Il centro estetico Elisir offre una serie di trattamenti specifici viso-corpo per ritrovare il benessere fisico e curare la propria immagine in un’atmosfera accogliente, riservata e rilassante.

Il Centro Estetico Elisir nasce dalla passione e dall’esperienza maturata da Michela Autunno nei suoi molteplici anni di attività nel settore dell’Estetica professionale e della bellezza. Situato nei pressi del Centro Storico di Cava de’ Tirreni, il centro Elisir è dotato di macchinari all’avanguardia e offre tipologie di trattamento altamente professionali e prodotti di altissima qualità. La missione di Michela Autunno è da sempre quella di valorizzare la bellezza di ogni cliente, attraverso trattamenti personalizzati e studiati sulle specifiche esigenze.

Ricerca, professionalità, attenzione sono gli imperativi che hanno reso famoso il nome di Michela Autunno oltre alla sua unica capacità di interpretare i bisogni di ogni donna e valorizzarne al massimo la bellezza, attraverso l’applicazione delle più efficaci metodologie estetiche oggi a disposizione.

Un centro all’avanguardia, caldo e accogliente, dove prendersi cura di se stessi e della propria bellezza affidandosi alle mani esperte di uno staff specializzato.

PROFESSIONALITÀ AL SERVIZIO  DELLA BELLEZZA

Il centro offre una serie di trattamenti specifici viso-corpo per ritrovare il benessere fisico e curare la propria immagine in un’atmosfera accogliente, riservata e rilassante.

Si parte dall’esecuzione di un “check-up estetico”, un’accurata analisi della cliente volta ad orientare la scelta del trattamento più adatto con la possibilità di continuare a casa la cura acquistando prodotti domiciliari specifici e seguendo protocolli di trattamento altamente specializzati suggeriti dall’operatrice e studiati ad hoc per ogni particolare esigenza. Vengono proposti trattamenti per il viso antietà, ridensificanti, illuminanti e purificanti.

Per il corpo si possono scegliere percorsi e programmi tecnologici o manuali personalizzati per rispondere alle specifiche necessità dei vari inestetismi in modo scientifico e professionale agendo su pelle, liquidi, grassi e muscolatura, drenando, riducendo, rimodellando e tonificando.

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“Le prime giornate di sole, i primi week-end al mare ci fanno venire la voglia di esporci al sole, di abbronzarci per spazzar via dalla nostra pelle il colorito pallido dell’inverno, ma… è vero che i raggi del sole creano danni alla nostra pelle?”

Effettivamente il sole può farci invecchiare precocemente, indebolire e sfibrare i capelli, creare disturbi agli occhi, esporre la pelle a rischi di tumore, ma soltanto se ci esponiamo troppo, nelle ore sbagliate e senza alcuna precauzione!

Se invece adottiamo delle semplici norme di prudenza, allora i raggi del sole ci regalano quel colorito dorato che ci dà un’aria più sana e attraente, che contribuisce a farci sentire più giovani e a darci fiducia in noi stessi. Il sole infatti, se preso con moderazione e seguendo determinati accorgimenti, ci aiuta a stare bene e ci mette di buon umore; recenti studi hanno confermato che c’è una correlazione fra luce e psiche: i raggi solari, soprattutto di mattina, agiscono sul funzionamento di alcune sostanze, chiamate neurotrasmettitori, preposte a regolare l’umore.

Il sole dunque si è rivelato un valido ed efficace antidepressivo naturale, perciò prendere il sole al mattino, oltre che che farci abbronzare senza scottature, ci metterà più allegria. Ma non basta: il sole ci dà altri benefici, infatti contribuisce ad aumentare le difese immunitarie e rinforza le ossa perché stimola l’organismo a produrre la vitamina D, che serve a fissare il calcio.

Vediamo però quali sono le insidie che si nascondono nei raggi solari, in modo da poterle evitare. I raggi del sole contengono differenti tipi di radiazioni, che solo in parte raggiungono la superficie terrestre perché la fascia di ozono stratosferica, situata a un’altezza fra i 15.000 e i 25.000 metri, arresta le radiazioni più pericolose (raggi X, raggi Gamma, raggi cosmici) lasciando passare solo radiazioni a lunghezza d’onda superiore: i raggi infrarossi ed i raggi ultravioletti, che vengono distinti in UVA, UVB, UVC.
Si può quindi capire quanto sia essenziale l’integrità della barriera di ozono per il nostro pianeta, e quali pericoli può rappresentare la sua rarefazione dovuta anche alle attività umane, in particolare l’uso di CFC, gas usati per bombolette spray e impianti di refrigerazione.

raggi infrarossi hanno la capacità di aumentare la temperatura corporea, distruggere batteri nocivi, stimolare la produzione di vitamina D (che, come abbiamo detto, è fondamentale per la calcificazione ossea in quanto aiuta l’osso stesso a fissare il calcio); chi però soffre di fragilità capillare o vene varicose deve proteggersi, riparando i punti deboli, poiché questi raggi determinano la dilatazione dei vasi sanguigni.

raggi ultravioletti, quando sono troppo intensi, come nelle ore centrali del giorno, sono mal tollerati dal nostro organismo e provocano una serie di reazioni, la più visibile delle quali è l’arrossamento della cute e l’aumento della sua temperatura: è questo l’eritema solare.
L’organismo però risponde a queste sollecitazioni da parte delle radiazioni solari, stimolando la produzione di una barriera protettiva che difenda la pelle: è questa reazione che provoca la formazione della tintarella, che altro non è se non un meccanismo di difesa; infatti l’esposizione al sole produce e fa affiorare dagli strati piú profondi della pelle la MELANINA, una sostanza di colore scuro che ha la peculiarità di assorbire i raggi ultravioletti, creando una barriera protettiva, ossia l’abbronzatura.

Ma non tutti i raggi ultravioletti stimolano l’abbronzatura: i raggi UVA infatti non sono responsabili della produzione di melanina ma, penetrando in profondità, raggiungono il derma e alterano le sue fibre elastiche, favorendo la perdita di tono cutaneo e la formazione di rughe. I raggi UVB sono molto energetici e possono provocare eritemi e ustioni, ma si ritiene che siano gli effettivi raggi abbronzanti, in quanto raggiungono gli strati superficiali del derma dove particolari cellule, dette melanociti, producono la melanina e quindi l’abbronzatura. I raggi UVC, un tempo ritenuti di importanza trascurabile, dovrebbero essere bloccati dalla fascia di ozono, ma la sua rarefazione ha risvegliato l’interesse verso queste radiazioni un tempo ritenute d’importanza trascurabile. Nel caso in cui la forza dei raggi solari sia troppo elevata e l’esposizione troppo prolungata, può instaurarsi un eritema, prima della formazione dello scudo di protezione melaninico.

Oltre ai tipi di raggi solari e alla loro forza a seconda delle ore del giorno, dobbiamo tenere conto anche della situazione in cui ci troviamo come la stagione, la natura del luogo (prato, sabbia, acqua, neve), l’altitudine, la latitudine (all’equatore i raggi sono più pericolosi perché più perpendicolari: ecco perché l’uomo che vive in Africa ha modificato nel corso dei millenni il colore della pelle, che è diventata nera).

Oltre a tutte queste condizioni è fondamentale che ognuno di noi consideri la vulnerabilità individuale ai raggi ultravioletti e quindi la nostra predisposizione alle scottature. Questa sensibilità può essere riconosciuta abbastanza facilmente da alcune caratteristiche somatiche oggettive, in particolare il colore della pelle e dei capelli, che ci consentono di individuare il cosiddetto fototipo al quale apparteniamo, cosí da scegliere il comportamento e la protezione più adatta a noi. I fototipi sono sei:

FOTOTIPO 1 = capelli rossi, pelle lattescente
FOTOTIPO 2 = capelli dorati, pelle chiara
FOTOTIPO 3 = capelli biondi, pelle chiara
FOTOTIPO 4 = capelli castani, pelle chiara
FOTOTIPO 5 = capelli castani, pelle scura
FOTOTIPO 6 = capelli scuri, pelle olivastra

Questa suddivisione è naturalmente molto schematica, perché c’è tutta una gamma di tipi intermedi a questi, ma ci consente di avere un’idea di quello che può essere il nostro fototipo e di proteggerci adeguatamente dai raggi del sole, tenendo presente che il fototipo 1 è il più vulnerabile e avrà bisogno di protezioni altissime, che potranno essere via via più basse andando verso il fototipo 6.

Poiché, come abbiamo visto, il processo di pigmentazione cutanea è dovuto alla melanina, è molto utile, per incrementare la sua disponibilità in maniera fisiologica, assumere alcune sostanze presenti in natura che hanno appunto questa capacità. Esistono infatti degli integratori della nostra alimentazione, che sono particolarmente ricchi di queste sostanze e che possono darci una mano ad abbronzarci meglio, senza danni alla pelle e proteggendola anche dall’invecchiamento e dalle antiestetiche macchie scure. Queste sostanze sono i carotenoidi (come il Betacarotene, il Licopene e la Cantaxantina), che stimolano la naturale sintesi della melanina, accelerano il processo di abbronzatura intensificandola e proteggono le cellule dai radicali liberi.

Un’altra sostanza naturale vantaggiosa per l’abbronzatura è contenuta nell’olio di Avocado, ricco di tirosina, indispensabile per la sintesi della melanina. Sono importanti inoltre la vitamina E e il Selenio, che svolgono una notevole azione antiossidante, prevenendo il fotoinvecchiamento cutaneo; ma anche le vitamine A e C, che mantengono il fisiologico trofismo cutaneo generale ed in particolare quello del collagene, fondamentale per l’elasticità della pelle! L’Aloe vera infine è in grado di mantenere giovani ed elastici i tessuti cutanei, favorendo una naturale idratazione degli stessi.

Quindi, con poche norme di comportamento e con l’aiuto della natura, riusciremo ad ottenere una sana e piacevole abbronzatura che durerà nel tempo, senza danni.

Tratto da: www.lerboristeria.com

Col ritorno della bella stagione la possibilità di svolgere attività all’aperto entusiasma e aumentano le ore di esposizione solare.
Tuttavia con la fine dell’inverno la pelle è più chiara e delicata a causa dei molti mesi in cui l’irraggiamento è stato ridotto. Pertanto è fondamentale in queste occasioni, ancor più che in estate, proteggere la pelle.

Le radiazioni ultraviolette del sole (UVA e UVB) generano, senza un’ adeguata protezione, la formazione di radicali liberi sulla cute. Essi hanno un ruolo determinante nel fotoaging e nell’insorgenza di numerose patologie come cloasmi, eritemi, dermatiti e tumori della pelle.

Il modo migliore per non incorrere in questi inconvenienti è sicuramente una buona prevenzione partendo già dai mesi primaverili.

La prima regola è l’esposizione graduale, no alle lunghe esposizioni nel corso dei week-end. Bisogna esporsi ai raggi pochi minuti per volta e nelle ore meno calde della giornata, prolungando gradualmente i tempi, in modo da sviluppare poco a poco le difese naturali della pelle e la melanina.

È bene utilizzare poi, anche in questi periodi, dei filtri solari. Questi vanno scelti in base al proprio fototipo e, con uno spettro di assorbimento che comprenda sia i raggi UVB (responsabili dell’infiammazione della cute) che gli UVA (responsabili dei danni genetici cellulari).

Possiamo puntare anche sull’impiego dei cosmetici contenenti filtri solari. In commercio troviamo numerose formulazioni che oltre a svolgere la loro funzione decorativa, proteggono la pelle. L’importante è ricordarsi di proteggere tutta la pelle esposta al sole e non solo quella del viso.

Oltre alle classiche precauzioni poi, è preferibile preparare la pelle a difendersi dagli effetti nocivi del sole riservando una particolare attenzione all’alimentazione.

Una dieta che privilegia frutta e verdura di stagione è la più indicata, per l’alto contenuto di antiossidanti come vitamina C ed E e, di carotenoidi come alfa-carotene, beta-carotene, licopene, luteina e zeaxantina.

Contrariamente a quanto si pensa però, l’assorbimento di queste sostanze dagli alimenti è molto limitato, si tenga conto che dalle carote si può assorbire in genere solo il 5% di beta-carotene. Essenzialmente avviene lo stesso con gli altri pigmenti gialli e rossi caratteristici di alcuna frutta e verdura stagionale.

Un modo efficace per assimilare carotenoidi, è quello di assumerli sotto forma di integratori alimentari. La loro composizione in forma liposolubile ne permette un assorbimento del 70%.

In commercio esistono molte formulazioni in cui si associano varie molecole, al fine di favorire un effetto sinergico. I fotoprotettori sistemici di ultima generazione infatti, puntano, oltre all’azione scavenger, alla fotoimmunoprotezione, ossia, al potenziamento e alla protezione del sistema immunitario della cute. A questo scopo si utilizzano, ad esempio, integratori con carotenoidi associati a probiotici, come il Lactobacillus Johnsonii oppure il bifidobatterio BB12 che agiscono sulle cellule di Langerhans (le “sentinelle” della cute) proteggendole e favorendone la rigenerazione.

Si consiglia l’assunzione dei fotoprotettori sistemici almeno un mese prima e durante tutto il periodo di esposizione solare seguendo i dosaggi giornalieri raccomandati.

Riassumendo quindi, quattro sono le regole da seguire:

1.      Esporsi gradualmente al sole evitando le ore centrali della giornata;

2.     Proteggere sempre la pelle utilizzando filtri solari scelti in base al proprio fototipo;

3.     Prediligere una dieta a base di frutta e verdura di stagione ricca di antiossidanti e carotenoidi;

4.     Completare l’apporto giornaliero di questi ultimi, assumendo specifici integratori.

Seguendo queste semplici regole l’esposizione solare può considerarsi una medicina naturale: il sole infatti è indispensabile per la produzione di vitamina D, coinvolta in alcuni processi fisiologici, esporvisi quindi è fondamentale per il mantenimento di un buono stato di salute a costo zero.