Zanzare e coronavirus ecco a voi le risposte.
Sia la zanzara tigre (Aedes albopictus) che la zanzara comune (Culex pipiens) non sono in grado di trasmettere il virus responsabile della Covid-19. Al loro interno, infatti, il Sars-Cov-2 “non è in grado di replicarsi” e quindi, anche qualora dovessero pungere una persona contagiata, non potrebbero inocularlo.
A scacciare una preoccupazione molto sentita con l’inizio della stagione calda, sono i dati preliminari di uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) per valutare, attraverso prove di infezione sperimentale, la possibilità che le zanzare possano esser vettori del nuovo coronavirus.
Il Sars-CoV-2 è un virus respiratorio, che si trasmette da uomo a uomo, principalmente attraverso le goccioline emesse con starnuti o colpi di tosse o portando le mani alla bocca, al naso o agli occhi, dopo aver toccato superfici o oggetti contaminati di recente.
Ad oggi non c’è alcuna evidenza scientifica di una trasmissione attraverso insetti che succhiano il sangue, come zecche o zanzare, che invece possono veicolare altri tipi di virus (detti arbovirus), responsabili di malattie come la dengue e la febbre gialla.
La ricerca, condotta da virologi ed entomologi dell’ISS in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha mostrato che il Sars-Cov-2, una volta penetrato all’interno della zanzara attraverso un pasto di sangue infetto, non è in grado di replicarsi e quindi non può essere successivamente inoculato dalla zanzara attraverso una puntura.
I risultati definitivi saranno pubblicati a breve.
Fonte: salute.gov.it
Il “Bonus vacanze” fa parte delle iniziative previste dal “Decreto Rilancio” (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020) e offre un contributo fino 500 euro da utilizzare per soggiorni in alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia. Può essere richiesto e speso dal 1° luglio al 31 dicembre 2020.
Potranno ottenere il “Bonus vacanze” i nuclei familiari con ISEE fino a 40.000 euro. Per il calcolo dell’ISEE è necessaria la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di un nucleo familiare e ha validità dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre successivo.
L’importo del bonus sarà modulato secondo la numerosità del nucleo familiare
500 euro per nucleo composto da tre o più persone
300 euro da due persone
150 euro da una persona.
Per maggiori informazioni su come ottenere la Dichiarazione sostitutiva unica e calcolare l’ISEE consulta il sito dell’INPS.
Il bonus potrà essere richiesto e sarà erogato esclusivamente in forma digitale. Per ottenerlo è necessario che un componente del nucleo familiare sia in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identita Elettonica). Al momento della richiesta del bonus, infatti, si dovranno inserire le credenziali SPID e successivamente fornire l’Isee.
Se non hai la tua identità digitale richiedila (SPID e CIE 3.0)
Come già detto, il “Bonus Vacanze” sarà digitale (presto ti forniremo indicazioni precise sull’app per smartphone a cui dovrai accedere per ottenerlo).
Non dovrai stampare nulla, ma potrai averlo sempre a disposizione sul tuo smartphone e ti basterà mostrarlo all’albergatore, quando dovrai pagare il tuo soggiorno direttamente presso la struttura dove sceglierai di trascorrere le vacanze.
Fino al momento della riscossione del Bonus Vacanze da parte di un tuo cliente, non serve che tu faccia nulla: solo far sapere a chi sceglierà la tua struttura per le vacanze che aderisci all’iniziativa!
Lo sconto applicato al tuo ospite in possesso del “Bonus Vacanze” ti sarà rimborsato sotto forma di credito d’imposta utilizzabile, senza limiti di importo in compensazione mediante il modello F24, ovvero cedibile anche a istituti di credito.
Le modalità applicative del “Bonus vacanze” sono definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Il “Bonus vacanze” si potrà spendere presso una struttura ricettiva italiana dal 1° luglio al 31 dicembre 2020.
Inoltre, il bonus:
Fonte: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/bonus-vacanze1
L’uso dei guanti, come quello delle mascherine, aiuta a prevenire le infezioni ma solo a determinate condizioni. Diversamente, il dispositivo di protezione può diventare un veicolo di contagio.
L’Istituto superiore di sanità (Iss) ci fornisce le indicazioni per un loro utilizzo corretto, eccole.

Sì ai guanti a patto che:
– non sostituiscano la corretta igiene delle mani che deve avvenire attraverso un lavaggio accurato e pe 60 secondi;
– siano ricambiati ogni volta che si sporcano ed eliminati correttamente nei rifiuti indifferenziati;
– come le mani, non vengano a contatto con bocca naso e occhi;
– siano eliminati al termine dell’uso, per esempio, al supermercato;
– non siano riutilizzati.
Dove sono necessari?
– In alcuni contesti lavorativi come per esempio personale addetto alla pulizia, alla ristorazione o al commercio di alimenti.
– Sono indispensabili nel caso di assistenza ospedaliera o domiciliare a malati.
Per ulteriori informazioni visita il sito www.salute.gov.it
È scaricabile in tutta Italia l’app Immuni, disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google. Si tratta di un innovativo supporto tecnologico che si affianca alle iniziative già messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del virus Covid-19. E’ stato sviluppato nel rispetto della normativa italiana e di quella europea sulla tutela della privacy.
Dotarsi da adesso dell’app permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio. I servizi sanitari regionali potranno gradualmente attivare gli avvisi dell’app. A cominciare saranno da Lunedì 8 giugno le Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia.
Tutte le informazioni utili sul funzionamento del sistema sono disponibili sul sito immuni.italia.it. Si sottolinea che l’applicazione non è direttamente scaricabile via email o SMS.
Immuni serve agli utenti di telefoni cellulari per ricevere notifica di eventuali esposizioni al Coronavirus.
Nell’intero sistema dell’app non sono presenti né saranno registrati nominativi e altri elementi che possano ricondurre all’identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici. L’impiego dell’applicazione, volontario, ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro della Salute, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Regioni, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e le società pubbliche Sogei e PagoPa. Base di lavoro per la realizzazione dell’app, il codice messo gratuitamente a disposizione dello Stato da parte della società Bending Spoons. Il sistema è stato sviluppato anche grazie a un’approfondita interlocuzione con il Garante per la protezione dei dati personali e riservando massima attenzione alla privacy.

Gli utenti di cellulari che decidono di scaricare l’applicazione contribuiscono a tutelare sé stessi e le persone che incontrano. Se sono entrati in contatto con soggetti successivamente risultati positivi al tampone, verranno avvisati con una notifica dell’app. Ciò consentirà loro di rivolgersi tempestivamente al medico di medicina generale per ricevere le indicazioni sui passi da compiere.
Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo, dietro consenso del soggetto stesso gli operatori sanitari inseriscono un codice nel sistema. A questo punto il sistema invia la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.
La pandemia si sconfigge soprattutto con i comportamenti individuali, lavandosi le mani, mantenendo le distanze di sicurezza e indossando la mascherina. A queste buone prassi comportamentali si aggiunge adesso l’App Immuni: un aiuto tecnologico per tenere lontano il Covid-19 da noi e dalle persone che amiamo.
Fonte: salute.gov.it
Si avvicina il periodo estivo. Le vacanze saranno all’insegna della sicurezza e della prevenzione del rischio di contagio da Coronavirus.
In questo articolo ecco alcune delle “azioni” che alberghi, ristoratori e strutture ricettive stanno organizzando per rendere sicuro il soggiorno nelle loro aziende.
Precauzioni di sicurezza generali
La scelta della struttura più adatta alla nostra vacanza è racchiusa tutta in queste precauzioni di sicurezza generale!
Resta fondamentale il distanziamento sociale, poi il sole, il mare e il divertimento faranno il resto! Buona Vacanza!
Mascherine e DPI esenti IVA fino al 31 dicembre 2020. Il Decreto Rilancio ha previsto l’esenzione IVA delle #mascherine e dei dispositivi di protezione individuale al fine di contrastare il diffondersi del Covid-19.
In particolare, il Decreto Rilancio sancisce esenzione IVA per la vendita di mascherine e degli altri dispositivi medici e di protezione individuale, fino al 31 dicembre 2020.
Dal 1° gennaio 2021, le cessioni saranno soggette all’aliquota IVA del 5%
ELENCO PRODOTTI:
Per quel che riguarda le mascherine chirurgiche l’esenzione IVA si lega al prezzo unico di 50 centesimi.
Associazione “Farma e Benessere”
I test sierologici permettono di individuare la presenza di anticorpi al virus SARS CoV-2.
I tipi di test: qualitativi e quantitativi
Esistono tre tipologie di test sierologici: qualitativi, semi-quantitativi, quantitativi. La sostanziale differenza sta nella metodologia di analisi:
Anche la modalità cambia:
VIDEO TUTORIAL TEST COVID-19
Affidabilità dei test sierologici
Differente sembrerebbe anche il grado di affidabilità dei test
I test quantitativi, che hanno un elevato grado di affidabilità e accuratezza, utilizzano sistemi di rilevazione con chemiluminescenza (CLIA) oppure sistemi immunoenzimatici (ELISA).
A oggi sono diversi i test sierologici quantitativi che hanno ottenuto l’EUA (Emergency use authorization) dalla Food and Drug Administration americana e possono essere utilizzati in tutto il mondo”.
La misurazione degli anticorpi IgM e IgG
A prescindere dalla modalità di rilevazione, i test sierologici vanno a indagare la presenza degli anticorpi del virus SARS-CoV-2 nel sangue.
Esistono cinque tipologie di anticorpi prodotti dal sistema immunitario (IgM – IgG – IgA – IgD – IgE), ma nelle diverse fasi dell’infezione virale le più considerate sono:
IgM: prodotti nella fase iniziale, solitamente appaiono al 4°-6° giorno dalla comparsa dei sintomi della malattia e, dopo qualche settimana, scompaiono;
IgG: prodotti più tardi (9°-12° giorno), rimangono all’interno dell’organismo per periodo più lungo.
Sono gli anticorpi IgG a essere indicativi dell’immunità, la cui durata è ancora un tema dibattuto e poco chiaro.
Test sierologici e tampone a confronto
Un altro tema ampiamente discusso dalla comunità scientifica e politica riguarda l’utilità dei test sierologici e la necessità di affidarli a specifiche categorie professionali o fasce di popolazione, per una “Fase 2” più controllata e sicura.
Individuare gli anticorpi tramite test sierologici è molto utile a livello epidemiologico, ma non sappiamo la durata della protezione immunologica e non otteniamo un indice di contagiosità.
Se questi anticorpi rimarranno a lungo, cosa che non conosciamo, le persone che hanno già contratto l’infezione non dovrebbero fare il vaccino.
Ma non sappiamo nemmeno se con la stagione estiva il virus sparirà, come avvenuto per il SARS-CoV-1 diffusosi in Asia nel 2003 e scomparso nel mese di giugno 2004.
Il tampone naso faringeo
Non va però dimenticata la fondamentale importanza del tampone per la diagnosi della malattia:
Per diagnosticare l’infezione attiva l’unico strumento che abbiamo è il tampone naso-faringeo
La sierologia, infatti, non ci aiuta nella diagnostica, ma nella parte prognostica e a livello epidemiologico, per capire come si è mosso il virus e se rimarrà.
Per una diagnosi corretta vanno realizzati i tamponi, alla comparsa dei sintomi (positivo) e a conclusione della malattia, accertata con un doppio tampone negativo.
Solo dopo ha senso realizzare il test sierologico. Anche perché, non dimentichiamolo, ci sono casi di pazienti positivi al tampone anche dopo 50 giorni dagli esordi della malattia.
Associazione “Farma e Benessere”
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Il saturimetro da dito o pulsossimetro, è un piccolo dispositivo che permette di misurare rapidamente la saturazione dell’ossigeno nel sangue attraverso la tecnologia a infrarossi.

Un’apposita sonda (generatrice) focalizza due fasci di luce di diversa lunghezza d’onda sulla punta di un dito. I fasci di luce attraversano il dito e vengono poi raccolti da un rilevatore che riesce a fare la differenza tra i raggi emessi e quelli ricevuti, calcolando la saturazione di ossigeno nel sangue.
L’uso domestico del saturimetro è consigliato quando è importante tenere monitorata la saturazione di ossigeno nel sangue a intervalli regolari, per controllare lo stato di salute e riconoscere per tempo eventuali peggioramenti.
La misurazione dipende molto dalla adeguata circolazione del sangue nelle dita e quindi condizioni di cattiva circolazione (pressione bassa, freddo, movimenti, febbre con brividi, arteriopatie periferiche) o altre condizioni che possono alterare la lettura (come smalti, unghie gel, coloranti nel sangue) possono dare valori falsamente ridotti.
Riscontrando respiro affaticato e qualora i livelli della saturazione scendano sotto i limiti minimi, cosa fare?
Informare il medico di famiglia e chiamare il numero verde regionale oppure il numero di pubblica utilità del Ministero della salute: 1500.
Indicativamente, si tenga presente che sono considerati valori normali di ossigenazione dal 95% in su: sono cioè considerati valori fisiologici, indicativi del buon funzionamento dei polmoni.
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