Farmaco Alzheimer 2021

Fra le diverse notizie di queste settimane una di rilievo è sicuramente quella dell’immissione in commercio in America di un nuovo farmaco per il trattamento dell’Alzheimer.

E’ di pochi giorni la notizia che FDA, l’agenzia per il controllo dei farmaci americana, ha approvato il farmaco contro l’Alzheimer aducanumab dopo anni di fallimenti della ricerca in questo campo, e di sicuro aumenta le speranze di milioni di pazienti in tutto il mondo.

La terapia consiste in una iniezione al mese per via endovenosa che nella terapia contro l’Alzheimer contribuirebbe a rallentare il declino cognitivo dei pazienti che si trovano allo stadio iniziale della malattia.

Quello di una terapia per l’Alzheimer negli ultimi anni è apparso come il ‘sacro Graal’ della medicina.

Abbiamo fiducia che questo farmaco abbia una buona attività e prestoarrivi anche in Europa.

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@lbero.it

 

Che cos’è l’indice di salute prostatica PHI?

Diverse isoforme della porzione libera dell’antigene specifico della prostata (fPSA) sono state identificate come precursori del PSA (proPSA).

Tra queste isoforme quella più specifica per il carcinoma prostatico é la [-2]proPSA (p2PSA).

Il PHI combina matematicamente le concentrazioni sieriche di PSA, fPSA e p2PSA, ricavandone un indice che migliora significativamente la specificità clinica del PSA totale e la ratio percentuale del PSA libero.

Valori di PHI

Tale procedura si è dimostrata utile soprattutto in uomini di almeno 50 anni, aventi valore di PSA totale compreso tra 2 e 10 ng/ml, nei quali gli eventuali valori di PHI superiori all’intervallo di riferimento sono spesso risultati associati alla presenza di una malattia clinicamente significativa.

Un PHI basso indicherà un rischio potenzialmente basso di cancro alla prostata, mentre un valore più elevato potrebbe significare la necessità di una biopsia.

La specificità più elevata consente di inquadrare e gestire al meglio questi pazienti, riducendo sensibilmente il numero di biopsie non necessarie.

Anche i valori inferiori alla soglia devono comunque essere valutati dal medico, alla luce della storia clinica del paziente.

Dott.ssa Anna Longanella

Responsabile Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

Che cos’è l’asma bronchiale?

L’asma bronchiale è una patologia cronica infiammatoria delle vie aeree che causa ipersecrezione mucosa e successiva broncostruzione reversibile, determinando sintomi di varia gravità come dispnea (difficoltà nel respirare) a volte anche intensa, tosse secca, sibili espiratori, risvegli notturni con sensazione di fame d’aria.

L’asma è una patologia molto diffusa molto spesso caratterizzata da sintomi lievi e intermittenti, se non trattata in modo adeguato può, però, talvolta essere molto invalidante, impattando notevolmente con il normale svolgimento delle attività quotidiane e, in alcuni casi, molto severa tanto da portare la necessità di ricovero anche in terapia intensiva e in alcuni casi al decesso (1).

L’asma può essere classificata in due principali categorie:

tipo I asma estrinseco che rappresenta la condizione più diffusa e comprende tutte quelle forme di asma bronchiale allergico (pollini, muffe, acari della polvere, derivati epidermici di animali domestici) solitamente si sviluppa in giovane età;

tipo II asma intrinseco, molto meno diffusa e comprende tutte quelle condizioni scatenate da fattori non allergici (sforzo fisico, cambiamenti repentini della temperatura esterna, odori molto intensi e irritativi) le prime manifestazioni possono verificarsi anche in età adulta. (2)

Diagnosi

L’iter diagnostico non può fermarsi alla semplice anamnesi ma deve essere completata con degli specifici esami strumentali. Innanzitutto per porre diagnosi di asma bronchiale è necessario documentare un’ostruzione delle vie aeree di tipo reversibile mediante un esame spirometrico (test di broncoreversibilità).

Siccome le caratteristiche della patologia possono essere intermittenti molto spesso un soggetto asmatico in fase di stabilità può presentare una spirometria nella norma, in questo caso, se sussiste un forte sospetto di asma bronchiale, è indicato eseguire una spirometria con test di provocazione bronchiale che consiste nel far inalare ad un soggetto con spirometria normale dosi crescenti di una sostanza (metacolina) che, nel soggetto normale non causa alcuna modifica dei valori spirometrici, mentre nel soggetto asmatico elicita una broncoostruzione che reverte con somministrazione di broncodilatatore a breve durata d’azione.

Il percorso diagnostico devo poi essere completato con esami del sangue e prove allergiche per definire le eventuali cause responsabili del quadro clinico. (2)

Trattamento e terapia

Il trattamento dell’asma bronchiale è una terapia cosiddetta “tailored” cioè “cucita addosso” che ha come obiettivo il controllo dei sintomi; non esiste un’unica terapia per tutti ma ad ogni paziente va adattato l’adeguato schema terapeutico, pertanto, una volta posta diagnosi di asma bronchiale, per iniziare un corretto approccio terapeutico è indispensabile classificare il soggetto in base alla gravità dei sintomi.

Il capostipite della terapia è senza dubbio il corticosteroide inalatorio al quale può essere aggiunto o meno un broncodilatatore a lunga durata d’azione o nei casi più gravi anche corticosteroidi sistemici (compresse).

Una volta impostata la corretta terapia è indispensabile un adeguato follow-up del paziente per definire lo schema terapeutico più idoneo con un processo di “step up/step down” cioè se si rileva un peggioramento della sintomatologia si aumenta il dosaggio o si inseriscono altri farmaci mentre se i sintomi sono in miglioramento si riducono i dosaggi o si eliminano alcuni farmaci.

Nei casi più complicati anche con un corretto approccio terapeutico massimale non si assiste ad un miglioramento dei sintomi è questo il caso della cosiddetta asma grave che può essere trattata con particolari farmaci biologici specifici ottenendo in molti casi eccellenti risultati. (2,3)

In conclusione l’asma bronchiale è una patologia molto diffusa ad elevato impatto sociale che necessita innanzitutto di una corretta diagnosi ed un corretto inquadramento terapeutico e non meno importante una corretta impostazione di un percorso di follow-up per gestire al meglio i sintomi e le eventuali riacutizzazioni.

Bibliografia

  1. Sidney S. Braman The Global Burden of Asthma Chest 2006;130;4S-12S
  2. Global Initiative for Asthma. Global Strategy for Asthma Management and Prevention, 2019. www.ginasthma.org
  3. P.M. O’Byrne H.K. Reddel,  G. Eriksson, et al. Measuring asthma control: a comparison of three classification systems Eur Respir J 2010; 36: 269–276

Dott. Angelo Canora

Dirigente Medico Pneumologia e Fisiopatologia Respiratoria

AORN Cardarelli Napoli

Contatti:

tel. 333.2987555

e-mail: a.canora@hotmail.it

La broncopneumopatia cronica ostruttiva è un restringimento (occlusione od ostruzione) persistente delle vie aeree, dovuta a enfisema, bronchite cronica o entrambe le condizioni.

Il fumo delle sigarette è la causa più importante di broncopneumopatia cronica ostruttiva. La sintomatologia comprende tosse ed esita in dispnea (respiro affannoso).

broncopneumopatia cronica ostruttiva

La diagnosi si pone con radiografia toracica e test della funzionalità polmonare.

L’astensione dal fumo e l’assunzione di farmaci che mantengano aperte le vie aeree sono approcci terapeutici importanti.

In presenza di forme gravi, potrebbe essere necessario assumere altri farmaci, sottoporsi a ossigenoterapia o riabilitazione polmonare.

La BPCO determina un calo persistente nella velocità del flusso aereo dai polmoni in fase espiratoria, chiamata riduzione persistente della capacità di espirare. La BPCO comprende diagnosi di bronchite ostruttiva cronica ed enfisema. Molti pazienti presentano entrambe le affezioni.

La bronchite asmatica cronica è simile alla bronchite cronica. I pazienti presentano sibilo, una tosse produttiva di espettorato e ostruzione delle vie aeree parzialmente reversibile. Insorge prevalentemente nelle persone che fumano e soffrono di asma. In alcuni casi, la distinzione tra bronchite cronica ostruttiva e bronchite cronica asmatica non è chiara, quindi la patologia può essere definita come compresenza di asma e BPCO.

broncopneumopatia cronica ostruttiva
  • Cessazione del fumo
  • Attenuazione dei sintomi (ad esempio con farmaci)
  • Cure di supporto (ad esempio riabilitazione polmonare, una dieta nutriente)

L’abolizione del fumo rappresenta il trattamento più importante per la BPCO.

Rivolgiti sempre con fiducia al tuo medico curante o allo specialista prima di intraprendere una cura farmacologica!

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La fibromialgia, detta anche sindrome fibromialgica (abbreviazione FM), è una sindrome reumatica idiopatica e multifattoriale che causa un leggero aumento della tensione muscolare.

La fibromialgia è caratterizzata da dolore muscolare e ai tessuti fibrosi (tendini e legamenti) di tipo cronico – diffuso, fluttuante e migrante – associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità (come eccessiva percezione degli stimoli) e calo dei livelli di serotonina, con possibili disturbi d’ansia e depressivi in parte dei pazienti.

fibromialgia

La sua stessa diagnosi e le caratteristiche cliniche sono state a lungo controverse.

La fibromialgia è altresì descritta come forma generalizzata di reumatismo extra-articolare non infiammatorio, ad origine incerta.

Non si tratta di un disturbo psichico, anche se lo stress psicofisico e l’ansia possono incidere su di essa, e tuttora alcuni specialisti la vedono come un insieme disparato di sintomi spesso trattati come psicologici, o come gli effetti fisici del disturbo depressivo.

La malattia potrebbe essere riconducibile all’attività lavorativa svolta dal soggetto debilitato, ad una familiarità genetica, a reazioni allergiche o ad un coinvolgimento del sistema immunitario, che abbiano causato un tilt dei maggiori recettori neurologici. La reale eziologia è sconosciuta, ed è considerata perciò una sindrome reumatica non tipica.

Gli indici di infiammazione corporea risultano nella norma, ma la percezione del dolore, da parte dell’ammalato è moltiplicata.

La fibromialgia viene diagnosticata per esclusione di altre patologie (diagnosi differenziale) e successiva palpazione dei tender points.

Punti di dolore?

Prevalentemente interessati dal dolore sono: la colonna vertebrale, le spalle, il cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce.

Al dolore cronico, che si presenta spesso a intervalli, si associano diversi sintomi, soprattutto disturbi dell’umore e del sonno, nonché astenia, ovvero affaticamento cronico.8

Inoltre la non-risposta ai comuni antidolorifici, nonché il carattere “migrante” dei dolori, sono peculiari della fibromialgia.

Terapia

Le possibili cure sono oggetto di continui studi: sono raccomandati un sonno corretto, esercizi regolari e una dieta equilibrata. (Stile di vita sano)

Il paziente deve stare a riposo se è molto stanco o ha dolori acuti, ma la persona non deve mai essere immobilizzata, per non ampliare il sintomo di rigidità già presente; in seguito si dovrebbe esercitare un po’ di stretching con esercizi fisici continui ma non intensi.

La terapia farmacologica prevede l’utilizzo di FANS e miorilassanti ad azione centrale.

Diversi studi hanno poi dimostrato l’efficacia di alcune categorie di antidepressivi.

La melatonina, ormone collegato al sonno, può migliorare i sintomi, dall’insonnia al dolore.

Gli integratori di calcio, magnesio, vitamine (es. vitamina C, vitamina B12) ed oligominerali vengono utilizzati empiricamente, anche come forma di automedicazione.

Sebbene non sia una patologia degenerativa o fatale in sé, il dolore cronico e la rigidità della fibromialgia sono pervasivi e persistenti.

fibromialgia

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Nel corso della storia una visione più ampia della vita contemplava devozione e assistenza per i parenti anziani. Essi erano considerati depositari di saggezza e riferimenti per la famiglia. Assistenza sanitaria.

Non a caso il genitore più anziano era considerato il “capo famiglia”.

assistenza-sanitaria

Oggi i ritmi frenetici della vita rendono la gestione di questa parte dell’esistenza molto più tortuosa. L’aumento dell’età di vita media e l’aumento esponenziale della popolazione creano una domanda di servizi. Una richiesta alla quale la società non riesce a dar risposta esauriente. Prestare attenzione e cure a un anziano disabile, così come ad un ammalato, può così richiedere sforzi notevoli. Ma anche portare a gravi sconvolgimenti della vita personale e lavorativa. 

Spesso chi è chiamato alla gestione di un genitore anziano a sua volta ha una famiglia, un coniuge e dei figli, un lavoro. Insomma una vita tutta sua. E può essere difficile raggiungere un equilibrio facendo fronte a tutte le responsabilità familiari.

Patologie come la demenza senile possono causare nell’anziano gravi disabilità. Ma anche disturbi minori innescano forti perturbazioni in una situazione globale di profonda fragilità della persona.

Il legame di affetto familiare che lega alla persona malata spinge a dare tutto. A sacrificare ogni attimo della propria esistenza. Ma occorre agire con lucidità.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce alle persone non autosufficienti o in condizioni di fragilità, l’assistenza sanitaria a domicilio, attraverso l’erogazione delle prestazioni mediche, riabilitative, infermieristiche e di aiuto infermieristico necessarie e appropriate in base alle specifiche condizioni di salute della persona.

La richiesta di attivazione delle cure domiciliari può essere presentata da chiunque (paziente, familiare, caregiver, medico, ecc.) agli uffici competenti della Asl, in genere situati presso il Distretto.

Allo stesso modo, esistono aziende private che offrono un servizio efficiente ed efficace nel coprire i bisogni familiari con una particolare attenzione all’equilibrio psicologico dell’ammalato.

Cercare un aiuto esterno all’ambiente familiare può sembrare un’espressione di disinteresse per il malato.

Ma non fatevi suggestionare: queste paure sono prodotte dalla nostra mente nelle situazioni di profonda stanchezza. Fanno parte di circuiti istintivi di sopravvivenza. Possiamo ascoltarle, ma non è detto che ci debbano condizionare nelle decisioni.

Identificare una o più persone che possono alleggerirvi del carico che ogni giorno grava su di voi può regalarvi nuove energie e nuova consapevolezza. Questa è una buona notizia per tutti coloro che vivono accanto a voi, a loro volta stimolati a partecipare al circolo virtuoso innescato.

Assistenza sanitaria

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La durata della gravidanza viene calcolata in settimane, a partire dalla data dell’ultima mestruazione: per questo è importante conoscere con certezza questa data.

Si definisce gravidanza:

  • a termine quella il cui parto avviene tra le 37 e le 41 settimane;
  • pretermine (o parto prematuro) quella in cui il parto avviene prima delle 37 settimane;
  • protratta (oltre il termine) quando il parto avviene a 42 settimane o oltre.

Prima fase della gravidanza

Lo sviluppo del feto e dell’utero, la formazione della placenta, del liquido amniotico e delle membrane, il fatto che i tessuti trattengano una maggiore quantità di liquidi ed il deposito di una certa quantità di tessuto adiposo, comporta un costante e graduale aumento di peso che, nella norma, deve essere contenuto tra i 9 ed i 12 Kg.
Le mammelle aumentano di volume, le areole ed i capezzoli tendono a scurirsi e può iniziare una lieve secrezione liquida.

Verso la fine della gravidanza compare il “colostro”, un liquido che sarà prodotto fino a qualche giorno dopo il parto e che sarà il primo “alimento” del bambino, prima della montata lattea.
L’aumento di peso e di volume dell’utero provoca una serie di modificazioni nella distribuzione del peso e dell’equilibrio della gestante, che è indotta ad arcuare la parte inferiore della schiena. Questo può provocare dolori soprattutto in zona lombare e sacrale (lombosciatalgia). Evitare le calzature con il tacco alto.

Nella parte finale della gravidanza l’aumento del peso corporeo si farà sentire con un maggiore affaticamento e potranno comparire gonfiori alle caviglie. Il riposo è determinante per alleviare questi disturbi.
I movimenti del feto, già evidenziati dal 4°-5° mese, saranno più evidenti nell’ultimo trimestre.

Quando si avvicina il momento del parto

Nel periodo che precede il parto la donna accusa, più frequentemente di sera, dolori di lieve entità localizzati prevalentemente al basso addome e ai lombi, alcuni frequenti, altri radi, di durata di pochi secondi.
Questo periodo può durare parecchi giorni e, man mano che il tempo passa, aumentano le contrazioni dell’utero, che crescono di intensità (la donna si accorge che il ventre indurisce tutto con una sensazione dolorosa che dura pochi secondi).

Negli ultimi 15 giorni la donna avverte che il fondo dell’utero si abbassa, il respiro si fa più libero, riesce a digerire meglio; contemporaneamente avverte un maggior peso in basso, con un più frequente bisogno di urinare. E’ importante mantenere uno stato di tranquillità e serenità; è ancora il momento di partorire. Il parto, di norma, avviene dopo 40 settimane di gravidanza.

L’avvicinarsi del momento sarà dato da segni premonitori ben precisi:

  • la possibile fuoriuscita di perdite vaginali muco-gelatinose (tappo mucoso)
  • l’aumento della frequenza delle contrazioni uterine; diventano più ritmiche con intervalli che via via diminuiscono.

Le contrazioni possono accompagnarsi a sensazioni dolorose (dolori in basso o alla schiena).
Questi sono i sintomi del travaglio e a questo punto è opportuno che la donna si ricoveri per partorire. Durante il travaglio di parto l‘ostetrica si prende cura della mamma e del bambino, ascoltando regolarmente i suoi battiti cardiaci.
Le contrazioni diventano via via più frequenti e quando il collo dell’utero (canale del parto) è completamente aperto (pronto), la donna avverte il bisogno di spingere. Normalmente il bambino viene alla luce dopo 3-5 spinte valide.

Dopo la nascita il cordone ombelicale viene pinzato e tagliato. Dopo 10-15 minuti viene espulsa la placenta.

Non è vero che in gravidanza occorre mangiare per due

Un eccessivo aumento di peso può creare problemi sia durante la gestazione che al momento del parto.

Per questo è importante:

  • condurre un normale regime alimentare, impostato su una dieta semplice, varia, equilibrata, con pochi grassi (assunzione variata di carne, pesce, legumi, uova, verdure a foglia larga, frutta, cereali ecc.)
  • evitare cene troppo abbondanti, cibi troppo elaborati, fritti e grassi: una dieta troppo ricca di carboidrati (zuccheri, pane, pasta etc.) può favorire, in soggetti già predisposti, l’insorgenza del diabete
  • evitare completamente l’assunzione di bevande alcoliche.

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Con la riapertura di ristoranti, negozi, centri estetici e la possibilità di tornare a muoversi, fra le precauzioni per evitare la possibilità di nuovi picchi di contagio del virus Covid-19, abbiamo l’uso dei termoscanner all’ingresso di strutture o mezzi pubblici per misurare istantaneamente la temperatura corporea. Infatti la febbre risulta essere sintomo comune di questa patologia nella quasi totalità delle persone infette.

Rilevare la temperatura corporea velocemente ed accuratamente pertanto permette di riconoscere un eventuale contagio.

I termoscanner rilevano le radiazioni infrarosse emesse da persone e/o oggetti. Le radiazioni raccolte vengono convogliate, attraverso lenti ottiche, su un rilevatore IR (chiamato pirometro) e convertite in segnale elettrico che, successivamente, verrà inviato ad un processore di segnale che, dopo un’elaborazione dei valori, restituisce la temperatura rilevata.

Per effettuare la misurazione, gli addetti devono puntare il termometro a pistola verso il volto dell’individuo. Il dispositivo rileva la temperatura in pochi secondi e, qualora dovesse risultare superiore a 37.5 °C emette un segnali di allarme sonoro.

Per le Aziende

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14.03.2020”, al punto 2-MODALITÀ DI INGRESSO IN AZIENDA si legge: “ Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5° non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine, non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio Medico curante e seguire le sue indicazioni ”.

Associazione Farma e Benessere

SATURIMETRO DA DITO

Pulsossimetro con tecnologia ad infrarossi!

Il saturimetro da dito o pulsossimetro, è un piccolo dispositivo che permette di misurare rapidamente la saturazione dell’ossigeno nel sangue attraverso la tecnologia a infrarossi.

Un’apposita sonda (generatrice) focalizza due fasci di luce di diversa lunghezza d’onda sulla punta di un dito. I fasci di luce attraversano il dito e vengono poi raccolti da un rilevatore che riesce a fare la differenza tra i raggi emessi e quelli ricevuti, calcolando la saturazione di ossigeno nel sangue.

L’uso domestico del saturimetro è consigliato quando è importante tenere monitorata la saturazione di ossigeno nel sangue a intervalli regolari, per controllare lo stato di salute e riconoscere per tempo eventuali peggioramenti.

La misurazione dipende molto dalla adeguata circolazione del sangue nelle dita e quindi condizioni di cattiva circolazione (pressione bassa, freddo, movimenti, febbre con brividi, arteriopatie periferiche) o altre condizioni che possono alterare la lettura (come smalti, unghie gel, coloranti nel sangue) possono dare valori falsamente ridotti.

Riscontrando respiro affaticato e qualora i livelli della saturazione scendano sotto i limiti minimi, cosa fare?

Informare il medico di famiglia e chiamare il numero verde regionale oppure il numero di pubblica utilità del Ministero della salute: 1500.

Indicativamente, si tenga presente che sono considerati valori normali di ossigenazione dal 95% in su: sono cioè considerati valori fisiologici, indicativi del buon funzionamento dei polmoni.

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Associazione “Farma e Benessere”

REGOLAMENTO

Le mascherine saranno distribuite al personale sanitariomedici di basemedici specialisti e farmacisti, che ne sono sprovvisti, impegnati in prima linea sul territorio nel combattere l’infezione da Coronavirus COVID-19.

Saranno fornite previa richiesta scritta (Modulo precompilato) numero 2 Mascherine ffp2 senza filtro per operatore.

Le richieste prima di essere evase saranno valutate e validate attraverso un modulo di richiesta correttamente compilato ed inviato a reame.segreteria@gmail.com.

Successivamente alla richiesta all’operatore saranno comunicata data e luogo per il ritiro.

E’ facoltà dell’associazione annullare qualsiasi richiesta al raggiungimento del numero massimo delle stesse e/o per sopraggiunte altre motivazioni.

In questo momento difficile per la comunità il nostro compito è quello di essere vicini agli operatori sanitari che sono i primi a dover essere protetti durante lo svolgimento delle loro attività mediche.

Le Associazioni“Ringraziamo tutti i donatori per l’enorme sforzo economico messo in campo per l’acquisto di questi materiali di protezione. Siamo pronti a fare la nostra parte”

SCARICA IL MODULO:

MODULO PER OPERATORI SANITARI

MODULO PER ASSOCIAZIONI ED ENTI DEL TERRITORIO

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Coronavirus: gara di solidarietà a Cava de’ Tirreni con le associazioni del territorio!

Avviata una raccolta fondi per l’acquisto di materiali sanitari di protezione ind Coronavirus: gara di solidarietà a Cava de’ Tirreni con le associazioni del territorio! ividuale per gli operatori medici in lotta contro il coronavirus

L’associazione “Farma e Benessere” di Cava de’ Tirreni, l’associazione Operatori Sanitari Cava de’ Tirreni – Vietri S/M “Pasquale Lamberti”, AGIFAR SALERNO giovani Farmacisti, Legambiente Cava, Cooperativa sociale Cava Felix – impresa sociale, Exedra, Associazione AMA et AmA (Medici Artisti e Amici dell’Arte), Sei di Cava Se… e l’associazione Antico Borgo hanno lanciato una rapida raccolta fondi per l’acquisto di 200 DPI (mascherine) FFP2 da destinare con urgenza al personale medico ed infermieristico della città.

Tale raccolta fondi è necessaria per dotare il suddetto personale di questi dispositivi fondamentali durante l’emergenza Coronavirus, stante la scarsa disponibilità degli stessi.

Supporta attivamente la nostra campagna. Prima raggiungiamo l’obiettivo e prima possiamo dare una mano!

I dettagli della campagna sono disponibili al link:

https://www.gofundme.com/f/cava-de039-tirreni-covid19-mascherine-ai-sanitari?utm_source=customer&utm_medium=copy_link-tip&utm_campaign=p_cp+share-sheet

Dott. Marco Barone

Associazione “Farma e Benessere”