di Dott.ssa Valentina di Giovanni

L’infertilità è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come l’incapacità di raggiungere una gravidanza clinica dopo 12 mesi o più di rapporti liberi. Si stima che il problema interessi circa il 15-20% delle coppie nel mondo e che almeno il 20% delle gravidanze si interrompa dopo l’impianto. La sub-fertilità può essere attribuita alla donna, all’uomo o a entrambi.

Sia nell’infertilità femminile che in quella maschile i fattori predisponenti possono essere diversi, anatomici o patologici. tuttavia anche gli stili di vita influiscono sulla fertilità: in particolare fumo, alcol, droghe, attività fisiche ed alimentazione.

Numerosi studi sono stati condotti negli ultimi anni sul ruolo della dieta nell’infertilità sia maschile sia femminile. Il nostro obiettivo è di identificare i fattori dietetici che possono influenzare la fecondità umana e di proporre raccomandazioni dietologiche per le coppie che ricercano la gravidanza.

Molti studi in varie aree del mondo supportano l’evidenza che una dieta sana ed equilibrata si associa a un migliore benessere generale e a un minor tempo per raggiungere il concepimento.

Le coppie che cercano una gravidanza devono essere incoraggiate a seguire una “dieta per la fertilità” aumentando il consumo di cereali integrali, frutta, frutta secca, verdura, pesce, olio di oliva e riducendo il consumo di acidi grassi saturi e carne rossa. È inoltre consigliabile la supplementazione con antiossidanti, acido folico, vitamina B12 e zinco.

Presso il nostro studio è possibile intraprendere un percorso personalizzato dedicato. Contattaci per ulteriori informazioni o per prenotare un consulto.

Dott.ssa Valentina di Giovanni – Biologa Nutrizionista ed Embriologa

Dott.ssa Valentina di Giovanni

Il topinambur è il tubero della pianta Helianthus tuberosus L., noto anche come carciofo di Gerusalemme. Favorendo lo sviluppo di batteri utili svolge un’ azione probiotica e rafforza quindi l’attività immunostimolante.

Il topinambur, pur presentandosi come un tubero, è un alimento ipocalorico (circa 30 kcal per 100g di alimento fresco) poiché contiene per l’80% acqua oltre ad avere frutto-oligosaccaridi (unità di fruttosio terminanti con glucosio) come l’inulina (circa il 10% del peso fresco ma comunque in proporzione variabile a seconda del periodo), che conferiscono al topinambur un potere calorico inferiore rispetto a quello delle patate.

Proprio grazie al suo contenuto di glucidi, composti quasi esclusivamente dal polisaccaride inulina, è adatto, per via del minore carico glicemico prodotto rispetto ad altri tuberi, nei regimi ipocalorici degli obesi e dei diabetici. Inoltre, particolarmente importante è la presenza d’inulina nel determinare e favorire lo sviluppo dei bifidobatteri e quindi nel rafforzare l’attività immunostimolante e avere azione lassativa. A causa della particolare composizione nutritiva, il topinambur è apprezzato per diverse proprietà tra cui quella di ridurre i valori di colesterolo, regolarizzare l’attività intestinale, stabilizzare i valori del glucosio nel sangue (glicemia) e dell’acido urico.

Contattaci per un consulto nutrizionale personalizzato!

Il cavolfiore (Brassica oleracea L. var. botrytis) è una varietà di Brassica oleracea. È caratterizzato da un’infiorescenza, detta testa o palla, costituita da numerosi peduncoli fiorali, molto ingrossati e variamente costipati.

L’infiorescenza a corimbo, che può assumere una varia colorazione (bianca, paglierina, verde, violetta), costituisce la parte commestibile dell’ortaggio.

Sono una verdura tipica della stagione fredda. Grazie al limitato contenuto calorico e all’elevato potere saziante, i cavolfiori sono perfetti anche per chi segue una dieta dimagrante. 100 g di cavolfiore bollito contengono 40 kcal / 167 kj. Essendo ortaggi delicati, e dunque facilmente deperibili, è consigliabile consumarli freschissimi, anche per poter beneficiare pienamente delle loro proprietà.

Proprietà

I cavolfiori sono ricchi di minerali e vitamine, in particolare vitamina C. Sono, inoltre, alimenti antiossidanti e antinfiammatori. Contengono anche potassio, calcio, fosforo, ferro, acido folico, nonché principi attivi anticancro, antibatterici, antinfiammatori, antiossidanti, antiscorbuto. Sono depurativi, rimineralizzanti e favoriscono la rigenerazione dei tessuti.

Il cavolfiore è particolarmente indicato in caso di diabete perché le sue proprietà contribuiscono a controllare i livelli di zuccheri nel sangue. Secondo alcuni studi americani il cavolfiore aiuta a prevenire il cancro al colon e l’ulcera e cura l’anemia. Broccoli e cavolfiori, secondo recenti ricerche scientifiche, sarebbero efficaci nella prevenzione del cancro alla prostata.

Lo studio

Uno studio, condotto dal National Cancer Institute di Bethesda, nel Maryland, e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, ha evidenziato che chi segue un’alimentazione ricca di cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, broccoli e cavoli presenta il 49% di possibilità in meno di ammalarsi. Questo sarebbe dovuto alla presenza di antiossidanti (flavoni) e indoli, in grado di contrastare l’azione degenerativa dei radicali liberi.

Per evitare l’insorgere di intolleranze alimentari durante l’età adulta sarebbe opportuno incoraggiare il consumo di cavolfiore fin dall’infanzia.

In ogni caso, anche se non presentano particolari controindicazioni, tutti gli ortaggi appartenenti alla famiglia delle crocifere interferiscono sull’assorbimento dello iodio, e quindi ne è sconsigliato un consumo esagerato, soprattutto per chi soffre di problemi legati alla tiroide, poiché può provocare gonfiore e diarrea. Inoltre, i cavolfiori contengono sostanze aromatiche che ne sconsigliano il consumo in fase di allattamento, in quanto fanno assumere al latte un sapore troppo intenso.

Dott.ssa Valentina di Giovanni

Biologa Nutrizionista

Fonte: il vescovado

l limone (Citrus limon (L.) Osbeck) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rutaceae. Il nome comune limone si può riferire tanto alla pianta quanto al suo frutto.

Sebbene le origini del limone siano incerte, si pensa che i primi luoghi in cui sia cresciuto siano la Cina, dove veniva coltivato già prima della dinastia Song (960-1279 d.C.), la regione indiana dell’Assam e il nord della Birmania. Secondo alcuni studiosi, gli antichi romani conoscevano già i limoni.

In Europa la prima coltivazione di limoni è stata avviata in Sicilia, dopo il X secolo e più tardi a Genova (a metà del XV secolo). I limoni compaiono nelle Azzorre nello stesso periodo, nel 1493, ad opera Cristoforo Colombo, che li portò fino all’isola di Hispaniola.

In Costiera Amalfitana il limone è considerato un alimento IGP.

Il limone ha una proprietà particolare, la sua pianta fiorisce in continuazione. Si ha così la possibilità di vedere in una pianta di limoni fiori, frutti acerbi e maturi contemporaneamente.

Proprietà del limone

Il limone è un agrume dalle mille proprietà nutritive: ha poche calorie, circa 29 kcal per 100 grammi, e una quota insignificante di grassi. E’ costituito per la maggior parte da acqua, ed ha un basso indice glicemico. Il minerale più abbondante nel limone è il potassio mentre tra le vitamine sicuramente la vitamina C è quella presente in maggiori quantità. Ci sono anche sostanze ad azione antiossidante quali beta-carotene, criptoxantina, luteina e zeaxantina.

Altre sostanze che conferiscono al limone particolari proprietà sono l’acido citrico, il limonene e i pineni, questi ultimi due contenuti nell’olio essenziale di limone e nella buccia. Grazie alle sue numerose proprietà, viene largamente utilizzato a scopi terapeutici.

L’alto contenuto di vitamina C gli conferisce proprietà antiossidanti, prevenendo l’invecchiamento cellulare contrastando i danni ossidativi provocati dai radicali liberi. Questo effetto si esplica anche a livello cutaneo, svolgendo un’azione antiage, favorisce la digestione poiché stimola la produzione dei succhi gastrici responsabili del processo digestivo, depura l’organismo ed è in grado di favorire l’eliminazione di scorie e tossine accumulate nell’organismo. Inoltre contrasta la formazione dei calcoli mediante l’acido citrico.

È un antibatterico e abbassa i livelli di colesterolo. Uno studio effettuato su topi con colesterolo alto indotto dalla dieta, ha dimostrato come la somministrazione per 15 giorni di succo di limone liofilizzato abbia prodotto una riduzione dei livelli di colesterolo cattivo, e un aumento sul colesterolo buono.

La presenza di vitamina C, inoltre, contrasta l’ossidazione del colesterolo nelle arterie, evitando dunque l’instaurarsi della patologia dell’arteriosclerosi. Infine grazie al contenuto di vitamina C si ha un aumento delle difese immunitarie.

Negli ultimi anni si è appurata l’importanza del limone nel processo di tumorogenesi, e numerosi studi hanno dimostrato che il limone, ma più in particolare la buccia, ha un ruolo antitumorale.

Questo grazie ai flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e ai limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro), molecole con notevoli proprietà antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (Dna) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia. Si è scoperto, inoltre, che la pectina degli agrumi contenuta sia nella polpa che nella scorza, è in grado di inibire la diffusione del cancro alla prostata, mammella e alla pelle. Il limone contiene 22 composti anti-cancro, tra cui limonene, pectina, glicosidi cardiaci, flavonoidi che interrompono la divisione cellulare nelle cellule tumorali.

Uno studio pubblicato sul Current Cancer Drug Targets, afferma che i flavonoidi del limone hanno il potere di rallentare il processo di duplicazione delle cellule tumorali grazie ad una efficace azione antiproliferativa. È necessario, dunque, introdurre l’uso di limone in un corretto stile alimentare.

Dott.ssa Valentina di Giovanni – Biologa Nutrizionista

Fonte: Il Vescovado

A tavola con lo chef

Seguire un determinato regime alimentare può sembrare alle volte complicato, difficile e soprattutto poco piacevole. In questa rubrica il mio obiettivo è aiutarvi a scoprire che una dieta non deve per forza essere qualcosa di brutto o spiacevole, anzi, può diventare l’opportunità di assaporare il vero senso della vita.

Dott.ssa Valentina di Giovanni

Ricciola in crosta di scarola alla napoletana con consommé di crostacei

Ingredienti per porzione:

Trancio di ricciola da circa 180 gr.;
50 gr. scarole, olive taggiasche, pinoli, acciughe di menaica, capperi di pantelleria.

Ingredienti per il consommé:

Teste di crostacei, sedano, carote, cipolla e pomodoro

Procedura:

Prepariamo il consommé

Rosolare sedano, carote e cipolla con un filo d’olio; aggiungere le teste dei crostacei e far rosolare per 5 minuti. aggiungere del ghiaccio (per uno shock termico in modo che i crostacei rilasceranno il loro sapore). aggiungere il pomodoro e dopo il bollore lasciar cuocere per 20 minuti. filtrare il tutto e far ridurre fino a consistenza desiderata. Consommé pronto.   

Prepariamo la crosta

Lessare la scarola e raffreddarla in acqua ghiacciata, strizzarla e tritarla. Condire con olive taggiasche, capperi di pantelleria, alici di menaica, pinoli e aggiungere un pizzico di sale; e la base della nostra crosta è pronta.

Procedura per la ricciola

Chiedere alla pescheria di fiducia un bel trancio di ricciola locale che sia già pulito da spina e squame. rosolare sul lato della pelle; ricoprire il lato della ricciola ancora cruda con la crosta precedentemente preparata. cuocere in forno per  12 minuti a 180 gradi.

Impiattamento

Chiedere alla pescheria di fiducia un bel trancio di ricciola locale che sia già pulito da spina e squame. rosolare sul lato della pelle; ricoprire il lato della ricciola ancora cruda con la crosta precedentemente preparata. cuocere in forno per  12 minuti a 180 gradi.

Chef Agostino LucibelloCasa Rispoli

La zucca è il simbolo di Halloween, una festa che soltanto da qualche anno sta prendendo piede in Italia, ma che nei paesi anglosassoni è ben consolidata e vede protagonista proprio quest’ortaggio, utilizzato per la realizzazione della Jack-o’-lantern, che catturerebbe gli spiriti maligni.

Importata in Europa dai coloni spagnoli dall’America, col suo allegro color arancione e il suo sapore dolce e vellutato, è la regina degli ortaggi d’autunno.

Appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae e arrivò in Europa nel XVI secolo, per poi diffondersi in Italia, soprattutto nel settentrione, e diventare l’ingrediente principale di tante ricette tradizionali.

Calorie della Zucca

È un ortaggio davvero poco calorico. Infatti, 100 grammi di zucca gialla apportano soltanto 18 calorie. Tra le diverse sostanze nutrienti della zucca ci sono moltissime vitamine, dalla A alla B alla C. In particolare, come forse vi lascerà immaginare il suo colore arancione, possiede moltissimo betacarotene, il precursore della Vitamina A, un antiossidante davvero potentissimo, che limita la formazione di radicali liberi e aiuta anche nella prevenzione contro i tumori. Oltre ad un alto quantitativo di vitamine, possiede anche un altissimo numero di fibre che migliorano il transito intestinale, riequilibrando la flora.

La zucca è ricca di Omega-3, che aiuta a ridurre il colesterolo del sangue, abbassando la pressione sanguigna e migliorando la circolazione, evitando quindi l’insorgere di ictus, infarti e altre malattie cardiovascolari; è un valido aiuto contro la ritenzione idrica grazie al suo altissimo quantitativo di acqua. Favorisce infatti la diuresi e aiuta l’organismo a liberarsi dalle tossine e a sgonfiarsi. Allo stesso tempo, migliora la salute delle vie urinarie ed elimina i parassiti intestinali, contro i quali rappresenta una vera e propria medicina naturale!

Da provare in caso di semplici cistiti.

Ansia e Stress

La zucca aiuta anche a liberarsi dall’ansia e dallo stress. Questo perché contiene magnesio, un rilassante muscolare naturale che apporta benefici psico-fisici immediati. Contiene inoltre triptofano, sostanza che aiuta nella produzione della serotonina, utile contro l’insonnia e la depressione.

La zucca è consigliata in particolare se si soffre di disturbi del sonno oppure di squilibri ormonali, come quelli che possono colpire le donne in menopausa. Il consumo del succo di zucca, e della stessa polpa di zucca, è inoltre indicato da parte della medicina naturale in caso di scompensi ormonali durante l’adolescenza e la menopausa.

Infine, possiede proprietà antidiabetiche e antipertensive, come rileva uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università del Massachusetts e pubblicato sul “Journal of Medicinal Food”. I ricercatori hanno osservato che tra i nativi americani il diabete di tipo 2, l’ipertensione e l’obesità mostrano un’alta incidenza, ed è opinione comune che ciò sia dovuto al brusco cambiamento di dieta avvenuto in queste popolazioni.

Da una dieta tradizionale a basso contenuto di zuccheri, i nativi americani sono passati a una ipercalorica, basata su cereali raffinati, bevande dolcificate, grassi saturi e idrogenati e simili. Per gli studiosi si è trattato di stabilire se un ritorno alla dieta tradizionale, a base soprattutto di mais, fagioli e zucca, fosse stato in grado di aiutare la comunità degli indiani a combattere queste malattie.

La risposta è stata positiva: dagli studi condotti è risultato che, tra questi tre alimenti, il più efficace nel controllo del metabolismo degli zuccheri, e quindi nel mantenere regolari i livelli di glicemia nel sangue e nel favorire un riequilibrio del peso corporeo, è di gran lunga la zucca, che diventa l’ortaggio più indicato nella prevenzione e nella cura del diabete, ma anche del sovrappeso e dell’ipertensione.

Un’altra ricerca sulle virtù antidiabetiche della zucca è stata pubblicata sulla rivista “Chemistry and Industry”. Questo secondo studio arriva alla conclusione che la zucca, grazie alla sua proprietà di riparare le cellule pancreatiche danneggiate dal diabete, potrebbe in futuro essere utilmente impiegata, in forma di estratto, come un efficace sostituto dell’insulina.

Dott.ssa Valentina di Giovanni

Fonte: www.ilvescovado.it

Che stile di vita è raccomandato durante una pandemia?

Frequentemente i miei pazienti mi fanno questa domanda, pertanto, ho deciso di realizzare questo articolo per essere ancora più vicina a loro in questo periodo di “semi-isolamento” domiciliare.

E’ importante partire dal cibo. Cosa mangiare?

Ecco un decalogo che ho realizzato:

  1. Mangiare cibi proteici, come pesce, carne, uova, latte, legumi;
  2. Mangiare tutti i giorni frutta e verdure fresche di stagione;
  3. Non bere meno di 1,5 litri di acqua al giorno;
  4. Seguire una dieta varia e bilanciata;
  5. Assicurarsi un adeguato apporto nutrizionale;
  6. In caso di patologie o malnutrizione assumere integratori adeguati alle necessità;
  7. Non digiunare;
  8. Riposare regolarmente;
  9. Fare esercizi almeno un’ora al giorno!;
  10. Alla dieta aggiungere integratori immunostimolanti.

Prima di cominciare una dieta è fondamentale seguire il parere di un esperto ed affidarsi al nutrizionista di fiducia.

Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi!

Dott.ssa Valentina di Giovanni – Biologa nutrizionista

Dott.ssa Valentina di Giovanni – Biologa Nutrizionista

L’uva è il frutto della vite (Vitis vinifera), ha la forma di un grappolo ed è ricca di proprietà nutritive.

E’ un frutto molto presente sulle nostre tavole e ne esistono numerose varietà che ne permettono la loro classificazione in base alle sostanze coloranti presenti nella buccia (uva bianca o nera). Inoltre, varia da quella da tavola a quella per il vino fino a quella per l’essicazione.

Grazie alla sua capacità di adattamento, la vite si è ampiamente diffusa in molti paesi del mondo, in particolare nei luoghi a clima temperato.

In Italia le due regioni in cui c’è la maggiore produzione di uva da tavola sono Puglia (65%) e Sicilia (25%).

Caratteristiche del frutto

Tale frutto presenta numerose caratteristiche organolettiche: è dolce, rinfrescante, gradevole al palato e ricco di nutrienti. Presenta acini succosi che sono ricchi di nutrienti utili all’organismo. Ogni acino racchiude 3 o 4 vinaccioli, ovvero i semi dell’uva, anch’essi utili al benessere fisico.

Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi d’uva fresca apportano all’incirca 61 Kcal. Tale frutto è costituito da acqua, carboidrati – soprattutto fruttosio e glucosio, fibre, proteine e grassi. Essendo ricca di zuccheri, il consumo d’uva è sconsigliato ai diabetici.

L’uva è ricca in sali minerali, in particolare potassio; presenti, seppur in quantità meno importanti, anche manganese, rame, fosforo e ferro, così come le vitamine C, la B1, la B2, e A.

Tale frutto esplica le sue funzioni fitoterapiche soprattutto nelle manifestazioni cliniche e funzionali del sistema venoso (emorroidi, fragilità capillare ed insufficienza venosa degli arti inferiori), nel trattamento della flebite e come rimedio naturale alle emorragie (per le proprietà astringenti) e ai disturbi legati alla menopausa (specie in sinergia con altre droghe vasculotrope).

Un componente dell’uva molto importante è il resveratrolo, ossia un fenolo non flavonoide contenuto nella buccia dell’uva con importanti proprietà benefiche sull’organismo (azione antinfiammatoria, antibatterica e antifungina, azione diuretica e antiossidante).

I pigmenti responsabili dei colori differenti delle bucce d’uva si formano durante l’invaiatura, il processo che porta alla maturazione, e sono costituiti da sostanze antiossidanti come acidi fenolici, antociani, flavonoli.

IL RESVERATROLO

Il resveratrolo è una sostanza utile nella prevenzione dalle malattie cardiovascolari, poiché migliora la fluidità del sangue, diminuendo il rischio di eventuale aggregazione piastrinica. Inoltre, il resveratrolo dell’uva esercita proprietà antinfiammatorie ed ipocolesterolemizzanti.

I polifenoli contribuiscono a mantenere elastica la pelle, contrastando la degradazione di collagene ed elastina; favoriscono l’inibizione dell’ossidazione delle LDL. I sali minerali contenuti nell’uva sono utili per la formazione dell’emoglobina, per stimolare la secrezione della bile, per favorire la digestione e fungono da diuretico (potassio) e rimineralizzante.
I semi d’uva combattono i radicali liberi e rallentano l’invecchiamento cellulare, sia se consumati sia applicati sotto forma di olio. Proteggono dall’inquinamento e da sostanze nocive come il fumo di sigaretta. Hanno proprietà relative all’abbassamento del colesterolo “cattivo”, depurano il sangue e migliorano la circolazione. Sono utili per prevenire e lenire le infiammazioni articolari e per rinforzare i denti.

Alcuni studi ne attestano proprietà anti-cancerogene, come lo studio di Enea, Cnr e Università Federico II di Napoli (Unina), pubblicato sulla rivista internazionale “Journal of Functional Foods”, ha dimostrato che alcune molecole contenute negli acini di Aglianico e Falanghina sono capaci di bloccare la crescita di cellule del tumore denominato mesotelioma maligno, una forma rara e aggressiva di cancro che colpisce il rivestimento di gran parte degli organi interni e tali molecole contenute nei semi dell’uva potrebbero essere in grado di aumentare l’efficacia delle terapie farmacologiche standard, come la chemioterapia, utilizzate per il trattamento di questo tumore.**

**Anti-cancer activity of grape seed semi-polar extracts in human mesothelioma cell lines

Dott.ssa Valentina di Giovanni