L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il terzo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19.

I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza per i tre vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.

Gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (87% dei casi). Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, in linea con le informazioni note sui vaccini finora utilizzati in Italia.

Un focus è dedicato agli eventi tromboembolici dopo la somministrazione di Vaxzevria. Nel dettaglio si sono verificati, entro 2 settimane dalla vaccinazione, dei casi molto rari di trombi associati a bassi livelli di piastrine nel sangue.

La trombosi venosa profonda consiste nella formazione di coaguli di sangue (trombi) all’interno delle vene profonde, in genere delle gambe. I coaguli di sangue possono formarsi nelle vene se la vena è lesa, in presenza di una patologia o di un elemento che rallenti il ritorno di sangue al cuore.

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

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In questo video tutorial vi mostriamo come è possibile inserire in maniera semplice la prenotazione per la vaccinazione per il Covid-19

Ecco il link:

https://adesionevaccinazioni.soresa.it/adesione/cittadino

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Terapia domiciliare ed indicazioni ISS

Indicazioni ad interim per l’effettuazione dell’isolamento e della assistenza sanitaria domiciliare nell’attuale contesto COVID-19!

Quarantena e isolamento sono importanti misure di salute pubblica attuate per evitare l’insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti a trasmissione di SARS-CoV-2 e per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero.
La quarantena si attua ad una persona sana (contatto stretto) che è stata esposta ad un caso COVID19, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi.

Per COVID-19 il periodo di quarantena è di 14 giorni successivi alla data dell’ultima esposizione (periodo massimo di
incubazione della malattia, se il contatto dovesse avere acquisito l’infezione).

L’isolamento consiste nel separare quanto più possibile le persone affette da COVID-19 da quelle sane al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità (fino a risoluzione della sintomatologia e a due test negativi per la ricerca di SARS-CoV-2 a distanza di almeno 24 ore l’uno dall’altro).

Compiti dell’operatore di sanità pubblica

L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti, accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria in quarantena o in isolamento domiciliare, avranno il compito di informare il Medico di Medicina Generale (MMG) o il Pediatra di Libera Scelta (PLS) del soggetto e in collaborazione e accordo con questo, fornire informazioni dettagliate all’interessato/a sulle misure da adottare.

Scarica a questo link il documento completo!

Automedicazione

Se entri in contatto con una persona infetta, segui queste istruzioni:
Chiama il tuo medico o il numero verde per il COVID-19 per sapere dove e quando puoi sottoporti a un tampone.
Attieniti alle procedure di tracciamento dei contatti per contenere la diffusione del virus.
Se non sono disponibili tamponi, resta a casa e isolati dagli altri per 14 giorni.
Mentre sei in quarantena, non andare al lavoro, a scuola o in luoghi pubblici. Chiedi a qualcuno di portarti provviste.
Mantieni almeno 1 metro di distanza dagli altri, anche dai componenti del tuo nucleo familiare.
Indossa una mascherina chirurgica per proteggere il prossimo, anche se/quando hai bisogno di assistenza medica.
Igienizza spesso le mani.
Resta in una stanza separata dagli altri componenti della famiglia; se non è possibile, indossa una mascherina chirurgica.
Mantieni una buona aerazione dell’ambiente in cui soggiorni.
Se condividi la camera, posiziona i letti ad almeno 1 metro di distanza tra loro.
Monitora l’eventuale insorgenza di sintomi per 14 giorni.
Chiama immediatamente il tuo medico se avverti uno di questi segnali: difficoltà respiratoria, perdita della parola o della mobilità, stato confusionale o dolore al petto.
Cerca di restare ottimista rimanendo in contatto con i tuoi cari telefonicamente o via Internet, e fai esercizio a casa.

L’OMS sconsiglia l’automedicazione con qualsiasi farmaco, compresi gli antibiotici, come misura di prevenzione o cura del COVID-19.

AIFA – AGENZIA NAZIONALE DEL FARMACO – LINK ALLA TERAPIA DOMICILIARE

Associazione “Farma e Benessere” ODV

E’ iniziata la campagna vaccinale. Chi ha già avuto la malattia e chi dovrà vaccinarsi ha tante domande!

Chi ha avuto il Covid-19 può considerarsi meno esposto ad un nuovo contagio e al tempo stesso meno probabile come veicolo di contagio? Mi dovrò fare il vaccino lo stesso? Sarà il caso di fare un dosaggio dei titoli anticorpali? Lavoro in ambito sociosanitario ed ho molte preoccupazioni. Cosa devo fare?

E’ disponibile presso il nostro laboratorio un Test immunologico quantitativo in chemiluminescenza (CLIA) ad alta specificità!

Scopri di più!

A oggi non sappiamo quanto duri la protezione del sistema immunitario dopo l’infezione da Covid-19, ed è probabile che non ci sia una risposta univoca ma che dipenda da persona a persona. Sappiamo che gli anticorpi protettivi scompaiono nel giro di pochi mesi e che in alcuni casi non si sviluppano affatto. E sappiamo anche che esistono casi di seconde infezioni.

In questi casi è utile fare un titolo anticorpale? Un test sierologico?

Il test sierologico misura gli anticorpi prodotti in caso di contatto con il virus Sars-CoV2. 

Il livello e la durata nel tempo dell’immunità protettiva nella popolazione in generale e in gruppi specifici sono argomenti di grande interesse e aiutano a decidere il trattamento del paziente.

Gli anticorpi neutralizzanti il virus, indotti da vaccini o dall’infezione virale da Covid-19, giocano un ruolo cruciale nel controllo dell’infezione stessa.

Gli anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 sono un particolare tipo di anticorpi capaci di inattivare il virus rendendolo inefficace e non più in grado di infettare le cellule bersaglio.

Come possiamo misurarli?

Premessa!

Un coronavirus contiene quattro proteine strutturali, spike (S), envelope (E), membrana (M) e nucleocapside (N). La proteina S consente l’ingresso del virus nelle cellule ospiti, prima legandosi a un recettore ospite tramite il sito legante il recettore (RBD, Receptor-Binding Domain) nella subunità S1 e in seguito fondendo le membrane virali e delle cellule ospiti tramite la subunità S2. SARS-CoV-2 riconosce ACE2 quale recettore nella cellula ospite per legare la proteina S virale. Quindi, è fondamentale definire RBD nella proteina S di SARS-CoV-2 quale target principale per lo sviluppo di inibitori del virus, per gli anticorpi neutralizzanti e per i vaccini.

Il test!

Il test effettuato presso il nostro laboratorio e presso i laboratori di Diagnostica Clinica, attraverso l’antigene ricombinante S-RBD, consente di rilevare gli anticorpi leganti RBD e di fornire una misura importante dell’immunità secondo gli attuali studi di laboratorio.

Gli studi hanno dimostrato che gli anticorpi verso la subunità S1 della proteina spike del SARS-CoV-2 e specificamente verso il sito legante il recettore (RBD, Receptor-Binding Domain) all’interno della subunità S1 correlano significativamente con la neutralizzazione del virus.

Questo test pertanto risulta utile per determinare, non solo l’efficacia del vaccino, ma per stabilirne anche i tempi di efficacia.

Per prenotare il test specifico:

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

di Anna Longanella

Una delle domande più frequenti degli ultimi giorni è quella di chiedere se chi si è vaccinato contro il Covid-19, dopo la prima dose, possa risultare positivo all’infezione nei giorni successivi alla iniezione.

Premessa

Abbiamo più volte spiegato durante gli articoli e le interviste che i vaccini ad mRNA prodotti di Pfizer e Moderna non possono causare la malattia in quanto hanno un meccanismo d’azione tale da non far entrare i vaccinati in contatto diretto con il virus ma solo con il materiale genetico che codifica per la proteina spike!

Detto questo siamo certi che i vaccini non possono causare il covid-19.

Dunque qual’è la possibilità che un vaccinato dopo solo la prima dose prenda il virus?

Questa probabilità è la stessa di qualunque altra persona che non ha fatto la prima dose del vaccino, proprio perché per ottenere l’immunità abbiamo bisogno di completare tutto il ciclo vaccinale ossia la prima e la seconda dose e tale operazione richiede circa un mese!

Pertanto è capitato che alcuni dei vaccinati con la prima dose non avendo ancora l’immunità sono risultati positivi al Covid-19.

Chi ha avuto il Covid deve fare il vaccino?

Questo dubbio è largamente diffuso e immediatamente fugato dagli esperti secondo cui, infatti, il vaccino spetterebbe a tutti, indistintamente: da iniettare sia a chi è stato positivo e a chi invece no. Naturalmente secondo il calendario deciso dal governo, quindi con precedenze e priorità alle categorie più a rischio e ai soggetti più fragili, operatori sanitari e ospiti delle Rsa in testa.

Ad oggi, in ogni caso, si sta studiando anche l’effetto che questo vaccino possa avere su persone che hanno sviluppato precedentemente la patologia in modo sintomatico, in quanto in alcuni di questi soggetti la risposta anticorpale potrebbe essere violenta e creare momentanei effetti collaterali.

In ogni caso si sta procedendo con cautela allo studio di tutti i fattori legati alle vaccinazioni con sicurezza ed efficacia.

Dott.ssa Anna Longanella

Amministratore Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

Dott.ssa Anna Longanella

Percorso per l’immunità! Vaccinazione Covid-19

In questi ultimi giorni abbiamo sentito notizie di come alcuni dei primi vaccinati contro il Covid-19, con il vaccino Pfizer/BioNtech, siano stati comunque contagiati dal virus, proprio a pochi giorni dalla vaccinazione.

La domanda nei cittadini è sorta spontanea.

Il vaccino è realmente efficace? Dobbiamo preoccuparci?

Per rispondere a queste domande la stessa azienda produttrice del vaccino ha preparato un grafico del processo di vaccinazione e del percorso attraverso il quale raggiungere dopo 28 giorni l’immunità!

Processo di vaccinazione ed immunizzazione vaccino covid-19

Le cosiddette tappe che portano all’immunità: una prima iniezione, il richiamo dopo 21 giorni e altri 7 giorni di attesa. Questo il “percorso” per l’immunità. Le vaccinazioni sono cominciate (nel nostro paese il 27 dicembre scorso) e la Pfizer ha voluto fare chiarezza sulle tempistiche per la tanto desiderata immunità al Covid 19.

L’azienda ha divulgato un grafico che spiega benissimo quelle che sono le tempistiche per essere effettivamente immuni. Passati 12 giorni dal momento della prima somministrazione si inizia a costituire l’immunità al Covid, dopo altri 9 giorni (quindi in totale 21 giorni dopo la prima dose) è necessario somministrare una seconda dose; ma solamente passati altre 7 giorni si raggiunge la piena immunità. 

Dott.ssa Anna Longanella

Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

Zanzare e coronavirus

Zanzare e coronavirus ecco a voi le risposte.

Sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus responsabile della Covid-19. Al loro interno, infatti, il Sars-Cov-2 “non è in grado di replicarsi” e quindi, anche qualora dovessero pungere una persona contagiata, non potrebbero inocularlo.

A scacciare una preoccupazione molto sentita con l’inizio della stagione calda, sono i dati preliminari di uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per valutare, attraverso prove di infezione sperimentale, la possibilità che le zanzare possano esser vettori del nuovo coronavirus.

Il Sars-CoV-2 è un virus respiratorio, che si trasmette da uomo a uomo, principalmente attraverso le goccioline emesse con starnuti o colpi di tosse o portando le mani alla bocca, al naso o agli occhi, dopo aver toccato superfici o oggetti contaminati di recente.

Ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione attraverso insetti che succhiano il sangue, come zecche o zanzare, che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie come la dengue e la febbre gialla.

La ricerca, condotta da virologi ed entomologi dell’ISS in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha mostrato che il Sars-Cov-2, una volta penetrato all’interno della zanzara attraverso un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi non può essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.

I risultati definitivi saranno pubblicati a breve.

Fonte: salute.gov.it

L’uso dei guanti, come quello delle mascherine, aiuta a prevenire le infezioni ma solo a determinate condizioni. Diversamente, il dispositivo di protezione può diventare un veicolo di contagio.

L’Istituto superiore di sanità (Iss) ci fornisce le indicazioni per un loro utilizzo corretto, eccole.

guanti-covid-19-coronavirus-iss

Sì ai guanti a patto che:

– non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e pe 60 secondi;

– siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati;

– come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi;

– siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato; 

– non siano riutilizzati.

Dove sono necessari?

– In alcuni contesti lavorativi come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti.

– Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.salute.gov.it