoplasmatico rugoso o granulare) e progenitrice degli ormoni tiroidei. Gli ormoni tiroidei sono amminoacidi iodurati a partire dalla tirosina dando origine alla 3-iodotirosina (MIT) e alla 3,5 diiodotirosina (DIT). La fusione di due molecole di 3,5 diiodotirosina (DIT) dà vita al T4 (3,5,3',5'tetraiodotironina o tiroxina) mentre la fusione della 3-iodotirosina (MIT) e della 3,5 diiodotirosina (DIT) formano T3 (3,3',5' triiodotironina). T3 e T4 inizialmente rimangono incorporati nella tireoglubulina e si liberano per proteolisi (il processo di degradazione). Lo iodio assunto con l'alimentazione viene captato dalla tiroide nella forma organolettica cioè legata a proteine, ed è introdotto nelle cellule follicolari. L'ipotalamo secerne ormoni rilascianti (RH) che inducono l'ipofisi a secernere l'ormone stimolante (TSH); il TSH va ad agire con i propri recettori i quali subiscono un cambiamento conformazionale tale da indurre una cascata di eventi che porta alla secrezione di T3 e T4 nel torrente ematico. Esiste però un controllo nel rilascio di tali ormoni, detto a feed-back negativo: quando le concentrazioni di ormoni circolanti sono troppo elevati, la tiroide invia segnali all'ipofisi di far diminuire la secrezione di TSH, e l'ipofisi invia un segnale all'ipotalamo inibendo il rilascio di RH; per cui la cascata di rilascio ormonale viene bloccata a monte. Questo meccanismo di retroregolazione è fondamentale anche in caso di squilibri ormonali a livello dell'ipotalamo ed ipofisi. Esiste infatti un rapporto che deve essere rispettato tra i valori di T3 e T4 nell'organismo: la tiroide produce più T4 (93%) e meno T3 (7%), quindi questo stà a significare che il T3 è più attivo infatti non si lega alle proteine plasmatiche perchè è considerato di pronto intervento; mentre il T4 si lega a tali proteine e quindi funge da deposito circolante, in quanto legato ad esse (proteine) non è attivo. Il tempo di permanenza nel sangue è di 7 giorni per gli adulti di T4. 

EFFETTI DEGLI ORMONI TIROIDEI
Gli ormoni tiroidei intervengono:
  • nell'ossidazione del gruppo glucosio
  • nell'aumento del dispendio energetico
  • nella produzione di calore
GIOCANO UN RUOLO IMPORTANTE
  • mantenimento della pressione arteriosa
  • regolazione della crescita tissutale
  • nello sviluppo dei sistemi scheletrico e nervoso (esercizio fisico)
  • nella maturazione e capacità riproduttiva

ORMONE TIROIDEO NELL'ESERCIZIO FISICO

Dopo un'intensa ma breve attività fisica non si sono osservate modificazioni elevate dei livelli plasmatici degli ormoni tiroidei. Solamente dopo prolungate sedute di allenamento è stato notato un marcato aumento di T3 e T4.
Uno studio condotto in Norvegia da Herald E. Refsum ha mostrato elevati livelli plasmatici di T3, T4, TSH e della proteina che lega gli ormoni tiroidei TBG (Globulina Legante la Tiroxina), in atleti che praticavano sci di fondo subito dopo una prestazione, notando che i livelli plasmatici ritornavano entro i limiti iniziali solo dopo vari giorni di recupero. Tale processo sembra sia dovuto al fatto che durante l'attività fisica vengono consumati in maniera consistente gli ormoni tiroidei, quindi per effetto dell'azione fisiologica del feed-back si stimola l'ipofisi a produrre elevate quantità di TSH con conseguente aumento dei livelli plasmatici degli ormoni tiroidei.

E' se compare il gozzo come comportarci???
Tipologie:
  • ENDEMICO: deficit alimentare di iodio (sale)
  • SPORADICO: deficit enzimatico della biosintesi ormonale
  • TIROIDITI: anche di carattere focale: infiammazione autoimmune per batteri o virus della ghiandola tiroidea
  • IPO-IPER TIROIDISMO

SEGNI DELL' IPOTIROIDISMO:

nel bambino: deficit intellettivo, ritardo nella crescita, screening neonatale.
nell'adulto: mixedema, pallore cutaneo, bradicardia, debolezza, stanchezza sensibilizzazione al freddo, stipsi.
la diagnosi avviene grazie alla ridotta concentrazione plasmatica FT3 e FT4 (DIMINUZIONE DI T3 E T4) ed un aumento della concentrazione di TSH.

SEGNI DELL' IPERTIROIDISMO:
tremori, iperfagia, dimagrimento, irritabilità, insonnia, artimie.
La diagnosi prevede un aumento delle concentrazioni plasmatiche di FT3 e FT4 e una diminuzione della concentrazione di TSH.
Il corretto percorso di accertamento di un eventuale malfunzionamento della tiroide prevede che i possibili campanelli d’allarme vengano prima di tutto approfonditi con il Medico di Medicina Generale, al quale spetterà – nel caso lo ritenga opportuno – optare per la valutazione della funzionalità tiroidea.
In particolare, il test di dosaggio del TSH è comunemente ritenuto l’esame più accurato per analizzare l’attività della ghiandola tiroidea. Questo consiste semplicemente in un prelievo di sangue rivolto a testare i livelli di TSH (ormone che stimola la tiroide a produrre gli ormoni T3 – T4). Se il TSH è ridotto, significa che la ghiandola sta funzionando troppo (ipertiroidismo), in caso contrario, se presenta valori elevati, la tiroide sta lavorando troppo poco (ipotiroidismo).
Un tempo era possibile individuare un problema alla tiroide solo quando le patologie conseguenti arrivavano a uno stadio avanzato; oggi sono invece disponibili metodi sofisticati in grado di dosare concentrazioni infinitesimali di TSH e che permettono di diagnosticare eventuali disfunzioni a stadi molto prematuri, addirittura prima della comparsa dei sintomi.
Grazie alla diagnosi precoce sarà quindi possibile seguire per tempo una terapia personalizzata in grado di prevenire l’insorgere di problemi gravi e limitare le conseguenze sull’organismo.
In caso di riscontro di ipotiroidismo potrà essere eseguito il dosaggio degli anticorpi anti-tiroide, in particolare degli Ab anti-TPO, per escludere la presenza di una tiroidite autoimmune.
Solo in alcuni casi particolari, vengono effettuati esami di laboratorio più complicati, come il test al TRH (ormone di rilascio della tireotropina), nel quale viene iniettato al paziente questo ormone che stimola l’ipofisi a produrre TSH, per poi valutare a tempi prefissati la risposta dell’ipofisi tramite il dosaggio del TSH e capire se esistono anomalie.

TERAPIA FARMACOLOGICA:

  • ormoni tiroidei sintetici per l'ipotiroidismo:
LEVOTIROXINA: eutirox, tirosint
LIOTIRONINA: titre 20 mg cps, liotir 20mg cps

  • ANTAGONISTI FUNZIONE TIROIDEA:
vengono usati per l'ipertiroidismo:
  • TIONAMIDI
blocco della sintesi degli ormoni tiroidei per inibizione della perossidasi, effetto immunomodulatore sugli anticorpi antirecettori TSH.
farmaci: TAPAZOLE e PROPYCIL (utilizzato anche in gravidanza)
  • INIBITORI ANIONICI
inibiscono la captazione dello iodio, da parte della tiroide. 
perclorato di potassio
  • tiocianati
  • pertecnetati (usato come marcatore nella scintigrafie)
  • IODIO RADIOATTIVO
viene usato nell'ipertiroidismo grave, rimozione della tiroide o carcinoma della stessa successivamente all'intervento tiroidectomia totale.
  • BETA-BLOCCANTI
che vanno ad agire sulla riduzione (aritmie) degli effetti degli ormoni tiroidei sui tessuti periferici:
PROPANOLOLO: inderal
ATENOLOLO: tenormin
METOPROLOLO: lopresor
 Articolo a cura del Dott. Vincenzo Oliva        


Associazione Volontari "Farma e Benessere"

scrivici: farmaebenessere@libero.it   

Parole Chiave: tiroide, patologie, cura, sintomi, diagnosi, dieta, tiroxina, ipotiroidismo, ipertiroidismo     
Comments