Rivolgiti in sicurezza e con fiducia ad uno dei nostri laboratori per effettuare il prelievo!

di Anna Longanella

L’intolleranza al lattosio è dovuta alla mancanza di un enzima, la lattasi, prodotto da cellule del nostro intestino. In questo caso si parla di deficienza primaria, cioè definitiva, incurabile, ed ereditaria.

Possono esserci però particolari infezioni o infiammazioni intestinali in cui vengono transitoriamente danneggiate le cellule produttrici di lattasi, provocando così una intolleranza transitoria, certamente non ereditaria.

Con un semplice prelievo di sangue è possibile ricercare geneticamente la eventuale presenza di intolleranza al lattosio, ottenendo così una diagnosi certa e definitiva.

Dott.ssa Anna Longanella

Amministratore Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

La nefrolitiasi, o calcolosi renale, è caratterizzata dalla formazione di calcoli urinari.

Calcolosi renale

In Lithocenter® usiamo test diagnostici altamente specializzati grazie ai quali la nostra equipe può determinare l’eventuale difetto metabolico che causa la formazione dei calcoli.

LITHOTEST

Contenuto della confezione

La confezione contiene:

  • 1 provetta (etichetta blu)
  • 1 provetta (etichetta gialla)
  • 1 provetta (etichetta verde)
  • 2 recipienti per la raccolta dell’urina (contenitore A e contenitore B)
  • 1 bicchierino graduato
  • 1 sacchetto per la conservazione del campione
  • 1 scatola per la rispedizione del campione
  • istruzioni e modulo di anamnesi

Modalità operativa

Fase 1 – Raccolta

Il giorno della raccolta scartare la prima minzione mattutina. Prendere nota dell’orario (ad esempio per ore 8).

Da questo momento in poi, nelle 24 ore successive, raccogliere ogni minzione nel bicchiere graduato. La raccolta terminerà alla stessa ora del giorno seguente.

Ad ogni minzione dividere l’urina, metà nella tanica A (etichetta blu) e metà nella tanica B (etichetta gialla).

Attenzione! Non lavare o svuotare le taniche prima del loro utilizzo in quanto contengono i reagenti necessari alle analisi!

Tra una minzione e l’altra conservare le taniche in un luogo asciutto!

Fase 2 – Provette

Passate le 24 ore e quindi terminata la raccolta, scuotere le taniche al fine di miscelare i liquidi. Compilare la scheda anamnestica allegata alla confezione indicando la quantità di urina rilevata dalla lettura delle due taniche A e B. (quantità espressa in ml)

Indicare sulle provette corrispondenti alle taniche la quantità di urina dei contenitori.

Riempire le provette (fino a 40ml) utilizzando il tappo di apertura posto al lato della tanica.

  • tanica gialla ——-> provetta gialla
  • tanica azzurra ——> provetta azzurra

Fase 3 – Terza provetta per la raccolta nelle due ore

Dopo aver raccolto l’urina delle 24 ore, rimanere digiuno per almeno 2 ore e poi raccogliere la minzione successiva nella provetta con etichetta verde.

Fase 4 – Chiusura dei campioni e spedizione

Chiudere le tre provette ed inserirle nella busta ermetica.

Attenzione, all’interno della busta è contenuta una “fascia tampone” per assorbire eventuali fuoriuscite durante il trasporto.

Chiudere la busta ed inserirla nella sagoma A di polistirolo. Inserire le provette.

Una volta creata la scatola di polistirolo inserire questa ultima nella scatola di rispedizione del campione.

Attenzione. Non dimenticate di inserire la documentazione ricevuta!

Attenzione. Non rimuovere dalla scatola di spedizione la lettera di vettura!

Fase 5 – Ritiro della spedizione

Per concordare il ritiro della spedizione chiamare il numero verde 800090121 dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 17:30.

In attesa del corriere conservare la confezione in un luogo fresco ed asciutto.

Visita il sito www.lithocenter.it

di Anna Longanella

Una delle domande più frequenti degli ultimi giorni è quella di chiedere se chi si è vaccinato contro il Covid-19, dopo la prima dose, possa risultare positivo all’infezione nei giorni successivi alla iniezione.

Premessa

Abbiamo più volte spiegato durante gli articoli e le interviste che i vaccini ad mRNA prodotti di Pfizer e Moderna non possono causare la malattia in quanto hanno un meccanismo d’azione tale da non far entrare i vaccinati in contatto diretto con il virus ma solo con il materiale genetico che codifica per la proteina spike!

Detto questo siamo certi che i vaccini non possono causare il covid-19.

Dunque qual’è la possibilità che un vaccinato dopo solo la prima dose prenda il virus?

Questa probabilità è la stessa di qualunque altra persona che non ha fatto la prima dose del vaccino, proprio perché per ottenere l’immunità abbiamo bisogno di completare tutto il ciclo vaccinale ossia la prima e la seconda dose e tale operazione richiede circa un mese!

Pertanto è capitato che alcuni dei vaccinati con la prima dose non avendo ancora l’immunità sono risultati positivi al Covid-19.

Chi ha avuto il Covid deve fare il vaccino?

Questo dubbio è largamente diffuso e immediatamente fugato dagli esperti secondo cui, infatti, il vaccino spetterebbe a tutti, indistintamente: da iniettare sia a chi è stato positivo e a chi invece no. Naturalmente secondo il calendario deciso dal governo, quindi con precedenze e priorità alle categorie più a rischio e ai soggetti più fragili, operatori sanitari e ospiti delle Rsa in testa.

Ad oggi, in ogni caso, si sta studiando anche l’effetto che questo vaccino possa avere su persone che hanno sviluppato precedentemente la patologia in modo sintomatico, in quanto in alcuni di questi soggetti la risposta anticorpale potrebbe essere violenta e creare momentanei effetti collaterali.

In ogni caso si sta procedendo con cautela allo studio di tutti i fattori legati alle vaccinazioni con sicurezza ed efficacia.

Dott.ssa Anna Longanella

Amministratore Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

Che cos’è l’indice di salute prostatica PHI?

Diverse isoforme della porzione libera dell’antigene specifico della prostata (fPSA) sono state identificate come precursori del PSA (proPSA).

Tra queste isoforme quella più specifica per il carcinoma prostatico é la [-2]proPSA (p2PSA).

Il PHI combina matematicamente le concentrazioni sieriche di PSA, fPSA e p2PSA, ricavandone un indice che migliora significativamente la specificità clinica del PSA totale e la ratio percentuale del PSA libero.

Valori di PHI

Tale procedura si è dimostrata utile soprattutto in uomini di almeno 50 anni, aventi valore di PSA totale compreso tra 2 e 10 ng/ml, nei quali gli eventuali valori di PHI superiori all’intervallo di riferimento sono spesso risultati associati alla presenza di una malattia clinicamente significativa.

Un PHI basso indicherà un rischio potenzialmente basso di cancro alla prostata, mentre un valore più elevato potrebbe significare la necessità di una biopsia.

La specificità più elevata consente di inquadrare e gestire al meglio questi pazienti, riducendo sensibilmente il numero di biopsie non necessarie.

Anche i valori inferiori alla soglia devono comunque essere valutati dal medico, alla luce della storia clinica del paziente.

Dott.ssa Anna Longanella

Responsabile Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

L’analisi di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 viene condotta al fine di valutare la predisposizione genetica del paziente allo sviluppo dei tumori alla mammella ed all’ovaio.

Il test di suscettibilità genetica è molto utile anche in donne che hanno già sviluppato un tumore al seno, in quanto, se portatrici di mutazioni BRCA, sono ad alto rischio di sviluppare un nuovo tumore alla mammella o all’ovaio.

BRCA1 e BRCA2 sono geni onco-soppressori localizzati rispettivamente sul cromosoma 17 e sul cromosoma 13, che codificano per due proteine, denominate proteine di suscettibilità al cancro della mammella tipo 1 o 2 (dall’inglese Breast Cancer Type 1/2 susceptibility protein), che intervengono nel controllo del ciclo cellulare.

Mutazioni geniche

Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 predispongono all’insorgenza di neoplasie mammarie, sia maschili che femminili, ed ovariche (oltre a, seppure in misura minore, neoplasie del pancreas, del colon e di altri organi, compresa la prostata).

Le persone che possiedono mutazioni ereditarie a livello dei geni BRCA o BRCA2 rischiano di sviluppare un tumore alla mammella nell’87% dei casi, contro una probabilità del 10% nei non portatori di mutazioni.

Il rischio di tumore ovarico, in caso di ricorrenza di mutazioni di uno dei due geni in questione, è, invece, compreso tra il 44 e il 60%, rispetto all’1% di probabilità dei non portatori.

Esame di laboratorio

Offriamo la possibilità di uno screening sulle tre principali mutazioni dei geni BRCA: la mutazione 185delAG e la mutazione 5382insC sul gene BRCA-1, e la mutazione 6174delT sul gene BRCA-2.

Analisi Cliniche Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 Cava De Tirreni (SA)

Tel: 089 464403
Fax: 089 441590
Email: lab.minerva@libero.it

I calcoli renali sono il prodotto della precipitazione di sostanze poco solubili in ambiente urinario, ad esempio sali minerali (come il calcio) oppure composti organici (come l’acido urico) che a causa di specifici fattori di rischio aumentano e si aggregano nei reni.

La comunità scientifica ritiene che i calcoli si formino a causa di tre processi fisiopatologici che possono essere presenti in vario grado, intensità e combinazione.

Come prevenire la formazione dei calcoli renali!

Visita il sito www.lithocenter.it per approfondire la tua ricerca sulla calcolosi renale!

di Dott.ssa Anna Longanella

Piano Vaccinazione anti Covid-19

Il Ministero della Salute nei giorni scorsi ha presentato il piano di vaccinazione anti Covid-19.

L’Italia ha seguito sin dalle prime battute le fasi che hanno portato alla messa a punto di vaccini, al fine di ridurre l’impatto della pandemia.

Nonostante la situazione di emergenza abbia spinto ad accelerare i tempi di realizzazione di vaccini dei quali si è già avviata una produzione su scala industriale, la distribuzione non avrà luogo prima che Agenzie regolatorie (per l’Europa l’EMA) abbiano garantito la sicurezza e l’efficacia del prodotto e concesso l’autorizzazione alla immissione in commercio (AIC)

Il piano del Governo e del Comitato Tecnico Scientifico è quello di somministrare gratuitamente il vaccino anti-Covid a tutti coloro che si trovano sul territorio italiano, inclusi i migranti, anche se al momento non è prevista l’obbligatorietà.

Inoltre, il vaccino verrà somministrato anche a chi ha già avuto il Covid, ma dovrà aspettare alcuni mesi prima di potersi sottoporre alla cura cioè chi è guarito riceverà il vaccino per ultimo.

Il Sistema Sanitario Nazionale si farà carico di tutti i costi relativi al vaccino, dall’acquisto alla somministrazione. L’Italia ha opzionato oltre 202 milioni di dosi di vaccino, più che sufficienti per vaccinare tutta la popolazione e conservare dosi di scorta.

Se le aziende rispetteranno le date di consegna stabilite, a settembre 2021 la Campagna vaccini entrerà nel clou: entro il terzo trimestre del prossimo anno, infatti, dovrebbero esserci dosi sufficienti per 60 milioni di cittadini.

Dal punto di vista logistico, è confermato il ruolo chiave dell’hub di Pratica di Mare, dadove partiranno le dosi di vaccino destinate ai 1500 punti di somministrazione individuati da CTS e dal Governo.

La vaccinazione verrà effettuata presso presidi ospedalieri o peri-ospedalieri e prevede l’impiego di unità mobili destinate alle persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione.

Il personale delle unità vaccinali sarà costituito da medici, infermieri assistenti sanitari, OSS e personale amministrativo di supporto.

Saranno somministrate 202 milioni di dosi disponibili dal primo trimestre 2021 e le prime somministrazioni potrebbero iniziare già dal 29 gennaio.

Il vaccino Pfizer, in fase più avanzata, arriverà tra il 23 e il 26 gennaio; l’autorizzazione dovrebbe arrivare dall’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) a fine dicembre 2020 e a seguire anche quella per le atre due case farmaceutiche da cui acquisterà fiale l’Italia, Moderna e Astra Zeneca-Oxford-Irbm

Target

Le prime dosi saranno destinate:

  1. Operatori sanitari e sociosanitari;
  2. Residenti e personale del presidi residenziali per anziani;
  3. Persone di età avanzata.

Saranno gli ultra 80enni i primi ad essere vaccinati poi la fascia 60/70 anni e successivamente le altre categorie, come i lavoratori per attività essenziali, compresi coloro che operano all’interno della scuola.

Al momento non è imposto nessun obbligo di vaccinazione, e le dosi verranno distribuite su base volontaria, convincendo il più possibile la popolazione con una vasta campagna informativa e di sensibilizzazione per arrivare ad una immunità di gregge che comprende un minimo di 40 milioni di italiani.

Verrà progettato anche un sistema informativo cioè un data base delle vaccinazioni, per monitorare l’evoluzione della pandemia in conseguenza alle somministrazioni delle dosi.

Dott.ssa Anna Longanella

Amministratore Rete di Laboratori Diagnostica Clinica

Diagnostica Clinica è l’aggregazione di 4 laboratori analisi: Minerva di Cava de’ Tirreni, Diagnostica di Castel San Giorgio, D’Onofrio di Bellizzi e Nobile di Salerno, uniti per garantire un servizio diagnostico efficiente e completo.

Attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e personale qualificato, la rete Diagnostica fa fronte alle richieste sempre più esigenti di medici e pazienti, per arrivare ad una diagnosi precoce e tempestiva delle patologie più o meno gravi.

Accreditamento con il SSN

La Diagnostica clinica esegue tutte le tipologie di  indagini di laboratorio, grazie all’accreditamento con il Servizio Sanitario per tutte le branche dalla Chimica Clinica, alla Ematologia, Microbiologia e Sieroimmunologia, fino alla Genetica e alla Citoistopatologia.

Fiore all’occhiello dell’aggregazione sono la Diagnostica Microbiologica ed Ematologica, che ci procurano notevoli apprezzamenti e gratificazioni.

Amministratore Dott.ssa Anna Longanella

Specialista in Microbiologia e Virologia

TAMPONI NEI LABORATORI PRIVATI

Vista l’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’unità di crisi Regionale Campana ha autorizzato, i laboratori privati accreditati ed in possesso di specifiche strumentazioni, ad effettuare analisi con PCR, mediante tamponi nei laboratori privati, per la ricerca della positività da Covid-19.

I laboratori in possesso di queste specifiche tecniche possono processare i tamponi naso-faringei nei confronti di persone fisiche.

I laboratori accreditati avranno l’obbligo di inserire tutti i tamponi processati nella apposita piattaforma informatica predisposta dalla Regione Campania entro le 24 ore di ogni giorno lavorativo!

Date le specifiche tecniche, il Laboratorio Minerva è un centro accreditato per l’effettuazione, previa prenotazione, del tampone naso-faringeo!

Laboratorio Minerva

Corso Umberto I, 395
84013 – Cava de’ Tirreni (SA)

Prenotazione: 089 464403 – lab.minerva@libero.it

SATURIMETRO DA DITO

Pulsossimetro con tecnologia ad infrarossi!

Il saturimetro da dito o pulsossimetro, è un piccolo dispositivo che permette di misurare rapidamente la saturazione dell’ossigeno nel sangue attraverso la tecnologia a infrarossi.

Un’apposita sonda (generatrice) focalizza due fasci di luce di diversa lunghezza d’onda sulla punta di un dito. I fasci di luce attraversano il dito e vengono poi raccolti da un rilevatore che riesce a fare la differenza tra i raggi emessi e quelli ricevuti, calcolando la saturazione di ossigeno nel sangue.

L’uso domestico del saturimetro è consigliato quando è importante tenere monitorata la saturazione di ossigeno nel sangue a intervalli regolari, per controllare lo stato di salute e riconoscere per tempo eventuali peggioramenti.

La misurazione dipende molto dalla adeguata circolazione del sangue nelle dita e quindi condizioni di cattiva circolazione (pressione bassa, freddo, movimenti, febbre con brividi, arteriopatie periferiche) o altre condizioni che possono alterare la lettura (come smalti, unghie gel, coloranti nel sangue) possono dare valori falsamente ridotti.

Riscontrando respiro affaticato e qualora i livelli della saturazione scendano sotto i limiti minimi, cosa fare?

Informare il medico di famiglia e chiamare il numero verde regionale oppure il numero di pubblica utilità del Ministero della salute: 1500.

Indicativamente, si tenga presente che sono considerati valori normali di ossigenazione dal 95% in su: sono cioè considerati valori fisiologici, indicativi del buon funzionamento dei polmoni.

Contatta i nostri specialisti per un consulto:

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Associazione “Farma e Benessere”