L’analisi di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 viene condotta al fine di valutare la predisposizione genetica del paziente allo sviluppo dei tumori alla mammella ed all’ovaio.

Il test di suscettibilità genetica è molto utile anche in donne che hanno già sviluppato un tumore al seno, in quanto, se portatrici di mutazioni BRCA, sono ad alto rischio di sviluppare un nuovo tumore alla mammella o all’ovaio

BRCA1 e BRCA2 sono geni onco-soppressori localizzati rispettivamente sul cromosoma 17 e sul cromosoma 13, che codificano per due proteine, denominate proteine di suscettibilità al cancro della mammella tipo 1 o 2 (dall’inglese Breast Cancer Type 1/2 susceptibility protein), che intervengono nel controllo del ciclo cellulare.

Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 predispongono all’insorgenza di neoplasie mammarie, sia maschili che femminili, ed ovariche (oltre a, seppure in misura minore, neoplasie del pancreas, del colon e di altri organi, compresa la prostata).

Le persone che possiedono mutazioni ereditarie a livello dei geni BRCA o BRCA2 rischiano di sviluppare un tumore alla mammella nell’87% dei casi, contro una probabilità del 10% nei non portatori di mutazioni. Il rischio di tumore ovarico, in caso di ricorrenza di mutazioni di uno dei due geni in questione, è, invece, compreso tra il 44 e il 60%, rispetto all’1% di probabilità dei non portatori.

Offriamo la possibilità di uno screening sulle tre principali mutazioni dei geni BRCA: la mutazione 185delAG e la mutazione 5382insC sul gene BRCA-1, e la mutazione 6174delT sul gene BRCA-2.

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

 

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il terzo Rapporto di farmacovigilanza sui vaccini COVID-19.

I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza per i tre vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.

Gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (87% dei casi). Per tutti i vaccini gli eventi avversi più segnalati sono febbre, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea, in linea con le informazioni note sui vaccini finora utilizzati in Italia.

Un focus è dedicato agli eventi tromboembolici dopo la somministrazione di Vaxzevria. Nel dettaglio si sono verificati, entro 2 settimane dalla vaccinazione, dei casi molto rari di trombi associati a bassi livelli di piastrine nel sangue.

La trombosi venosa profonda consiste nella formazione di coaguli di sangue (trombi) all’interno delle vene profonde, in genere delle gambe. I coaguli di sangue possono formarsi nelle vene se la vena è lesa, in presenza di una patologia o di un elemento che rallenti il ritorno di sangue al cuore.

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

E’ iniziata la campagna vaccinale. Chi ha già avuto la malattia e chi dovrà vaccinarsi ha tante domande!

Chi ha avuto il Covid-19 può considerarsi meno esposto ad un nuovo contagio e al tempo stesso meno probabile come veicolo di contagio? Mi dovrò fare il vaccino lo stesso? Sarà il caso di fare un dosaggio dei titoli anticorpali? Lavoro in ambito sociosanitario ed ho molte preoccupazioni. Cosa devo fare?

E’ disponibile presso il nostro laboratorio un Test immunologico quantitativo in chemiluminescenza (CLIA) ad alta specificità!

Scopri di più!

A oggi non sappiamo quanto duri la protezione del sistema immunitario dopo l’infezione da Covid-19, ed è probabile che non ci sia una risposta univoca ma che dipenda da persona a persona. Sappiamo che gli anticorpi protettivi scompaiono nel giro di pochi mesi e che in alcuni casi non si sviluppano affatto. E sappiamo anche che esistono casi di seconde infezioni.

In questi casi è utile fare un titolo anticorpale? Un test sierologico?

Il test sierologico misura gli anticorpi prodotti in caso di contatto con il virus Sars-CoV2. 

Il livello e la durata nel tempo dell’immunità protettiva nella popolazione in generale e in gruppi specifici sono argomenti di grande interesse e aiutano a decidere il trattamento del paziente.

Gli anticorpi neutralizzanti il virus, indotti da vaccini o dall’infezione virale da Covid-19, giocano un ruolo cruciale nel controllo dell’infezione stessa.

Gli anticorpi neutralizzanti anti-SARS-CoV-2 sono un particolare tipo di anticorpi capaci di inattivare il virus rendendolo inefficace e non più in grado di infettare le cellule bersaglio.

Come possiamo misurarli?

Premessa!

Un coronavirus contiene quattro proteine strutturali, spike (S), envelope (E), membrana (M) e nucleocapside (N). La proteina S consente l’ingresso del virus nelle cellule ospiti, prima legandosi a un recettore ospite tramite il sito legante il recettore (RBD, Receptor-Binding Domain) nella subunità S1 e in seguito fondendo le membrane virali e delle cellule ospiti tramite la subunità S2. SARS-CoV-2 riconosce ACE2 quale recettore nella cellula ospite per legare la proteina S virale. Quindi, è fondamentale definire RBD nella proteina S di SARS-CoV-2 quale target principale per lo sviluppo di inibitori del virus, per gli anticorpi neutralizzanti e per i vaccini.

Il test!

Il test effettuato presso il nostro laboratorio e presso i laboratori di Diagnostica Clinica, attraverso l’antigene ricombinante S-RBD, consente di rilevare gli anticorpi leganti RBD e di fornire una misura importante dell’immunità secondo gli attuali studi di laboratorio.

Gli studi hanno dimostrato che gli anticorpi verso la subunità S1 della proteina spike del SARS-CoV-2 e specificamente verso il sito legante il recettore (RBD, Receptor-Binding Domain) all’interno della subunità S1 correlano significativamente con la neutralizzazione del virus.

Questo test pertanto risulta utile per determinare, non solo l’efficacia del vaccino, ma per stabilirne anche i tempi di efficacia.

Per prenotare il test specifico:

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

Che cos’è l’indice di salute prostatica PHI?

Diverse isoforme della porzione libera dell’antigene specifico della prostata (fPSA) sono state identificate come precursori del PSA (proPSA).

Tra queste isoforme quella più specifica per il carcinoma prostatico é la [-2]proPSA (p2PSA).

Il PHI combina matematicamente le concentrazioni sieriche di PSA, fPSA e p2PSA, ricavandone un indice che migliora significativamente la specificità clinica del PSA totale e la ratio percentuale del PSA libero.

Valori di PHI

Tale procedura si è dimostrata utile soprattutto in uomini di almeno 50 anni, aventi valore di PSA totale compreso tra 2 e 10 ng/ml, nei quali gli eventuali valori di PHI superiori all’intervallo di riferimento sono spesso risultati associati alla presenza di una malattia clinicamente significativa.

Un PHI basso indicherà un rischio potenzialmente basso di cancro alla prostata, mentre un valore più elevato potrebbe significare la necessità di una biopsia.

La specificità più elevata consente di inquadrare e gestire al meglio questi pazienti, riducendo sensibilmente il numero di biopsie non necessarie.

Anche i valori inferiori alla soglia devono comunque essere valutati dal medico, alla luce della storia clinica del paziente.

Dott.ssa Anna Longanella

Responsabile Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

di Dott.ssa Anna Longanella

Quali sono le differenze fra i vaccini Pfizer-BioNTech, Moderna ed Astrazeneca. Scopriamolo in questo articolo!

Il vaccino metterà fine alla pandemia? Molto probabile. Per questo bisogna avere fiducia. Prima dei risultati preliminari la speranza, e la previsione, della comunità scientifica internazionale era di un vaccino anti-Covid che offrisse almeno il 50% di protezione. Queste aspettative sono state, fortunatamente e inaspettatamente, disattese: i vaccini non solo ci sono, ma sono più di uno e sembrano molto potenti, in grado di garantire una copertura ben superiore al 50%.

Sviluppo dei vaccini

Ad oggi i vaccini più promettenti, quelli che stanno per arrivare sul mercato e quelli già in utilizzo e per cui i Paesi hanno già firmato accordi, sono tre: quello di Pfizer-BioNTech, quello di Moderna e quello di AstraZeneca-Oxford-Pomezia.

Tipologia e conservazione

Sia il vaccino di Moderna che quello di Pfizer sono vaccini ad mRNA, cioè utilizzano lo stesso approccio di iniezione di parte del codice genetico del virus nel corpo dei pazienti per provocare una risposta immunitaria efficace. Nel dettaglio l’mRNA iniettato con il vaccino, codifica per la proteina spike del virus, contro cui l’organismo sviluppa la risposta immunitaria.

Il vaccino AstraZeneca invece non è un vaccino ad mRNA, ma un vaccino a vettore virale. Nel dettaglio, si tratta di un vaccino a vettore virale che utilizza una versione modificata dell’adenovirus dello scimpanzé, attenuato e non più in grado di replicarsi. L’adenovirus è utilizzato come vettore per fornire le istruzioni per sintetizzare la proteina spike di SARS-CoV-2.

Modalità di conservazione

Questo dato potrebbe cambiare tutto, perché mentre i vaccini ad mRNA richiedono accortezze particolari per il trasporto e la conservazione, il vaccino di AstraZeneca potrebbe essere distribuito e conservato come un qualsiasi altro vaccino oggi in commercio. Sarebbe dunque il vaccino più semplice da conservare.

Moderna invece si conserva stabile ad una temperatura di -20°C per un massimo di 6 mesi e può essere conservato in un frigorifero standard fino a 1 mese. Pfizer necessita invece di una conservazione glaciale, tra i -80 e i -70 °C, anche se può essere conservato in frigorifero per 5 giorni.

Dati ed efficacia

I dati preliminari riguardo all’efficacia che abbiamo visto finora sono molto simili: 95% di protezione per il vaccino Pfizer-BioNTech e 94,5% per quello di Moderna.

Il vaccino AstraZeneca invece è efficace in media al 70%, ma raggiunge il 90% quando somministrato con una mezza dose in prima battuta e con un richiamo a dose completa.

Produzione

Per quanto riguarda la produzione, AstraZenaca punta alla produzione di circa 500 milioni di dosi da destinare alla commercializzazione in Europa e nel Regno Unito. Moderna intende addirittura rendere disponibili 3 miliardi di dosi entro l’estate del 2021.

Pfizer invece stima una produzione iniziale di 200 milioni di dosi, destinate all’Unione europea.

Parte di queste dosi sono già disponibili ormai da giorni anche in Italia che ha iniziato in ogni Regione la somministrazione dei vaccini Pfizer-BioNTech.

In Italia ad oggi sono state superate le 70mila somministrazioni: Italia prima in Ue.

Nel dettaglio dalla metà del mese di Gennaio 2021 arriveranno in Italia, anche le prime dosi di Moderna ed il governo sta valutando di iniziare la vaccinazione delle persone over 80.

Il Piano Vaccinale infatti prevede prima la vaccinazione del personale sanitario e militare e successivamente nella seconda fase quello della popolazione generale.

Tenendo conto degli accordi stretti con le diverse aziende, all’Italia dovrebbe arrivare il 13,6% di tutti i vaccini acquistati dall‘ Unione Europea.

Dott.ssa Anna Longanella

Amministratore Rete di Laboratori – Diagnostica Clinica

L’analisi di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 viene condotta al fine di valutare la predisposizione genetica del paziente allo sviluppo dei tumori alla mammella ed all’ovaio.

Il test di suscettibilità genetica è molto utile anche in donne che hanno già sviluppato un tumore al seno, in quanto, se portatrici di mutazioni BRCA, sono ad alto rischio di sviluppare un nuovo tumore alla mammella o all’ovaio.

BRCA1 e BRCA2 sono geni onco-soppressori localizzati rispettivamente sul cromosoma 17 e sul cromosoma 13, che codificano per due proteine, denominate proteine di suscettibilità al cancro della mammella tipo 1 o 2 (dall’inglese Breast Cancer Type 1/2 susceptibility protein), che intervengono nel controllo del ciclo cellulare.

Mutazioni geniche

Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 predispongono all’insorgenza di neoplasie mammarie, sia maschili che femminili, ed ovariche (oltre a, seppure in misura minore, neoplasie del pancreas, del colon e di altri organi, compresa la prostata).

Le persone che possiedono mutazioni ereditarie a livello dei geni BRCA o BRCA2 rischiano di sviluppare un tumore alla mammella nell’87% dei casi, contro una probabilità del 10% nei non portatori di mutazioni.

Il rischio di tumore ovarico, in caso di ricorrenza di mutazioni di uno dei due geni in questione, è, invece, compreso tra il 44 e il 60%, rispetto all’1% di probabilità dei non portatori.

Esame di laboratorio

Offriamo la possibilità di uno screening sulle tre principali mutazioni dei geni BRCA: la mutazione 185delAG e la mutazione 5382insC sul gene BRCA-1, e la mutazione 6174delT sul gene BRCA-2.

Analisi Cliniche Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 Cava De Tirreni (SA)

Tel: 089 464403
Fax: 089 441590
Email: lab.minerva@libero.it

Dott.ssa Anna Longanella

Spesso, i miei pazienti, dopo essere risultati positivi al tampone molecolare Covid-19 (antigenico o molecolare con PCR) mi chiedono cosa devono fare e come devono comportarsi. Prima di tutto occorre avvertire il medico curante, che stabilisce l’opportunità di iniziare una terapia.

Ma, occorre comprendere al meglio come applicare l’isolamento fiduciario.

Isolamento fiduciario: cosa fare con tampone positivo e sintomi

Coloro che presentano i sintomi da Covid-19 e risultano positivi al tampone, per rientrare in comunità dopo l’isolamento devono aspettare almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi e devono aver effettuato un test molecolare (tampone classico) con esito negativo dopo almeno 3 giorni senza sintomi.

Non vengono presi in considerazione perdita di olfatto (anosmia) e perdita di gusto (ageusia) perché possono avere una persistenza prolungata nel tempo.

Isolamento fiduciario: cosa fare con tampone positivo e assenza di sintomi (asintomatico)

Gli asintomatici con tampone positivo possono rientrare alla propria vita sociale solo dopo un periodo di isolamento fiduciario di almeno 10 giorni dalla positivizzazione, e solo in seguito a un ulteriore tampone molecolare con risultato negativo.

Cosa fare se si è stati a contatto con un caso accertato di Covid-19

Coloro che sono entrati a contatto con un caso accertato di Covid-19 devono rispettare un periodo di quarantena:

  • 14 giorni dall’ultima esposizione al caso positivo;
  • 10 giorni dall’ultima esposizione al caso positivo, seguito da un test antigenico o molecolare con esito negativo il decimo giorno.

 Dott.ssa Anna Longanella – Specialista in Microbiologia e Virologia

Laboratorio Minerva

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Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

Diagnostica Clinica è l’aggregazione di 4 laboratori analisi: Minerva di Cava de’ Tirreni, Diagnostica di Castel San Giorgio, D’Onofrio di Bellizzi e Nobile di Salerno, uniti per garantire un servizio diagnostico efficiente e completo.

Attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e personale qualificato, la rete Diagnostica fa fronte alle richieste sempre più esigenti di medici e pazienti, per arrivare ad una diagnosi precoce e tempestiva delle patologie più o meno gravi.

Accreditamento con il SSN

La Diagnostica clinica esegue tutte le tipologie di  indagini di laboratorio, grazie all’accreditamento con il Servizio Sanitario per tutte le branche dalla Chimica Clinica, alla Ematologia, Microbiologia e Sieroimmunologia, fino alla Genetica e alla Citoistopatologia.

Fiore all’occhiello dell’aggregazione sono la Diagnostica Microbiologica ed Ematologica, che ci procurano notevoli apprezzamenti e gratificazioni.

Amministratore Dott.ssa Anna Longanella

Specialista in Microbiologia e Virologia

I test di laboratorio pilastro fondamentale nel contrasto al Covid-19

Ormai tutti sappiamo quanto sia importante la fase diagnostica nella lotta alla diffusione dell’epidemia da Covid-19; vediamo quali sono le differenze tra tampone naso-faringeo (molecolare o antigenico) e test sierologico, gli strumenti che più di tutti vengono utilizzati per la diagnosi.

Tampone naso/faringeo molecolare

Il tampone naso/faringeo molecolare serve per diagnosticare la presenza del virus nell’organismo e quindi a scoprire se c’è un’infezione in corso.

Si esegue su un campione prelevato con un tampone a livello naso-faringeo e analizzato attraverso Real-time Rt-PCR (Reverse Transcription – Polymerase Chain Reaction), tecnica molecolare che amplifica i geni virali (frammenti del materiale genetico del virus) maggiormente espressi durante l’infezione.

I test molecolari vengono eseguiti solo in laboratori altamente specializzati, individuati dalle autorità sanitarie, e il tempo medio per ottenere il risultato è intorno alle 12-24 ore.

Essendo un test finalizzato a fare diagnosi, il tampone viene consigliato quando ci sono i sintomi e quando c’è stato un contatto diretto con un caso positivo o presunto tale da almeno 48/72 ore.

Tampone naso/faringeo rapido o test antigenico

Il tampone naso/faringeo rapido o test antigenico ha una modalità di raccolta analoga a quella del test molecolare (tampone naso-faringeo), ma cambia la metodica, cioè non vengono cercati i geni del virus bensì le sue proteine (antigeni) e cambiano i tempi di risposta ovvero è in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di Covid-19 elaborando i risultati in 15 minuti. Però cambiando la metodica cambia la sensibilità e la specificità che sembrano essere inferiori a quelle del test molecolare.

Questo tampone rapido è stato introdotto specialmente per i grandi controlli, come quelli eseguiti in porti, aeroporti e scuole dove è importante avere una risposta in tempi rapidi. Impiego che è particolarmente auspicabile anche se l’esito positivo deve essere poi confermato dal tampone molecolare!

I test sierologici

I test sierologici servono per la ricerca degli anticorpi diretti contro il Coronavirus e sono particolarmente indicati per conoscere la diffusione del virus nella popolazione.

Con questa modalità si misurano gli anticorpi anti-Sars-Cov-2, che il nostro organismo produce se entra in contatto con il Covid-19, e il test è consigliato almeno 8-10 giorni dopo contatto diretto con un caso positivo o presunto tale.

In particolare viene valutata la presenza delle IgM e delle IgG: le prime indicano che l’infezione è presente o recente, le seconde indicano che si è instaurata una memoria – almeno temporanea- e che quindi l’infezione è avvenuta da tempo.

I test sierologici si dividono in sierologici qualitativi (con una goccia di sangue ci dicono la presenza o meno degli anticorpi) e quantitativi (con un prelievo di sangue si misura la quantità degli anticorpi nel sangue).

Il test sierologico però non è in grado di stabilire se gli anticorpi siano neutralizzanti e, quindi, se una persona sia protetta o meno, per cui non può essere considerato un sostituto del tampone, ma è solo quest’ultimo a dimostrare la presenza o meno del materiale genetico virale.

Per questo motivo, il Ministero della Salute raccomanda di effettuare anche il tampone nel caso di risultato positivo del test sierologico.

Dott.ssa Anna Longanella – Amministratore Analisi Cliniche Minerva

Date le specifiche tecniche, il Laboratorio Minerva è un centro accreditato per l’effettuazione, previa prenotazione, del tampone naso-faringeo!

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TAMPONI NEI LABORATORI PRIVATI

Vista l’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’unità di crisi Regionale Campana ha autorizzato, i laboratori privati accreditati ed in possesso di specifiche strumentazioni, ad effettuare analisi con PCR, mediante tamponi nei laboratori privati, per la ricerca della positività da Covid-19.

I laboratori in possesso di queste specifiche tecniche possono processare i tamponi naso-faringei nei confronti di persone fisiche.

I laboratori accreditati avranno l’obbligo di inserire tutti i tamponi processati nella apposita piattaforma informatica predisposta dalla Regione Campania entro le 24 ore di ogni giorno lavorativo!

Date le specifiche tecniche, il Laboratorio Minerva è un centro accreditato per l’effettuazione, previa prenotazione, del tampone naso-faringeo!

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