TAMPONE TEST SALIVARE COVID-19

L’Istituto Superiore di Sanità, ha reso noto attraverso una circolare le indicazioni per l’uso dei test salivari.

Sono indicati tutti i dettagli e le tempistiche, dalla differenza fra sintomatici e asintomatici, dal test per i bambini alla registrazione dei casi positivi nei sistemi informativi regionali.

Nel testo viene ribadito che, in ogni caso, il tampone molecolare su campione nasofaringeo e orofaringeo rimane il più affidabile in termini di sensibilità e specificità.

Nel dettaglio l’indicazione del Ministero della Salute conferma che per rilevare un’infezione da coronavirus si possono usare anche i test salivari, nel momento in cui non sia possibile avere a diposizione tamponi oro-nasofaringei e preferibilmente per “screening ripetuti” per motivi professionali o di altro tipo, sugli anziani o disabili e sui bambini in ambito scolastico.

INDICAZIONI PER LA SCUOLA

Anche la scuola pertanto sarà luogo di utilizzo di questa tipologia di test meno invasiva per i pazienti ed in particolare per i bambini.

“La presenza di SARS-CoV-2 è stata dimostrata anche nei campioni salivari in individui asintomatici o pre-sintomatici”

I test salivari per rilevare il coronavirus devono essere usati entro 5 giorni dai sintomi. E sono attendibili fra il 53 e il 73%. (CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE)

Alla luce di queste considerazioni, il Ministero della Salute indica quindi delle linee guida sull’uso e la registrazione dei test salivari.

Laboratorio Minerva

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I test sierologici permettono di individuare la presenza di anticorpi al virus SARS CoV-2.

I tipi di test: qualitativi e quantitativi
Esistono tre tipologie di test sierologici: qualitativi, semi-quantitativi, quantitativi. La sostanziale differenza sta nella metodologia di analisi:

  • nei test qualitativi si stabilisce solo se una persona ha sviluppato o meno degli anticorpi, secondo una logica positivo/negativo;
  • nei test quantitativi vengono dosate le quantità di anticorpi.

Anche la modalità cambia:

  • i test qualitativi sono test rapidi, in cui è sufficiente una goccia di sangue, che viene esaminata in un kit portatile e si ottiene riscontro immediato, esattamente come avviene nel caso del test autodiagnostico di gravidanza che rileva l’ormone hCG nell’urina
  • i test sierologici quantitativi, invece, richiedono un prelievo di sangue e uno specifico analizzatore in dotazione alle strutture sanitarie.
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VIDEO TUTORIAL TEST COVID-19

Affidabilità dei test sierologici

Differente sembrerebbe anche il grado di affidabilità dei test

I test quantitativi, che hanno un elevato grado di affidabilità e accuratezza, utilizzano sistemi di rilevazione con chemiluminescenza (CLIA) oppure sistemi immunoenzimatici (ELISA).

A oggi sono diversi i test sierologici quantitativi che hanno ottenuto l’EUA (Emergency use authorization) dalla Food and Drug Administration americana e possono essere utilizzati in tutto il mondo”.

La misurazione degli anticorpi IgM e IgG
A prescindere dalla modalità di rilevazione, i test sierologici vanno a indagare la presenza degli anticorpi del virus SARS-CoV-2 nel sangue.

Esistono cinque tipologie di anticorpi prodotti dal sistema immunitario (IgM – IgG – IgA – IgD – IgE), ma nelle diverse fasi dell’infezione virale le più considerate sono:

IgM: prodotti nella fase iniziale, solitamente appaiono al 4°-6° giorno dalla comparsa dei sintomi della malattia e, dopo qualche settimana, scompaiono;
IgG: prodotti più tardi (9°-12° giorno), rimangono all’interno dell’organismo per periodo più lungo.
Sono gli anticorpi IgG a essere indicativi dell’immunità, la cui durata è ancora un tema dibattuto e poco chiaro.

Test sierologici e tampone a confronto

Un altro tema ampiamente discusso dalla comunità scientifica e politica riguarda l’utilità dei test sierologici e la necessità di affidarli a specifiche categorie professionali o fasce di popolazione, per una “Fase 2” più controllata e sicura.

Individuare gli anticorpi tramite test sierologici è molto utile a livello epidemiologico, ma non sappiamo la durata della protezione immunologica e non otteniamo un indice di contagiosità.

Se questi anticorpi rimarranno a lungo, cosa che non conosciamo, le persone che hanno già contratto l’infezione non dovrebbero fare il vaccino.

Ma non sappiamo nemmeno se con la stagione estiva il virus sparirà, come avvenuto per il SARS-CoV-1 diffusosi in Asia nel 2003 e scomparso nel mese di giugno 2004.

Il tampone naso faringeo

Non va però dimenticata la fondamentale importanza del tampone per la diagnosi della malattia:

Per diagnosticare l’infezione attiva l’unico strumento che abbiamo è il tampone naso-faringeo

La sierologia, infatti, non ci aiuta nella diagnostica, ma nella parte prognostica e a livello epidemiologico, per capire come si è mosso il virus e se rimarrà.

Per una diagnosi corretta vanno realizzati i tamponi, alla comparsa dei sintomi (positivo) e a conclusione della malattia, accertata con un doppio tampone negativo.

Solo dopo ha senso realizzare il test sierologico. Anche perché, non dimentichiamolo, ci sono casi di pazienti positivi al tampone anche dopo 50 giorni dagli esordi della malattia.

Associazione “Farma e Benessere”

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