Speciale Celiachia - Sintomi e rimedi utili

                            La "celiachia"

A cura della dott.ssa Luana Libano

La storia della celiachia

Possiamo far risalire l’inizio della storia della celiachia all’antica Grecia, quando, Areteo di Cappadocia, nel 250 d.C. scriveva dei keliakos “coloro che soffrono negli intestini” senza però capire la correlazione tra la patologia e l’assunzione di glutine.

Nel 1856 il termine viene tradotto da Francis Adams dal greco all’inglese in “celiaci”. Alla metà del XX secolo fu chiarito in modo definitivo come la celiachia provocasse la lesione dei villi intestinali e il conseguente malassorbimento e come questo fosse alla base dei sintomi. Da allora, e fino alla fine degli anni ’80, poco era cambiato.

La celiachia era considerata una patologia relativamente rara, cn una prevalenza di 1 caso ogni 2000/3000, con esordio quasi esclusivamente pediatrico e chiare manifestazioni intestinali legate al malassorbimento (diarrea cronica, arresto della crescita, malnutrizione).

Oggi sappiamo invece che la frequenza della celiachia, in tutti i paesi europei ma anche negli Sati Uniti e nei paesi non occidentali è molto più elevata, 1 caso su 100.


L’iceberg della celiachia

Grazie all’introduzione di mezzi diagnostici semplici e non invasivi ed applicabili su ampie fette di popolazione, l’epidemiologia della celiachia cambiò radicalmente negli anni ’90: si introdusse il concetto della celiachia come “iceberg”: la parte emersa dell’iceberg è costituita da soggetti diagnosticati generalmente con sintomi gastrointestinali, mentre la parte sommersa è costituita da pazienti non riconosciuti generalmente con sintomi extraintestinali, infatti la diagnosi  è molto complessa.

Cos’è la celiachia?


La celiachia è una condizione di intolleranza permanente al glutine, geneticamente determinata.


Il glutine è un complesso proteico costituito da gliadine e glutenine, privo di potere

nutritivo ma conferisce particolari proprietà visco-elastiche, essendo dotato di un 

potere “addensante ” o “collante” che facilita il processo della panificazione.


Dove si trova il glutine?

Il glutine è presente in alcuni cereali, farine, amidi e derivati, quali:

frumento,

orzo,

segale,

kamut,

farro,

spelta,

malto (d’orzo)

avena, ma merita un discorso a parte in quanto povera di glutine recentemente è in fase di sperimentazione per la sua probabile non tossicità.

Il glutine, però, per le sue proprietà, può essere presente anche in altri prodotti alimentari già pronti, come salumi, yoghurt, gelati,cioccolata, succhi di frutta e bevande varie, per cui è necessario tener  presente anche la possibile contaminazione, tracce invisibili di glutine, di alcuni prodotti della grande distribuzione.

I cereali, amidi e farine  naturalmente privi di glutine, invece, sono:

mais, riso, grano saraceno, miglio, sorgo, tapioca, miglio, quinoa, lupino, patate, guar, xanthano.


Cosa causa la celiachia?

La celiachia è una patologia multifattoriale, quindi è causata da più fattori concomitanti ed è il risultato finale di complesse interazioni fra più fattori:

  • i geni, in particolar modo alleli appartenenti all’HLA, cioè DQ2 e DQ8 ma recentemente sono stati introdotti altri geni non-HLA in sperimentazione perché potrebbero dare un modesto contributo allo sviluppo della malattia;
  • il glutine;
  • alcuni agenti infettivi, ad esempio un sottotipo di Adenovirus, o di Rotavirus, Candida Albicans;
  • lo stress, infatti molto spesso la celiachia esordisce in concomitanza o subito dopo uno stress che può essere sia di ordine fisico (gravidanza, traumi) che semplicemente di ordine affettivo.

In conclusione, un individuo nasce geneticamente predisposto a sviluppare la celiachia ma perché questa si manifesti clinicamente non è sufficiente l’ingestione di glutine, anche per lunghi periodi di tempo; è necessario il concorso dello stress e di agenti infettivi, probabilmente ancora non del tutto identificati.


Quali sono i sintomi? Come riconoscerla?

Comune in età pediatrica tanto quanto in età adulta, lo spettro della presentazione clinica è molto vario e le manifestazioni extraintestinali e le malattie associate sono più comuni dei classici sintomi da malassorbimento.

Si possono distinguere 5 forme cliniche della malattia:

  • classica o tipica, con sintomi gastrointestinali e da malassorbimento,
  • atipica, con sintomi intestinali ma anche extraintestinali;
  • silente, con sintomi vaghi o assenti ma con danni alla mucosa intestinale,
  • latente, a volte sintomatica e con mucosa intestinale normale o lievemente alterata,potenziale, con mucosa intestinale normale e sintomi assenti ma parametri genetici presenti.

Diagnosi

SIEROLOGIA:

 dosaggio anticorpi anti-gliadina (AGA)

                               anti-endomisio (EMA)

                               anti-transglutaminasi (tTG)

della classe delle IgA o, nel caso di deficit di IgA, della classe delle IgG;

ISTOLOGIA:

biopsia intestinale in corso di esofagogastroduodenoscopia nella seconda o terza porzione del duodeno per la valutazione morfologica e strutturale della mucosa;

GENETICA:

HLA-DQ2 (DQA1*0501 / DQB1*0201)

HLA-DQ8 (DQA1*     / DQB1*0302)

per escludere la diagnosi  nei casi in cui la biopsia intesinale e l’indagine anticorpale non abbiano chiarito se il paziente è celiaco o no ed è molto utile per i familiari di primo o secondo grado di pazienti celiaci per individuare soggetti predisposti da monitorare con indagine sierologica periodica.

Come curarla? dieta senza glutine

La cura della celiachia si basa sull’esclusione completa dalla dieta di tutti gli alimenti contenenti glutine. Questa determina la graduale normalizzazione della mucosa intestinale, la scomparsa nel sangue degli anticorpi e dei sintomi presenti prima della diagnosi. Il trattamento deve essere rigoroso e continuativo per tutta la vita.

Sono da evitare, quindi, tutti i prodotti derivati da cereali contenenti glutine che saranno sostituiti da cereali naturalmente privi di glutine e da prodotti già pronti  e dieto-terapeutici contrassegnati da una “spiga barrata” che indica l’assenza di glutine o presenti sul “Prontuario degli alimenti” pubblicato annualmente dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC) onlus per i prodotti della grande distribuzione che potrebbero contenere glutine da contaminazione.

Il glutine non è una proteina essenziale per l’alimentazione umana, neanche durante i primi anni di vita.

L’eliminazione del frumento e dei suoi derivati può  determinare un apporto ridotto di fibre vegetali, calcio, ferro ,acido folico e altre vitamine del gruppo B: la raccomandazione è di mantenere una dieta il più possibile variata, che includa adeguate quantità di vegetali, frutta fresca, carne, latte e derivati.

  Dott.sa Luana Libano   


Associazione Volontari "Farma e Benessere"

scrivici: farmaebenessere@libero.it  


Parole Chiave: celiachia, cura, sintomi, diagnosi, dieta, glutine

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