La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla che si trova nella parte anteriore del nostro collo, tra laringe e trachea.

Seppur di piccole dimensioni, la tiroide ha un ruolo fondamentale nel nostro organismo perché gli ormoni che produce, chiamati ormoni tiroidei, sono necessari per numerose funzioni di crescita e di sviluppo, come ad esempio la regolazione del metabolismo, della temperatura corporea e della forza muscolare.

Una sua alterazione ha conseguenze negative e significative sulla qualità della vita.

Le cause dell’alterazione della tiroide possono essere numerose ma le più frequenti, oltre a quelle genetiche, sono l’ipertiroidismo e l’ipotiroidismo, le allergie, le malattie metaboliche, la prolungata esposizione a radiazioni.

Per proteggere la salute di questa preziosa ghiandola è fondamentale seguire, oltre alle indicazioni mediche e farmacologiche del caso, una sana ed equilibrata alimentazione.

L’eccesso di ormoni tiroidei è responsabile dell’ipertiroidismo. La produzione insufficiente di ormoni tiroidei è responsabile dell’ipotiroidismo.

È importante, in presenza dei sintomi che possono essere ricondotti a uno dei due disturbi citati, rivolgersi al proprio medico e ad un endocrinologo; con un semplice esame del sangue è possibile valutare la funzionalità tiroidea e con una diagnosi precoce è possibile impostare la terapia adeguata.

Lo iodio ha un ruolo importante nel funzionamento della tiroide, infatti l’introito di questo minerale va limitato nell’ipertiroidismo e invece incrementato nell’ipotiroidismo.

Per ridurre il consumo di iodio occorre utilizzare sale non marino o senza iodio come quello dell’Himalaya e mangiare con moderazione tutti gli alimenti, descritti di seguito, che ne contengono grandi quantità. Lo iodio è fondamentale in tutte le fasi della vita, l’insufficienza di iodio ha effetti negativi perché il minerale è essenziale per la produzione degli ormoni tiroidei, i quali svolgono un ruolo determinante nelle fasi dell’accrescimento e dello sviluppo.

L’alimentazione equilibrata fornisce una quantità di iodio sufficiente per raggiungere il fabbisogno perché il minerale è presente anche nella carne, nelle uova, nel latte e nei derivati, come il Grana Padano DOP e in quantità minori anche nella frutta e nella verdura.

I disturbi della tiroide richiedono una particolare attenzione alla dieta, ma anche nel caso occorra incrementare o diminuire lo iodio, occorre considerare gli altri alimenti indispensabili per la salute in quanto portatori di macro e micronutrienti come carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali.

Integratori dimagranti e anticellulite: attenzione all’etichetta

Alcuni farmaci, integratori o prodotti di erboristeria utilizzati a fini dimagranti, in particolare come trattamento anti-cellulite , possono interferire con la funzionalità tiroidea anche in maniera grave per chi soffre di ipertiroidismo o intolleranza allo iodio.

Ufficio Stampa

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I pidocchi sono parassiti minuscoli di colore bianco-grigiastro che colpiscono principalmente i bambini in età scolare. Come eliminare i pidocchi!

Con l’inizio della scuola, torna anche una delle più grandi paure dei genitori: il pidocchio. Molesti e quasi invisibili, i pidocchi amano i luoghi in cui possono nutrirsi e moltiplicarsi, la loro proliferazione non dipende né dall’ambiente né dall’igiene e può colpire bambini e adulti.

Ecco allora alcuni consigli per prevenire ed eliminare i pidocchi.

I pidocchi sono parassiti minuscoli di colore bianco-grigiastro che colpiscono principalmente i bambini in età scolare, soprattutto nella fascia di età che va dai 3 agli 11 anni e di conseguenza anche le loro famiglie; si nutrono pungendo la parte del corpo colpita (cuoio capelluto, corpo o pube), dove depositano un liquido che causa intenso prurito.

Caratteristica fondamentale dei pidocchi è quella di vivere quasi esclusivamente sul corpo umano, poiché non possono vivere a lungo lontani dall’ospite: gli animali domestici, ad esempio, non rappresentano una fonte di trasmissione per l’uomo, così come i pidocchi umani non vengono trasmessi agli animali.

L’infestazione è più frequente nelle scuole, nelle colonie, negli oratori, nelle palestre e, più in generale, in tutti quei luoghi in cui vi sono molte occasioni di contatto.

Togliere i pidocchi è un’impresa lunga e ci sarà bisogno di serenità, pazienza e collaborazione. Bisogna, infatti, usare un pettine a denti stretti per rimuovere i pidocchi o lendini rimaste attaccate ai capelli.

Si deve seguire un trattamento preciso: in commercio esistono creme o lozioni che combattono la pediculosi e uccidono il pidocchio immediatamente e quindi è importante poi eliminare i pidocchi dai capelli usando un pettine.

E’ meglio farsi consigliare dal proprio pediatra su quale sia il prodotto farmaceutico più adatto.

In farmacia ci sono molti i prodotti che si possono acquistare per eliminare i pidocchi. Ma è possibile utilizzare anche dei rimedi naturali. Rivolgiti sempre con fiducia al tuo medico curante o allo specialista prima di intraprendere una cura farmacologica!

Ufficio Stampa

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La fibromialgia, detta anche sindrome fibromialgica (abbreviazione FM), è una sindrome reumatica idiopatica e multifattoriale che causa un leggero aumento della tensione muscolare.

La fibromialgia è caratterizzata da dolore muscolare e ai tessuti fibrosi (tendini e legamenti) di tipo cronico – diffuso, fluttuante e migrante – associato a rigidità, astenia (calo di forza con affaticabilità), insonnia o disturbi del sonno, alterazioni della sensibilità (come eccessiva percezione degli stimoli) e calo dei livelli di serotonina, con possibili disturbi d’ansia e depressivi in parte dei pazienti.

fibromialgia

La sua stessa diagnosi e le caratteristiche cliniche sono state a lungo controverse.

La fibromialgia è altresì descritta come forma generalizzata di reumatismo extra-articolare non infiammatorio, ad origine incerta.

Non si tratta di un disturbo psichico, anche se lo stress psicofisico e l’ansia possono incidere su di essa, e tuttora alcuni specialisti la vedono come un insieme disparato di sintomi spesso trattati come psicologici, o come gli effetti fisici del disturbo depressivo.

La malattia potrebbe essere riconducibile all’attività lavorativa svolta dal soggetto debilitato, ad una familiarità genetica, a reazioni allergiche o ad un coinvolgimento del sistema immunitario, che abbiano causato un tilt dei maggiori recettori neurologici. La reale eziologia è sconosciuta, ed è considerata perciò una sindrome reumatica non tipica.

Gli indici di infiammazione corporea risultano nella norma, ma la percezione del dolore, da parte dell’ammalato è moltiplicata.

La fibromialgia viene diagnosticata per esclusione di altre patologie (diagnosi differenziale) e successiva palpazione dei tender points.

Punti di dolore?

Prevalentemente interessati dal dolore sono: la colonna vertebrale, le spalle, il cingolo pelvico, braccia, polsi, cosce.

Al dolore cronico, che si presenta spesso a intervalli, si associano diversi sintomi, soprattutto disturbi dell’umore e del sonno, nonché astenia, ovvero affaticamento cronico.8

Inoltre la non-risposta ai comuni antidolorifici, nonché il carattere “migrante” dei dolori, sono peculiari della fibromialgia.

Terapia

Le possibili cure sono oggetto di continui studi: sono raccomandati un sonno corretto, esercizi regolari e una dieta equilibrata. (Stile di vita sano)

Il paziente deve stare a riposo se è molto stanco o ha dolori acuti, ma la persona non deve mai essere immobilizzata, per non ampliare il sintomo di rigidità già presente; in seguito si dovrebbe esercitare un po’ di stretching con esercizi fisici continui ma non intensi.

La terapia farmacologica prevede l’utilizzo di FANS e miorilassanti ad azione centrale.

Diversi studi hanno poi dimostrato l’efficacia di alcune categorie di antidepressivi.

La melatonina, ormone collegato al sonno, può migliorare i sintomi, dall’insonnia al dolore.

Gli integratori di calcio, magnesio, vitamine (es. vitamina C, vitamina B12) ed oligominerali vengono utilizzati empiricamente, anche come forma di automedicazione.

Sebbene non sia una patologia degenerativa o fatale in sé, il dolore cronico e la rigidità della fibromialgia sono pervasivi e persistenti.

fibromialgia

Rivolgiti sempre con fiducia al tuo medico curante o allo specialista prima di intraprendere una cura farmacologica!

Ufficio Stampa

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Centro Commerciale Cavese – Cava de’ Tirreni

Il benessere è “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”.

Questa due giorni, dunque, mira ad esaminare e promuovere il benessere tramite un percorso strutturato che possa consentire alla cittadinanza di avere una maggiore consapevolezza del proprio se e del proprio vivere.

Il progetto fieristico-scientifico “Benessere In” nasce da un lavoro di concerto tra l’Associazione di volontariato “Farma e Benessere” presieduta dal Dott. Marco Barone e la Re.Ame. segreteria organizzativa. Tale progetto è una summa di molteplici incontri pubblici, volti a rendere nota e fruibile la prevenzione. “Benessere In” in questa edizione, avrà una location d’eccezione: il Centro Commerciale Cavese, gestito in maniera ineccepibile dal Dott. Antonio Mancusi.

Durante “Benessere In…CCC” saranno proposti cooking-party, degustazioni e soprattutto sarà possibile acquistare e visionare prodotti sia edibili che estetici. Sarà inoltre possibile effettuare consulenze e visite mediche gratuite per grandi e piccoli grazie alla collaborazione di alcuni esperti di diverse branche della medicina.

Due, le serate previste durante l’Evento. Il 14 settembre alle ore 18.30 verrà presentato lo spot “Farma e Benessere” e saranno aperte le iscrizioni per la II edizione del Corso “Informarsi per prevenire”.

Il 15 settembre alle ore 18.30 si terrà la serata danzante “Liscio al Centro Commerciale” a cura dell’Associazione “Amici della terza età antico borgo” di Cava de’ Tirreni.

Contatti:

Re.Ame. Srls
Tel. 380.7489458
Fax 089.463438
reame.segreteria@gmail.com

Re.Ame. s.r.l.s.
P. iva 05268200655 Via Nazionale 163 Nocera Superiore (Sa) 84015

“I probiotici sono batteri amici che vivono e lavorano nel nostro tratto gastro-intestinale e costituiscono la nostra prima linea di difesa da malattie e disturbi”

La prima intuizione la ebbe, alla fine dell’Ottocento, lo scienziato ucraino Ilya Metchnikoff (premio Nobel nel 1908 per i suoi studi sull’immunità antinfettiva) che puntò la sua attenzione sul latte fermentato, chiedendosi se non fosse in questi ultimi il segreto della longevità dei pastori caucasici, grandi consumatori di questa bevanda, battezzata yoghurt.

L’ipotesi era che i latti fermentati apportassero microrganismi in grado di ridurre i batteri cattivi “putrefattivi”.

Dall’intuizione di Metchnikoff è nata una lunga serie di studi per giungere fino ai giorni nostri e al concetto moderno di resistenza alla colonizzazione e dell’utilità di somministrare microrganismi in grado di incrementare le capacità del nostro organismo di resistere all’intrusione di germi patogeni. Ci sono numerose prove a supporto di questa teoria.

Nel trattamento delle diarree infettive (che sono la maggioranza), un sostegno può sicuramente essere offerto dai probiotici attraverso l’assunzione di batteri vivi capaci d’interagire favorevolmente con la microflora intestinale.

Da recenti studi risulta che, nei bambini, i probiotici sono in grado di ridurre del 66% diarrea ed effetti collaterali a carico dell’intestino dovuti agli antibiotici.

Anche negli adulti i probiotici, se assunti contemporaneamente alla eritromicina e ad altri farmaci antibiotici, sono in grado di mitigarne gli effetti indesiderati.

Risultati positivi anche per quel che riguarda le allergie alimentari ed è nota l’importanza della microflora intestinale per lo sviluppo del sistema immunitario nel neonato.

L’assunzione dei probiotici offre un valido aiuto anche a chi è intollerante al lattosio (quindi incapace di spezzare questo zucchero nei due frammenti che lo compongono: glucosio e galattosio) che così può inserire nel suo regime alimentare i prodotti derivati dal latte e garantirsi le loro proprietà nutritive.

Altri studi hanno dimostrato l’utilità dei probiotici nel prevenire le manifestazioni cutanee dell’eczema allergico e nel ridurre i disturbi legati all’acne giovanile, nel prevenire le infezioni ricorrenti delle vie genito-urinarie (cistiti, infiammazioni genitali).

Per concludere, una recente ricerca ha dimostrato che nei soggetti che hanno consumato per tre settimane latte fermentato con particolari ceppi di Lattobacilli acidofili e di Bifidobatteri, i globuli bianchi del sangue si sono mostrati più aggerriti nei confronti dell Escherichia coli e si è registrato l’aumento di certi anticorpi (IgA, cioè immunoglobuline) diretti specificamente contro la Salmonella typhi.

Ma quali fattori possono turbare l’armonia dei batteri intestinali?

Ve ne sono molti: lo stress, l’uso dei farmaci che contrastano l’acidità gastrica, la menopausa a causa delle modificazioni ormonali, l’avanzare dell’età, l’uso degli antibiotici, un regime dietetico squilibrato, l’eccessivo consumo di alcool.

In tutti questi casi è particolarmente utile l’assunzione di probiotici per ripristinare l’equilibrio della flora intestinale.

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Associazione Volontari “Farma e Benessere”

scrivici: farmaebenessere@libero.it

Parole Chiave: Salute, Benessere, Volontariato, Medicina, Medico, Farma

Il volontariato costituisce “un modo di essere della persona nell’ambito dei rapporti sociali o, detto altrimenti, un paradigma dell’azione sociale riferibile a singoli individui o ad associazioni di più individui”.

Il Volontariato rappresenta “un modello fondamentale dell’azione positiva e responsabile dell’ individuo, che effettua spontaneamente e gratuitamente prestazioni personali a favore d’altri individui ovvero d’interessi collettivi degni di tutela da parte della comunità”.

hhttps://www.facebook.com/IlFarmacistaRispondeDott.MarcoBarone


Questa la definizione di volontariato data dal C. cost., n. 75/1992; questa, come altre leggi (v. Legge- quadro sul volontariato 11.8.1991, n. 266) e testi sull’argomento, possono definire cosa sia il volontariato, spiegare quali strutture sono considerate non profit e quali no, dare tutte le informazioni necessarie, ma nessuna legge e nessun testo possono dire realmente quale sia il senso del volontariato, cosa spinga tante persone a dedicarsi ogni giorno agli altri. 

Forse, per seguire uno dei più bei comandamenti di Gesù: “amerai il prossimo tuo come te stesso” o, ancora, “tutto ciò che farete anche solo al più piccolo dei miei fratelli, lo avrete fatto a me”?
Dire questo, però, non basta o addirittura è errato, perché molte sono le associazioni di volontariato laiche e molti sono i volontari non cattolici cristiani che prendono la via del volontariato per realizzare se stessi con l’aiutare i meno fortunati.

Centinaia di migliaia di persone, tutti i giorni, dedicano alcune ore del proprio tempo ad attività volontarie che hanno al loro centro la presa in carica di situazioni difficili, la cura di beni di interesse generale, il sostegno a persone in stato di sofferenza, di fatica, di solitudine.

Il volontariato, nella sua nuda essenza e nella sua solida sostanza, è forse questo? 
 
Ma di cosa si tratta veramente?
 
Il volontariato è il farsi carico di qualcosa che nessun altro cura con lo stesso spirito disinteressato, con la stessa forte ma gratuita motivazione.
A un tale nucleo vitale e irriducibile dell’esperienza di volontariato si collegano, in genere, rami ulteriori: altre esperienze associative, organizzazioni no profit o imprese a vocazione sociale, servizi pubblici, istituzioni, enti, che col volontariato collaborano.
Ma è quel nucleo vitale a fare la differenza: lì si realizza il senso e si custodisce la natura dell’azione volontaria. 

Perché si diventa volontari?

Per amore del prossimo. Per amore del mondo o forse anche per amore di sé, per uscire dall’isolamento e potersi confrontare con l’altro, il diverso alla ricerca di una comunicazione feconda per entrambi.
Le ragioni possono essere molteplici, forse una per ogni persona impegnata nel settore.
Per ragioni politiche, per insofferenza verso i vuoti lasciati dalla comunità sociale, dalle istituzioni, e, quotidianamente, dal proprio ambito familiare.
Tra i criteri comunemente utilizzati nel definire l’azione volontaria, occupa un posto di rilievo quello della gratuità, intesa in senso negativo come assenza di retribuzione per le prestazioni del volontariato ed in senso positivo come atteggiamento etico che privilegia il fine solidaristico ed altruista rispetto a quello utilitarista.
I volontari devono continuamente chiedersi perché fanno certe cose, perché dedicano tanto tempo all’impegno gratuito, in fondo devono chiedersi chi glielo fa fare? 
 
Infatti la vera differenza insita nell’azione volontaria è la spinta motivazionale, è il Perché. 

Le persone arrivano all’impegno volontario per tante strade ed in tanti modi diversi, ognuno ha le sue ragioni che vanno valutate e non nascoste: molti giovani si avvicinano con la speranza di un lavoro (chi può giudicare di fronte ad un problema così drammatico e diffuso?), altri per la ricerca di amici, altri di senso per la propria vita; le persone anziane hanno e portano tanti e vari motivi per arrivare a fare volontariato. Ogni persona deve essere accolta per ciò che è, ma può essere aiutata a crescere nell’impegno.
 
Ognuno ha i suoi tempi, le sue modalità, il suo livello di consapevolezza: l’importante è condividerlo e confrontarlo con quello degli altri, dalle persone vicine, a coloro che in altri contesti hanno fatto le stesse scelte.

Certamente, quali che siano le motivazioni, il volontariato diventa essenziale nella società odierna in cui il sistema del welfare è insufficiente.
Voler assicurare il benessere solo con le leggi è una assurda pretesa, perché le istituzioni, per quanto vicine ai bisogni, non possono certo soddisfarli tutti.
Al di là della legge e di quanto essa possa offrire, è necessaria una presenza continua, un conforto, una amicizia che possa rassicurare .
Dalla riflessione sulla realtà di disgregazione ed abbandono causata dalla crisi del welfare state, si delinea sempre più nitido il progetto di servizio alla società, per risanarla e colmarne le carenze.
  

Associazione Volontari “Farma e Benessere”

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