Vaccinarsi in Farmacia

Il cittadino può registrarsi autonomamente attraverso la piattaforma regionale.

Recarsi in farmacia con la propria tessera sanitaria ed un documento d’identità.

Il farmacista vaccinatore somministrerà il vaccino contestualmente o fisserà un appuntamento per l’inoculazione in base ad un proprio calendario di vaccinazioni ed alla disponibilità del cittadino stesso.

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Partito il corso per Farmacista vaccinatore dell’Istituto Superiore di Sanità.

A seguito dell’accordo fra Federfarma, Ordine dei Farmacisti e governo Draghi nasce la figura del farmacista vaccinatore.

Come diventare farmacista vaccinatore

Scopri all’interno del video che abbiamo realizzato i requisiti per l’accesso ai corsi di aggiornamento e come accedere all’attestato di farmacista vaccinatore.

Per ulteriori approfondimenti visita il sito dell’Istituto Superiore di Sanità e di educazione continua in medicina.

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In questo video tutorial vi mostriamo come è possibile inserire in maniera semplice la prenotazione per la vaccinazione per il Covid-19

Ecco il link:

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di Dott.ssa Anna Longanella

Quali sono le differenze fra i vaccini Pfizer-BioNTech, Moderna ed Astrazeneca. Scopriamolo in questo articolo!

Il vaccino metterà fine alla pandemia? Molto probabile. Per questo bisogna avere fiducia. Prima dei risultati preliminari la speranza, e la previsione, della comunità scientifica internazionale era di un vaccino anti-Covid che offrisse almeno il 50% di protezione. Queste aspettative sono state, fortunatamente e inaspettatamente, disattese: i vaccini non solo ci sono, ma sono più di uno e sembrano molto potenti, in grado di garantire una copertura ben superiore al 50%.

Sviluppo dei vaccini

Ad oggi i vaccini più promettenti, quelli che stanno per arrivare sul mercato e quelli già in utilizzo e per cui i Paesi hanno già firmato accordi, sono tre: quello di Pfizer-BioNTech, quello di Moderna e quello di AstraZeneca-Oxford-Pomezia.

Tipologia e conservazione

Sia il vaccino di Moderna che quello di Pfizer sono vaccini ad mRNA, cioè utilizzano lo stesso approccio di iniezione di parte del codice genetico del virus nel corpo dei pazienti per provocare una risposta immunitaria efficace. Nel dettaglio l’mRNA iniettato con il vaccino, codifica per la proteina spike del virus, contro cui l’organismo sviluppa la risposta immunitaria.

Il vaccino AstraZeneca invece non è un vaccino ad mRNA, ma un vaccino a vettore virale. Nel dettaglio, si tratta di un vaccino a vettore virale che utilizza una versione modificata dell’adenovirus dello scimpanzé, attenuato e non più in grado di replicarsi. L’adenovirus è utilizzato come vettore per fornire le istruzioni per sintetizzare la proteina spike di SARS-CoV-2.

Modalità di conservazione

Questo dato potrebbe cambiare tutto, perché mentre i vaccini ad mRNA richiedono accortezze particolari per il trasporto e la conservazione, il vaccino di AstraZeneca potrebbe essere distribuito e conservato come un qualsiasi altro vaccino oggi in commercio. Sarebbe dunque il vaccino più semplice da conservare.

Moderna invece si conserva stabile ad una temperatura di -20°C per un massimo di 6 mesi e può essere conservato in un frigorifero standard fino a 1 mese. Pfizer necessita invece di una conservazione glaciale, tra i -80 e i -70 °C, anche se può essere conservato in frigorifero per 5 giorni.

Dati ed efficacia

I dati preliminari riguardo all’efficacia che abbiamo visto finora sono molto simili: 95% di protezione per il vaccino Pfizer-BioNTech e 94,5% per quello di Moderna.

Il vaccino AstraZeneca invece è efficace in media al 70%, ma raggiunge il 90% quando somministrato con una mezza dose in prima battuta e con un richiamo a dose completa.

Produzione

Per quanto riguarda la produzione, AstraZenaca punta alla produzione di circa 500 milioni di dosi da destinare alla commercializzazione in Europa e nel Regno Unito. Moderna intende addirittura rendere disponibili 3 miliardi di dosi entro l’estate del 2021.

Pfizer invece stima una produzione iniziale di 200 milioni di dosi, destinate all’Unione europea.

Parte di queste dosi sono già disponibili ormai da giorni anche in Italia che ha iniziato in ogni Regione la somministrazione dei vaccini Pfizer-BioNTech.

In Italia ad oggi sono state superate le 70mila somministrazioni: Italia prima in Ue.

Nel dettaglio dalla metà del mese di Gennaio 2021 arriveranno in Italia, anche le prime dosi di Moderna ed il governo sta valutando di iniziare la vaccinazione delle persone over 80.

Il Piano Vaccinale infatti prevede prima la vaccinazione del personale sanitario e militare e successivamente nella seconda fase quello della popolazione generale.

Tenendo conto degli accordi stretti con le diverse aziende, all’Italia dovrebbe arrivare il 13,6% di tutti i vaccini acquistati dall‘ Unione Europea.

Dott.ssa Anna Longanella

Amministratore Rete di Laboratori – Diagnostica Clinica

Dott.ssa Anna Longanella

Percorso per l’immunità! Vaccinazione Covid-19

In questi ultimi giorni abbiamo sentito notizie di come alcuni dei primi vaccinati contro il Covid-19, con il vaccino Pfizer/BioNtech, siano stati comunque contagiati dal virus, proprio a pochi giorni dalla vaccinazione.

La domanda nei cittadini è sorta spontanea.

Il vaccino è realmente efficace? Dobbiamo preoccuparci?

Per rispondere a queste domande la stessa azienda produttrice del vaccino ha preparato un grafico del processo di vaccinazione e del percorso attraverso il quale raggiungere dopo 28 giorni l’immunità!

Processo di vaccinazione ed immunizzazione vaccino covid-19

Le cosiddette tappe che portano all’immunità: una prima iniezione, il richiamo dopo 21 giorni e altri 7 giorni di attesa. Questo il “percorso” per l’immunità. Le vaccinazioni sono cominciate (nel nostro paese il 27 dicembre scorso) e la Pfizer ha voluto fare chiarezza sulle tempistiche per la tanto desiderata immunità al Covid 19.

L’azienda ha divulgato un grafico che spiega benissimo quelle che sono le tempistiche per essere effettivamente immuni. Passati 12 giorni dal momento della prima somministrazione si inizia a costituire l’immunità al Covid, dopo altri 9 giorni (quindi in totale 21 giorni dopo la prima dose) è necessario somministrare una seconda dose; ma solamente passati altre 7 giorni si raggiunge la piena immunità. 

Dott.ssa Anna Longanella

Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

Dott.ssa Anna Longanella

Nei giorni scorsi l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha pubblicato una serie di FAQ, domande e risposte, con le quali spiegare in modo semplice e chiaro come funziona il vaccino a mRNA anti Covid-19 prodotto dalla Pfizer.

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni.

Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARSCoV-2, il virus responsabile di COVID-19.
Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

I virus SARS-CoV-2 infettano le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre.

Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule.

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) che contengono le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike.

Nel vaccino le molecole di mRNA sono inserite in una microscopica vescicola lipidica che permette l’ingresso del mRNA nelle cellule. Una volta iniettato, l’mRNA viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike.
Le proteine prodotte stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike e ne impediscono l’ingresso nelle cellule.
La vaccinazione, inoltre, attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni a SARS-CoV-2
Il vaccino, quindi, non introduce nelle cellule di chi si vaccina il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Se, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare nuovamente in contatto con il SARSCoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo.

L’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione

Il vaccino ha seguito tutti i protocolli e gli studi clinici di sicurezza ed efficacia. Non è stata saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino.

Le reazioni avverse osservate più frequentemente (più di 1 persona su 10) nello studio sul vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) sono stati in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni dalla vaccinazione.

Per ogni altro approfondimento e per conoscere nel dettaglio le FAQ messe a disposizione dall’AIFA:

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1279946/FAQ-Vaccinazione_anti_COVID-19_con_vaccino_Pfizer.pdf

Dott.ssa Anna Longanella

di Dott.ssa Anna Longanella

Piano Vaccinazione anti Covid-19

Il Ministero della Salute nei giorni scorsi ha presentato il piano di vaccinazione anti Covid-19.

L’Italia ha seguito sin dalle prime battute le fasi che hanno portato alla messa a punto di vaccini, al fine di ridurre l’impatto della pandemia.

Nonostante la situazione di emergenza abbia spinto ad accelerare i tempi di realizzazione di vaccini dei quali si è già avviata una produzione su scala industriale, la distribuzione non avrà luogo prima che Agenzie regolatorie (per l’Europa l’EMA) abbiano garantito la sicurezza e l’efficacia del prodotto e concesso l’autorizzazione alla immissione in commercio (AIC)

Il piano del Governo e del Comitato Tecnico Scientifico è quello di somministrare gratuitamente il vaccino anti-Covid a tutti coloro che si trovano sul territorio italiano, inclusi i migranti, anche se al momento non è prevista l’obbligatorietà.

Inoltre, il vaccino verrà somministrato anche a chi ha già avuto il Covid, ma dovrà aspettare alcuni mesi prima di potersi sottoporre alla cura cioè chi è guarito riceverà il vaccino per ultimo.

Il Sistema Sanitario Nazionale si farà carico di tutti i costi relativi al vaccino, dall’acquisto alla somministrazione. L’Italia ha opzionato oltre 202 milioni di dosi di vaccino, più che sufficienti per vaccinare tutta la popolazione e conservare dosi di scorta.

Se le aziende rispetteranno le date di consegna stabilite, a settembre 2021 la Campagna vaccini entrerà nel clou: entro il terzo trimestre del prossimo anno, infatti, dovrebbero esserci dosi sufficienti per 60 milioni di cittadini.

Dal punto di vista logistico, è confermato il ruolo chiave dell’hub di Pratica di Mare, dadove partiranno le dosi di vaccino destinate ai 1500 punti di somministrazione individuati da CTS e dal Governo.

La vaccinazione verrà effettuata presso presidi ospedalieri o peri-ospedalieri e prevede l’impiego di unità mobili destinate alle persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione.

Il personale delle unità vaccinali sarà costituito da medici, infermieri assistenti sanitari, OSS e personale amministrativo di supporto.

Saranno somministrate 202 milioni di dosi disponibili dal primo trimestre 2021 e le prime somministrazioni potrebbero iniziare già dal 29 gennaio.

Il vaccino Pfizer, in fase più avanzata, arriverà tra il 23 e il 26 gennaio; l’autorizzazione dovrebbe arrivare dall’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) a fine dicembre 2020 e a seguire anche quella per le atre due case farmaceutiche da cui acquisterà fiale l’Italia, Moderna e Astra Zeneca-Oxford-Irbm

Target

Le prime dosi saranno destinate:

  1. Operatori sanitari e sociosanitari;
  2. Residenti e personale del presidi residenziali per anziani;
  3. Persone di età avanzata.

Saranno gli ultra 80enni i primi ad essere vaccinati poi la fascia 60/70 anni e successivamente le altre categorie, come i lavoratori per attività essenziali, compresi coloro che operano all’interno della scuola.

Al momento non è imposto nessun obbligo di vaccinazione, e le dosi verranno distribuite su base volontaria, convincendo il più possibile la popolazione con una vasta campagna informativa e di sensibilizzazione per arrivare ad una immunità di gregge che comprende un minimo di 40 milioni di italiani.

Verrà progettato anche un sistema informativo cioè un data base delle vaccinazioni, per monitorare l’evoluzione della pandemia in conseguenza alle somministrazioni delle dosi.

Dott.ssa Anna Longanella

Amministratore Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

La pertosse colpisce a tutte le età. Oggi abbiamo un arma in più per combattere questa patologia!

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-19 (PNPV), attualmente in vigore, ha introdotto diverse novità tra cui il richiamo difterite-tetano-pertosse (dtp) per adulti e anziani da eseguire ogni dieci anni GRATUITAMENTE (1). Più precisamente, la novità consiste nell’aggiunta della componente pertosse al vaccino difterite-tetano (dT) precedentemente raccomandato. Tale decisione è verosimilmente da riferire all’evoluzione negativa dell’epidemiologia della pertosse in Italia.

È noto infatti che la pertosse colpisce tutte le fasce di età (Figura 1), determinando quadri clinici molto impegnativi nel bambino sotto l’anno di vita che richiedono il ricovero ospedaliero spesso anche nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (2). I dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità evidenziano come la circolazione di Bordetella pertussis sia in aumento non solo nei neonati e adolescenti (2) ma anche nell’adulto e nell’anziano (3). Infatti, comparando due sieroteche collezionate rispettivamente nel 1996-97 e nel 2012-13, è emerso che sopratutto nei soggetti di età > 60 anni sono significativamente aumentati (38.8% vs 18.6 %; P<0.0001) coloro che hanno incontrato B. pertussis negli anni immediatamente precedenti allo studio (3).

I ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità concludono che la pertosse costituisce ad oggi un problema emergente in Italia rispetto al passato e che è pertanto necessario eseguire i richiami vaccinali non solo negli adolescenti ma anche negli adulti e anziani, sia per conseguire la protezione individuale sia per ridurre la circolazione del germe e dunque il rischio di pertosse nei neonati (3) considerando l’elevata contagiosità con un R0 12-17.

Senza considerare che la pertosse colpisce l’apparato respiratorio già fortemente messo alla prova dalla CoViD-19 con un sintomo comune che è la tosse. Di fatti per la  stagione antinfluenzale 2020/2021 sia la Regione Campania (4) che la Società Italiana di Medici di Medicina Generale (5) si sono attivati al fine di produrre indicazioni chiave che facilitino la co-somministrazione di altre vaccinazioni, compresa la dtp, essenziali in questo momento per evitare sovraffollamento dei pronto soccorso da altre malattie infettive e sia per favorire diagnosi differenziale a partire dai soggetti più suscettibili.

Chi effettua questa vaccinazione?

Al momento i Centri vaccinali della ASL (6) ma ci auguriamo che in futuro, come accade già in Toscana, possa diventare un servizio svolto dal Medico di Medicina Generale per creare la continuità assistenziale necessaria ai pazienti più fragili.

 

Bibliografia

1. Ministero della Salute. Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017 – 2019. GU n.65 del 18.3.2017 Suppl. Ordinario n. 15

2. Gonfiantini MV et al, Euro Surveill. 2014 Oct 9;19(40):20921

3. Palazzo R et al, J Med Microbiol. 2016 Apr 13

4. Regione Campania prot. N.2020.0364644 del 31/07/2020

5. https://www.simg.it/flowchart-decisionale-vaccinare-ladulto-ai-tempi-del-covid-19-porgi-laltra-spalla/

6. http://www.aslsalerno.it/vaccinazioni